Legislazione e Giurisprudenza, Risarcimento, reintegrazione -  Redazione P&D - 2015-06-10

RISARCIMENTO DEL DANNO ULTRA TABELLARE: CROLLO LICEO DARWIN DI RIVOLI - Trib. Torino, n. 4007/2015 - Gino MD ARNONE

Risarcimento aggravato dalla condotta

Funzione sociale della responsabilità civile

Mancanza di limiti massimi al risarcimento del danno non patrimoniale

Multiplo risarcitorio

Danno esistenziale (citato 47 volte in sentenza!)

Il Tribunale di Torino ha riconosciuto un risarcimento multimilionario e ultra tabellare ai familiari di Vito Scafidi, lo studente rimasto ucciso nel novembre del 2008, a 17 anni, nel crollo di un controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli (Torino). La somma è a carico della ex Provincia di Torino (ora Città metropolitana).

Al di là delle etichette impiegate dalla difesa attorea (del caso si sono occupati gli Avvocati Renato Ambrosio, Gino M.D. Arnone, Gaetano Catalano) che il Giudice ritiene di non dover impiegare in ossequio all"unitarietà del danno non patrimoniale post S.U. di San Martino, viene di fatto riconosciuto il danno aggravato dalla condotta, ossia la tesi che prevede che maggiore sia l"intensità dell"elemento soggettivo, maggiore sarà il pregiudizio subito dalla vittima (da allegare e provare) e quindi maggiore il risarcimento dovuto.

Più in particolare:

Maggiore la gravità della colpa o del dolo, maggiore il risarcimento del danno.

Inammissibilità di limiti massimi al risarcimento del danno alla persona

Funzione sociale del risarcimento che fa sì che il risarcimento debba essere avvertito come la somma adeguata al determinato contesto storico nell"ottica del diritto vivente

Tabelle risarcitorie previste solo per i casi standard

La personalizzazione del danno non patrimoniale non è sufficiente a tenere in considerazione tutte le circostanza del caso concreto.

La sentenza – che sarà resa pubblica nei prossimi giorni - mostra grandissimo rispetto verso Vito Scafidi ed i suoi cari, che rifiutando le offerte con cui li si voleva tacitare, sono andati a processo facendo si che fosse resa una sentenza storica.

Una sentenza che risarcisce un danno svincolato dai massimi tabellari e che segna un progressione degna di nota nella civiltà giuridica di questo paese.

Una sentenza che, si spera ardentemente, possa servire a garantire maggior sicurezza negli istituti scolastici italiani, posto che il giovane angelo Vito Scafidi è stata definito dal magistrato come «emblema nella coscienza collettiva» dell"insicurezza nell"edilizia scolastica.

Di seguito alcune delle massime della sentenza che testimoniano l"importanza del precedente.

«la straordinarietà della tragedia e il contesto in cui è avvenuta (crollo in un"aula scolastica di un controsoffitto e dei tubi di ghisa ivi abbandonati) non sono privi di rilievo nella loro incidenza sull"entità del danno patito dai congiunti»

«Le esposte considerazioni attribuiscono dunque alla vicenda nel suo complesso quell"eccezionalità che in base alla citata giurisprudenza NON SOLO GIUSTIFICA MA RENDE DOVEROSO l"adeguamento della liquidazione al caso concreto: […] la relativa quantificazione deve essere tanto più elevata quanto più grave risulti il vulnus alla situazione soggettiva tutelata dalla Costituzione inferto al danneggiato, e tanto più articolata quanto più esso abbia comportato un grave o gravissimo, lungo o irredimibile sconvolgimento della qualità e della quotidianità della vita stessa».

«Ma soprattutto la peculiarità del caso concreto attiene al profilo dello sconvolgimento esistenziale (anche con riferimento al secondo parametro di graduazione indicato nelle note esplicative: "qualità e intensità della relazione familiare affettiva residua") »

«l"eccezionalità ed unicità del caso per tutti i motivi esposti sub a) e b), e qui da intendersi richiamati, rilevanti in termini di intensità della sofferenza, di incapacità di superare il trauma per un evento percepito come ingiusto ed assurdo e di drammaticità dello sconvolgimento esistenziale, giustifica un parimenti eccezionale incremento dei massimi tabellari che si ritiene congruo nella misura del 50%»

«La valutazione equitativa è diretta a determinare "la compensazione economica socialmente adeguata" del pregiudizio, quella che "l'ambiente sociale accetta come compensazione equa…Alla nozione di equità è consustanziale l'idea di adeguatezza e di proporzione. Ma anche di parità di trattamento. Se infatti in casi uguali non è realizzata la parità di trattamento, neppure può dirsi correttamente attuata l'equità, essendo la disuguaglianza chiaro sintomo della inappropriatezza della regola applicata"»

Per approfondimenti

Cendon, il dolo nella responsabilità extracontrattuale, 1976

Arnone, La responsabilità civile punitiva, 2013

Cendon-Arnone, Il quantum del danno aggravato dalla condotta, 2014

Monateri – Arnone, Il dolo, la colpa e i risarcimenti aggravati dalla condotta, 2014



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