Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-11-22

SCHEMA DI STATO PATRIMONIALE DI SRL: IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI E FINANZIARIE - Riccardo MAZZON

Proseguendo nella lettura ragionata dello stato patrimoniale, da redigersi in conformità allo schema previsto dall'articolo 2424 del codice civile; in particolare, per quanto concerne immobilizzazioni materiali e finanziarie, sempre seguendo lo schema dettato dal legislatore (con la giurisprudenza e riassuntivamente) può essere chiarito quanto segue:

II - Immobilizzazioni materiali:

"in tema di presupposti dimensionali per l'esonero dalla fallibilità dell'imprenditore commerciale, nella valutazione del capitale investito, ai fini del riconoscimento della qualifica di piccolo imprenditore, trovano applicazione i principi contabili, cui si richiama il legislatore nell'art. 1, comma 2, lett. a, legge fall. (nel testo modificato dal d.lg. n. 5 del 2006, applicabile ratione temporis, ed anche successivamente in quello sostituito dal d.lg. n. 169 del 2007) e di cui è espressione l'art. 2424 c.c., con la conseguenza che, con riferimento agli immobili, iscritti tra le poste attive dello stato patrimoniale, opera — al pari che per ogni altra immobilizzazione materiale — il criterio di apprezzamento del loro costo storico al netto degli ammortamenti, quale risultante dal bilancio di esercizio, ai sensi dell'art. 2426, numeri 1 e 2, c.c., e non il criterio del valore di mercato al momento del giudizio" (Cass. civ., sez. I, 29.10.2010, n. 22146, GCM, 2010, 10, 1386 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON);

1) terreni e fabbricati;

"è legittima la rivalutazione economica di un bene immobile operata in bilancio allo scopo di coprire perdite d'esercizio se tale rivalutazione risultata da elementi certi quali la stipulazione di un preliminare di vendita (con incasso della caparra) e del definitivo atto di vendita prima della data di riunione dell'assemblea convocata per approvare il bilancio d'esercizio. La rivalutazione economica attribuibile all'immobile come risultante da dati certi individua una "speciale ragione" che autorizza la deroga di cui al comma ultimo dell'art. 2425 c.c., come autenticamente interpretato dall'art. 9 l. 19 marzo 1983 n. 72. Non deve essere svalutato un credito sorto nei confronti di un cliente ammesso alla procedura di amministrazione controllata nell'esercizio successivo a quello cui si riferisce il bilancio, e ciò in considerazione del fatto che tale procedura concorsuale tende al risarcimento dell'impresa e quindi all'integrale soddisfacimento dei propri debiti" (Cass. civ., sez. I, 29.4.1994, n. 4177, Soc, 1994, 1201 – per contro, la rivalutazione degli immobili delle società per azioni, al fine di coprire le perdite d'esercizio, costituisce ragione legittimante la deroga al principio della valutazione degli immobili al costo storico, solo se sia armonizzata col principio di verità e non costituisca un espediente a copertura ed occultamento della perdita di esercizio ed al fine di far apparire pareggiato il conto dei profitti e delle perdite, in base ad elementi assolutamente fittizi (come, nella specie, l'attribuzione, agli immobili, di valori assolutamente sproporzionati e non rispondenti minimamente a quelli di mercato): Cass. pen., sez. V, 25.5.1993, CP, 1995, 1063);

2) impianti e macchinario;

3) attrezzature industriali e commerciali;

"in tema di bilancio di società, agli ammortamenti anticipati deve riconoscersi natura di riserve e non di ammortamenti veri e propri se risulti che essi sono in funzione non già del riequilibrio dei costi influenzati dai deterioramenti o perdite dei beni strumentali dell'impresa, bensì della salvaguardia del capitale sociale, anche mediante investimenti incrementativi o, comunque, finalizzati al rinnovo dei beni strumentali (nella specie, la questione della natura dei suddetti ammortamenti anticipati assumeva rilievo ai fini della determinazione dell'indennizzo dovuto per la nazionalizzazione di impresa elettrica) " (Cass. civ., sez. I, 22.10.1991, n. 11202, GCM, 1991, fasc.10);

4) altri beni;

"il bilancio di una società cooperativa, che ometta di riportare beni intestati alla società medesima, difetta di veridicità, anche quando detta intestazione, in forza di patti parasociali, sia solo fittizia, per essere quei beni in effetti di proprietà dei singoli soci (nella specie, autovetture in servizio di piazza). Peraltro, tale vizio, con la conseguenziale invalidità della deliberazione di approvazione del bilancio, non è deducibile, per difetto d'interesse dal socio partecipante ai suddetti patti, in quanto lo stesso, a differenza dei terzi, in relazione a quella violazione di legge nelle modalità di redazione del bilancio, non può subire pregiudizio, nemmeno sul piano dell'informazione" (Cass. civ., sez. I, 4.4.1990, n. 2794, GCM, 1990, fasc. 4, GC, 1990, I, 2020);

5) immobilizzazioni in corso e acconti:

"le spese sostenute da una società di capitali per consulenze legali e notarili relative ad un contratto preliminare per l'acquisto di un immobile devono essere imputate ad incremento del valore del cespite nel momento in cui si realizza l'acquisto, poiché l'art. 76, comma 1, lett. b), d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, esclude dai novero degli oneri accessori solo gli interessi passivi ad eccezione degli interessi passivi sui prestiti contratti per l'acquisizione o costruzione dei beni materiali strumentali per l'esercizio dell'impresa - e le spese generali, sicché non resta esclusa la tipologia di spese legali notarili sostenute per l'acquisto del bene, le quali, in quanto strettamente funzionali all'acquisizione, costituiscono oneri accessori di diretta imputazione; nè rileva che le spese "de quibus" siano state sostenute nell'esercizio immediatamente precedente a quello nel quale l'acquisto, cui le spese stesse erano funzionali, si è effettivamente realizzato perché, invero, tali spese sono contabilmente allocabili nello stato patrimoniale dell'attivo a norma dell'art. 2424, comma 1, B. II, n. 5, c.c., e un problema di una loro diversa imputazione, che non sia quella di onere accessorio all'acquisto, può porsi solo in caso di mancata realizzazione dell'acquisto cui erano funzionali" (Cass. civ., sez. trib., 29.9.2003, n. 14477, BT, 2004, 136);

Totale.

III - Immobilizzazioni finanziarie,

"i depositi presso banche, quando sono vincolati a garanzia di pagamenti e prestiti effettuati dagli enti creditizi per incarico della società depositante, non costituiscono disponibilità liquide, bensì immobilizzazioni finanziarie e come tali vanno registrate in bilancio" (Trib. Milano 21.10.1999, GI, 2000, 554),

con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l'esercizio successivo:

1) partecipazioni in:

a) imprese controllate;

b) imprese collegate;

c) imprese controllanti;

d) altre imprese;

"il gruppo di imprese non costituisce un soggetto giuridico o comunque un centro di interessi autonomo rispetto alle società collegate e, pertanto, anche ai fini della responsabilità degli amministratori - quando manchi la prova di un accordo fra le varie società, diretto a creare un'impresa unica, con direzione unitaria e patrimoni tutti destinati al conseguimento di una finalità comune e ulteriore - va valutato il comportamento che la legge e l'atto costitutivo impongono rispetto alla società di appartenenza, talché essi rispondono verso la medesima società della inosservanza dei loro doveri, senza che sia possibile compensare, in una valutazione globale del loro comportamento, il pregiudizio cagionato a quest'ultima, per effetto di mala gestio, col corrispondente vantaggio di altra società del gruppo" (Cass. civ., sez. I, 8.5.1991, n. 5123, GCM, 1991, fasc. 5);

2) crediti:

a) verso imprese controllate;

b) verso imprese collegate;

c) verso controllanti;

d) verso altri;

3) altri titoli.

Totale.

Totale immobilizzazioni (B);



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati