Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2014-07-08

SCRIVERE UN ANNUNCIO – Maria Rosa PANTÉ

Da che è morta anche mia padre, cinque anni dopo il marito, la casa dei miei è vuota. Ci sono ancora qusi tutti i mobili, ci sono varie suppellettili, entrando forse ci potrebbe essere l'illusione che qualcuno vi abiti ancora.

Non fosse per la polvere sui davanzali e sulle finestre mai più aperte.

Non fosse che non ci sono fiori e piante e non ci sono più panni stesi. O il suono delle voci.

Ultimamente ho deciso di metterla in vendita, ho messo un annuncio, il mercato immobiliare, lo sanno tutti, è in affanno, ma qualcuno che cerca casa c'è ancora.

Così ho fatto vedere l'appartamento alle persone: estranei che accolgo con ogni cura nella casa che abitai per la mia giovinezza, nella casa dei miei e ora mia.

Non mi pesa, anche se forse non dovrei dire: "e questa era la mia camera!", un professionista non lo farebbe. Nemmeno forse dovrebbe incrinarsi un po' la voce davanti al divano dove sedeva mio padre ormai malato. Forse non dovrei accarezzare la macchina da cucire di mia madre.

Ma non mi pesa, non ho attaccamenti agli oggetti, nemmeno alle case, alle cose.

È stato strano però scrivere l'annuncio. M'è venuta in mente la poesia "Scrivere il curriculum" di Wislawa Szymborska (http://www.judo-educazione.it/galleria/poesia/curriculum.html).

Anche per gli annunci, come per un curriculum, è così: una scrittura generica, impersonale, asettica dietro cui si deve nascondere la vita di molte persone, i loro affanni, i loro amori.

Non si può, ma se potessi, all'annuncio io aggiungerei questo:

Nella casa dei miei...

a mamma e papà

ancora i tuoi foulard mamma impalpabili

variopinti più che l'arcobaleno.

E le vestine di una neonata

che ero io. E ora potrei essermi nonna.

E poi monocromi i pigiami azzurri

da uomo, che nessuno ha mai indossato.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati