Legislazione e Giurisprudenza, Beneficiario, poteri, diritti -  Mazzotta Valeria - 2014-11-18

SE C'E' L'ADS, NON SERVE IL CURATORE PER IL DIVORZIO - TRIB. MILANO Decr. 14/11/2014 - V. MAZZOTTA

Amministrazione di sostegno

Rapporti tra ADS e diritto del beneficiario di separarsi e divorziare

Il Tribunale di Milano torna a pronunciarsi in tema di rapporti tra ADS e separazione personale.

Con l"ordinanza 14.11.2014, il Tribunale  precisa che, se pende un procedimento per la nomina dell"ADS, sarà il Giudice Tutelare a deciderese  conferire all"amministratore di sostegno il compito di partecipare al processo di divorzio in luogo del beneficiario, oppure, in alternativa, nominare un curatore speciale alla persona fragile. Resta pertanto escluso che sia necessaria la nomina del curatore speciale previsto dalla legge sul divorzio, a cui si deve ricorrere solo se la persona convenuta (malata di mente o legalmente incapace) non sia già dotata di una misura di protezione.

Il diritto alla separazione è certamente un diritto personalissimo dell"individuo nonchè una delle "situazioni giuridiche soggettive" che realizzano la personalità: in tal senso si  espressa anche la Cassazione con la sentenza 2183 del 30/1/2013.

Come si concilia tale diritto con l"amministrazione di sostegno ? Si deve correttamente ritenere che il beneficiario dell"ADS possa, attraverso l"amministratore, esercitare tale diritto, poiché questo strumento di protezione della persona non comporta la perdita della capacità d"agire in toto, bensì solo la sua limitazione, e nella misura minima, indispensabile per realizzare appieno la tutela del soggetto debole.

A chi spetta allora l"esercizio del diritto personalissimo di separarsi? Al "beneficiato" direttamente, al suo amministratore, oppure occorre nominare un curatore speciale ?

La questione era già stata affrontata dal Tribunale di Milano, che con decreto 19/2/2014, dopo aver precisato che la designazione di un curatore speciale è necessaria solo nel caso di conflitto di interessi tra rappresentante e incapace (come nel caso in cui l"amministratore di sostegno, ad esempio, sia un parente del beneficiario), ha ritenuto che sia Giudice Tutelare a dover accertare in concreto l"esistenza del conflitto di interessi e la rispondenza dell"iniziativa assunta dall"amministratore di sostegno alla volontà del beneficiario. Se la rispondenza sussiste, si potrà autorizzare anche lo stesso amministratore di sostegno alla promozione del giudizio di separazione/divorzio.



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