Legislazione e Giurisprudenza, Banca, servizi finanziari -  privato.personaedanno - 2014-04-29

SANZIONI BANKITALIA. INCOSTITUZIONALE LA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA ESCLUSIVA – Adolfo TENCATI

Commentando, su questa Rivista (Tencati, Sanzioni Consob: interviene la Consulta, www.personaedanno.it, 3 luglio 2012), Corte cost. 162/2012, lo scrivente proponeva lo scenario per cui la Consulta avrebbe dichiarato illegittime le disposizioni che attribuivano alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le opposizioni contro le sanzioni irrogate dalle « Autorità indipendenti» diverso da Consob.

Quello scenario è diventato realtà grazie a Corte cost. 9-15 aprile 2014, n. 94 (G. U., I Serie Speciale, 23 aprile 2014, n. 18).

Nel giudizio di legittimità costituzionale concluso dalla detta sentenza, l"Avvocatura dello Stato ha eccepito l"inammissibilità della questione di incostituzionalità, perché il giudice a quo si sarebbe limitato a ripetere pedissequamente gli argomenti utilizzati dalla richiamata sentenza costituzionale 162/2012.

Tuttavia i giudici delle leggi hanno rigettato siffatta eccezione, ritenendo che il TAR Lazio, nelle ordinanze di rimessione, seppure con argomenti non molto estesi, ha giustificato la rilevanza della questione nei giudizi allo stesso sottoposti, nonché la non manifesta infondatezza della questione.

Entrando, quindi, nel merito, la Corte costituzionale ribadisce che il Governo, con il d.lg. 104/2010 (codice del processo amministrativo: C. P. A.), non ha rispettato i criteri di delega.

L"inosservanza dei criteri di delega è evidente perché il codice del processo amministrativo avrebbe dovuto riordinare la materia. Di conseguenza, i margini per la creatività del legislatore delegato sono particolarmente ristretti.

Va quindi accolta con favore la pronuncia che

«dichiara l"illegittimità costituzionale degli artt. 133, comma 1, lettera l), 134, comma 1, lettera c), e 135, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al Governo per il riordino del processo amministrativo), nella parte in cui attribuiscono   alla   giurisdizione   esclusiva   del   giudice amministrativo, con cognizione estesa al merito, e alla competenza funzionale del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio – sede di Roma le controversie in materia di sanzioni irrogate dalla Banca d'Italia»

(Corte cost. 9-15 aprile 2014, n. 94, G. U., I Serie Speciale, 23 aprile 2014, n. 18).

L"intervento della Consulta, così sintetizzato, è ancora più opportuno considerando che, in un caso che ha originato il giudizio incidentale di legittimità costituzionale, Bankitalia ha irrogato

«sanzioni amministrative pecuniarie per asserite carenze nell"organizzazione e nei controlli interni […], ai sensi dell'art. 190 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni   in   materia   di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52), nei confronti degli ex componenti del consiglio di amministrazione di […] SGR s.p.a.»

(TAR Lazio, ordinanza di rimessione 27 luglio 2012, n. 306, www.gazzettaufficiale.it).

È inoltre violato (anche se le ordinanze di rinvio ed il giudice costituzionale non vi fanno riferimento) il canone costituzionale dell"eguaglianza e della ragionevolezza (art. 3 1º co. Cost.). Infatti non si capisce perché, nel regime oggi dichiarato illegittimo, i soggetti sanzionati da Consob potevano adire il giudice ordinario, mentre gli esponenti aziendali, colpiti da sanzioni amministrative emesse da Bankitalia per pretese infrazioni alle norme sull"intermediazione mobiliare, dovevano rivolgersi esclusivamente al giudice amministrativo.

Inoltre Corte cost. 94/2014 risolve un problema di diritto transitorio. L"art. 4 n. 19) dell"allegato IV al d.lg. 104/2010 (di cui all"allegato I costituisce il codice del processo amministrativo) «è stato interamente soppresso dall"art. 3, comma 1, d.lg. 14 settembre 2012, n. 160, ma soltanto pro futuro»

Conseguentemente, il giudice costituzionale sopprime tale previsione anche con riguardo ai fatti anteriori all"abrogazione della norma.

L"effetto pratico di corte cost. 94/2014 è identico a quello già verificatosi a seguito di Corte cost. 162/2012. Tornano in vigore le disposizioni che attribuiscono alla Corte d"Appello di Roma la giurisdizione sulle sanzioni amministrative, pecuniarie od interdittive non importa, emesse da Banca d"Italia.

Alla luce delle sentenze costituzionali 162/2012 e 94/2014 diviene, in conclusione, urgente l"intervento legislativo che riporti alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie sui provvedimenti sanzionatori adottati dalle Autorità indipendenti.

L"alternativa consiste nel moltiplicarsi di dichiarazioni di incostituzionalità, ad iniziare da materie affini a quelle sulle quali la Consulta è finora intervenuta.

L"art. 133 1º co. lettera l) C. P. A., infatti, sottopone alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie avverso i provvedimenti sanzionatori provenienti dagli Organismi di vigilanza sugli agenti in attività finanziarie e sui mediatori creditizi.

Si ripropongono allora i dubbi di violazione dei principi di eguaglianza e di ragionevolezza. I provvedimenti sanzionatori emanati contro soggetti operanti nello stesso ambito bancario, infatti, sono tuttora sottoposti alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, senza che esistano plausibili motivi per la differenza rispetto a quanto avviene per gli esponenti delle banche.

Ma il discorso avviato dalle sentenze costituzionali 162/2012 e 94/2014 vale anche per le sanzioni emesse da Autorità operanti nel settore in senso lato finanziario (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e Commissione di vigilanza sui fondi pensione).

Se il parametro costituzionale finora invocato è stato l"art. di 1000 76 Cost., violato dal Governo per eccesso di delega, anche altre norme costituzionali entrano in campo per sostenere l"illegittimità della giurisdizione amministrativa esclusiva sui provvedimenti sanzionatori emanati dalle Autorità indipendenti. Essi, infatti, incidono su posizioni di diritto soggettivo.

Oltre al già richiamato art. 3 1º co. Cost., entra quindi in scena l"articolo 25 1º co. Cost., essendo il giudice ordinario quello «naturale precostituito per legge».

Invocando quest"ultima norma costituzionale è anche possibile sfuggire alle eccezioni di inammissibilità, che l"Avvocatura erariale potrebbe formulare in futuri giudizi, per cui la Consulta è già intervenuta sulla materia del contendere.

Non resta dunque che attendere, una volta di più, lo sviluppo degli eventi. 28 aprile 2014



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