Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-02-12

SE L'EX PERDE LA CAPACITA' LAVORATIVA, L'ASSEGNO E' COSPICUO - Cass. ord. 2580/2015 - V. MAZZOTTA

Assegno di divorzio

Incidenza della perdita della capacità lavorativa sull'entità dell'assegno

Assegno divorzile alto per la ex che non riesce a trovare lavoro, essendosi dedicata durante il matrimonio alla famiglia, così trascurando l" attività professionale.

Lo afferma la Cassazione con l"ordinanza n. 2580 pubblicata il 10 febbraio 2015: viene così rigettato il ricorso del marito contro la sentenza della Corte d"Appello che lo condannava a corrispondere alla moglie un assegno mensile di 2 mila euro, oltre a quello per le figlie.

Richiamata la giurisprudenza consolidata in materia, secondo la quale l"assegno divorzile deve tendere a conservare il tenore di vita matrimoniale, e tuttavia indice di tale tenore di vita può essere ravvisato nella disparità economica tra i coniugi, e precisato altresì che assegno di separazione e assegno di divorzio sono distinti ed autonomi per carattere, funzione e finalità, tanto più nel caso di separazione consensuale come effetto dell"accordo delle parti, ritengono gli Ermellini che nel caso di specie non sia imputabile nessuna colpa alla donna,  dottore commercialista, per non essere riuscita a trovare un"occupazione dopo la separazione. Durante il matrimonio aveva infatti ridotto molto la sua attività per dedicarsi alla cura della famiglia; dopo, aveva tentato di recuperare, anche adattandosi al lavoro di cassiera. Le era anche stata offerta una possibilità di collaborazione autonoma, venuta poi meno, in quanto la donna non era aggiornata in relazione sopravvenute normative e per problemi familiari e psicologici.



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