Changing Society, Generalità, varie -  Pant√® Maria Rosa - 2017-05-16

Roma - Maria Rosa Pantè

Sono stata nello scorso fine settimana a Roma, la capitale d"Italia. Roma! Dove ogni piazza, ogni via porta traccia di qualche evento comparso sui libri di storia o in televisione.

Dove svettano le cupole e a ogni angolo c"è un monumento.

Ero a Roma per parlare del mio ultimo libro "La scienza delle donne" edito dalla Hoepli (se vi interessa trovate notizie qui http://www.hoeplieditore.it/scheda-libro/pante-maria-rosa/la-scienza-delle-donne-9788820378257-5184.html ), invitata al Festival delle Scienze, nella cornice bella e famosa del Parco della musica.

Sono stati pochi giorni intensi di emozioni, ho ritrovato vecchi e nuovi amici, ho parlato del mio libro in un contesto che mi ha inorgoglita, ma la protagonista è stata lei, la città eterna, Roma, cui ho dedicato queste riflessioni, in versi. E dunque non proprio riflessioni, ma evocazioni.

Devo dire grazie a Valeria Palumbo, che tutti conoscete, se ho osservato in modo particolare la luce di Roma, di cui lei mi disse, all"inizio della nostra amicizia.

Vedi i pini marittimi in attesa

sui profili dei colli? Siamo a Roma.

La luce-luce che tu mi dicevi

con nostalgia filtra tra sante cupole,

le risorge ogni sera come increate.

Scorre il biondo Tevere dei poeti e

lava l"aria un vento forse dal mare.

Certo dal mare che io non so vedere,

ma sta nei pini suoi testimoni.

Le radici già forzano l"asfalto,

i rami salgono a cercare il sole

e il silenzio ove un tempo

volavano i gabbiani. Ora impettiti

e striduli si mescolano ai turisti.

Così m"è Roma: cupole e gabbiani.

Così m"è Roma a maggio.



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immagine A3M

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