Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Bacchin Giorgia - 2016-12-07

Se la prova è raccolta illecitamente non è utilizzabile nel processo civile – Cass. 22677/16 – Giorgia Bacchin

Nel giudizio di separazione dei coniugi i file audio di proprietà del merito che la moglie ha sottratto a quest'ultimo al fine di comprovare il condizionamento che lo stesso esercitava sui figli sono inutilizzabili.

L'ordinanza di cui sopra ha tratto origine da un giudizio di separazione dei coniugi all'esito del  quale il Tribunale respingeva le reciproche domande di addebito della separazione e disponeva l'affido condiviso dei figli, qualificando il padre quale genitore collocatario, oltre a degli incontri protetti tra la madre e gli stessi.

Il marito appellava la pronuncia chiedendo l´affidamento esclusivo dei figli, lo svolgimento degli  incontri protetti tra la madre e i figli una volta ogni due settimane nonchè l´addebito della separazione alla moglie che, pertanto,  appellava a propria volta chiedendo che la separazione fosse addebitata al marito, che i figli fossero affidati ai servizi sociali e che fosse posto a carico del coniuge un assegno di mantenimento in suo favore.

Poiché la Corte d´Appello di Firenze respingeva entrambe le domande di addebito, disponeva l'affidamento esclusivo dei figli al padre e gli incontri protetti madre-figli confermando, nel resto, l'impugnata sentenza, la donna proponeva ricorso in Cassazione lamentando l'omessa acquisizione, ai sensi dell'art. 2712 c.c., di alcuni file audio a lei pervenuti in forma anonima che contenevano la prova dei condizionamenti che il marito, a suo dire, esercitava sui figli.

Sul punto la Suprema Corte ha affermato, confermando quanto già statuito dal giudice del merito, che tali materiali non potevano essere utilizzati in quanto raccolti illecitamente dichiarando, altresì, infondato l´assunto della ricorrente circa la utilizzabilità in un giudizio civile, e a differenza che nel giudizio penale, del materiale probatorio ottenuto mediante sottrazione fraudolenta alla parte processuale che ne era in possesso.



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