Articoli, saggi, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2014-01-03

SANITA TRANSFRONTALIERA, COSTI DELLA SANITA E CENTRI DI ECCELLENZA – Alceste SANTUARI

In questi ultimi mesi, è cresciuta l"attenzione nei confronti dei "contenuti" della c.d. mobilità transfrontaliera dei pazienti, ossia la possibilità per i cittadini europei di recarsi all"estero per fruire di prestazioni medico-sanitarie. Si tratta della possibilità riconosciuta dalla riconosciuta dalla Direttiva n. 24/2011/UE, che il Governo italiano ha recepito con un decreto legislativo agli inizi del mese di dicembre 2013. Ribattezzata la "Schengen sanitaria", detta possibilità si deve confrontare con due aspetti assai rilevanti e che, per certi versi, potranno segnare l"evoluzione ovvero la (parziale ci auguriamo solo parziale) limitazione alla libertà di movimento delle persone. Il primo aspetto, non contemplato dalla Direttiva n. 24/2011, riguarda i vincoli finanziari che i singoli bilanci statali sono tenuti a rispettare, mentre il secondo aspetto, espressamente previsto dalla Direttiva in parola, attiene ai centri di eccellenza presenti nell"ambito dei singoli sistemi sanitari nazionali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, giova ricordare che la chiusura dei bilanci in pareggio, ancorché divenuta necessità a fronte della crisi economico-finanziaria ancora in progress, non sembra facilmente conciliabile con gli interventi pubblici tipici dello Stato sociale. Invero, non deve essere trascurato che il vincolo al pareggio di bilancio – quale quello recentemente introdotto anche nella Costituzione italiana – ha necessariamente ricadute sulla tutela dei diritti e sull"incidenza sul welfare e di conseguenza sul settore dell"assistenza socio-sanitaria.

I centri di eccellenza rappresentano, nella ratio del legislatore comunitario, luoghi ed esperienze cui i cittadini europei possono accedere fuori dai confini nazionali al fine di fruire di prestazioni medico-sanitarie non presenti nell"ambito dei propri sistemi sanitari nazionali. Si tratta, dunque, del riconoscimento che una determinata e specifica competenza in ambito medico, sanitario, ospedaliero, terapeutico che, in forza della ricerca, dell"expertise e delle professionalità che un singolo Stato (anche in collaborazione con altri enti, pubblici e privati) è in grado di mettere in campo, "riceve" il placet dei pazienti transfrontalieri, alla ricerca di soluzioni adeguate e ritenute maggiormente efficaci.

Ora, come è noto, il progresso scientifico e tecnologico di questi ultimi anni ha condotto a scoperte che rappresentano "nuove frontiere" nella cura / trattamento di determinate patologie (si pensi, in particolare, alla lotta contro i tumori. In questi giorni, acceso è il dibattito intorno al nuovo centro di Protonterapia attivato in Provincia autonoma di Trento). In questo senso, enti locali, università, centri di ricerca, soggetti privati, contribuiscono alla definizione, individuazione e implementazione di progetti ad elevato contenuto tecnologico e sperimentale che possono diventare una eccellenza in quell"ambito. Si tratta di progetti che, se fino ad epoca molto recente, diventavano di rilevanza infraregionale e nazionale, oggi, grazie soprattutto alla mobilità europea (e internazionale) dei pazienti, acquistano rilevanza transfrontaliera. Conseguentemente, essi, in ambito nazionale, per quanto riguarda nello specifico l"Italia, debbono essere riconosciuti dal sistema sanitario nazionale (rientrando nelle prestazioni garantite dai Livelli Essenziali di Assistenza – LEA). Accanto al livello nazionale, tuttavia, essi giocano un ruolo anche a livello comunitario. Anzi, per certi aspetti, quest"ultimo potrebbe diventare il livello che "supplisce" al livello nazionale. Infatti, qualora quella determinata nuova tecnologia/cura/trattamento non dovesse ottenere il riconoscimento "interno", cionondimeno essa non finisce per perdere appeal oltre confine. E" anche questo il senso della previsione contenuta nella Direttiva n. 24/2011/UE di identificare a livello comunitario una rete di centri di eccellenza, a disposizione dei cittadini-pazienti europei, affinché essi possano scegliere dove recarsi per poter fruire di "quella" specifica prestazione medico-sanitaria.

I centri di eccellenza possono dunque diventare i motori di uno sviluppo scientifico-medico-sanitario, capace di catalizzare anche le forze di altri soggetti presenti in un determinato contesto nazionale, coinvolti nella promozione del/dei centro/i di eccellenza. E" l"occasione propizia - come si suol dire in questi casi - per "fare squadra", in specie considerando che la rete virtuosa in costruzione arreca beneficio ai cittadini-pazienti.

La libertà di movimento dei pazienti risulta, dunque, alla luce delle premesse suesposte, una importante leva per promuovere le eccellenze di un Paese ovvero dei suoi territori, che così diventano "al servizio" di una intera comunità (europea) e/o internazionale.



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