Legislazione e Giurisprudenza, Causalità -  Mazzon Riccardo - 2013-08-13

SCUOLA, INSEGNANTI ED OBBLIGO DI VIGILANZA: INGRESSO, LEZIONI, CAMBIO DELL'ORA, RICREAZIONE, USCITA - RM

La responsabilità dell"amministrazione scolastica ancorata al dovere di vigilanza non è limitata all"orario delle lezioni, posto che la permanenza nella scuola (intesa come edificio e pertinenze) si estende anche ad altri periodi, decorrenti dal momento nel quale è consentito agli alunni l"ingresso,

"la responsabilità della P.A. ex art. 28 cost., 2043 e 2048 c.c. per le lesioni riportate da un alunno minore all'interno di un istituto di istruzione in conseguenza della condotta colposa del personale scolastico ricorre anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto al di fuori dell'orario delle lezioni, ove ne sia consentito l'anticipato ingresso nella scuola o la successiva sosta, sussistendo l'obbligo delle autorità scolastiche di vigilare sul comportamento degli scolari per tutto il tempo in cui costoro vengono a trovarsi legittimamente nell'ambito della scuola fino al loro effettivo licenziamento" (Cass. civ., sez. III, 19 febbraio 1994, n. 1623, GCM, 1994, 182 - amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012),

quali l"attesa per l"entrata (la pronuncia che segue scaturisce da un'ipotesi di atto illecito commesso da alunno, nei confronti di altro alunno, nel cortile scolastico, durante l"attesa dell"inizio delle lezioni),

"la responsabilità dell"amministrazione scolastica non può essere limitata all"orario delle lezioni, posto che la permanenza nella scuola (intesa come edificio e pertinenze) si estende anche al periodo che decorre dal momento nel quale è consentito l"ingresso e termina con l"uscita, comprendendo quindi l"attesa per l"entrata, la ricreazione, le pause ed il tragitto dall"aula all"uscita" (Trib. Venezia, sez. III, 26 marzo 2008, n. 739, Redazione Giuffrè, 2008),

il c.d. cambio dell'ora (con conseguente responsabilità, dell'istituto scolastico, in conseguenza, ad esempio, del pugno inferto da un compagno di classe ud altro allievo, durante i minuti in cui gli allievi erano stati lasciati affidati a sè stessi),

"la presunzione di responsabilità, di cui all'art. 2048 c.c., trova applicazione non solo nel caso di danni causati dall'allievo, ma anche per i danni subiti da quest'ultimo. Nel caso di danni subiti dall'allievo di un istituto scolastico, quest'ultimo va esente da responsabilità soltanto ove dimostri di avere adottato tutte le misure organizzative idonee ad impedire il fatto. L'istituto scolastico è responsabile del danno subito da un allievo, in conseguenza del pugno infertogli da un compagno di classe durante il "cambio dell'ora", durante i minuti in cui gli allievi erano stati lasciati affidati a sè stessi" (Trib. Roma 30 gennaio 2002, GRom, 2002, 212),

la ricreazione (non condivisibile, a tal proposito, la limitazione qualitativa proposta dalla seguente pronuncia, che ritiene non applicabile il principio de quo agli istituti scolastici religiosi di istruzione media):

"la norma dell'art. 350 del regolamento generale per il servizio scolastico, approvato con r.d. 26 aprile 1928 n. 1297, secondo la quale la sorveglianza degli allievi si estende al periodo di tempo destinato alla ricreazione e va esercitata con l'effettiva presenza degli insegnanti nel luogo in cui l'attività ricreativa si svolge, non è applicabile agli istituti scolastici religiosi di istruzione media, in quanto detto regolamento riguarda i servizi dell'istruzione elementare)" (Cass. civ., sez. III, 15 gennaio 1980, n. 369, GCM, 1980, 1),

il tragitto dall"aula all"uscita,

"non incorre in responsabilità l"insegnante che abbia accompagnato l"alunno fino all"uscita di scuola perché ha assolto al dovere di vigilanza. Pertanto non spetta alcun risarcimento ai genitori del minore che si sia ferito cadendo su di un gradino a causa della ressa formatasi all"uscita di scuola" (Cass. civ., sez. III, 22 luglio 2010, n. 17215, DeG, 2010),

fino al subentro della vigilanza dei genitori:

"l'Istituto di istruzione ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui gli sono affidati e quindi fino al momento del subentro, almeno potenziale, della vigilanza dei genitori" (Trib. Bologna 4 maggio 2004, DResp, 2004, 1094).

Anche quanto alla decisione circa tali circostanze, vale la regola secondo la quale non è censurabile, nel giudizio di legittimità, il preteso vizio di motivazione dovuto al mancato superamento della presunzione di responsabilità di cui all'art. 2048 c.c., ove non sussista motivazione contraddittoria o apparente

"nell'escludere la responsabilità dei docenti incaricati di accompagnare gli studenti, da cui è derivato il fatto dannoso" (Cass. civ., sez. III, 10 maggio 2005, n. 9752, GPac, 2006, 1, 21).



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