Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2014-11-03

SE SI E' AI DOMICILIARI E' EVASIONE ANDARE AL BAR VICINO A CASA - Cass. pen. 45257/2014 - A.G.

Per configurare il reato di evasione è sufficiente qualsiasi allontanamento dal luogo dove si è detenuti. Se si tratta di arresti domiciliari, l'accesso a parti condominiali dell'edificio integra l'elemento oggettivo del reato.

Nel caso in esame l'imputato si era recato al bar vicino a casa.

Volendo, sull'argomento, di recente su questa Rivista "IMPUTABILITA' E COLPEVOLEZZA IN RAPPORTO AL REATO DI EVASIONE" - Cass. pen. 41083/2013, 21.10.2014 e "UN CASO PARTICOLARE DI EVASIONE DAI DOMICILIARI" - Cass. Pen. 36123/2014, 7.9.2014

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 18 settembre – 3 novembre 2014, n. 45257 Presidente Di Virginio – Relatore Petruzzellis

Ritenuto in fatto

1. La Corte d'appello di Venezia, con sentenza del 24/06/2013, ha confermato il provvedimento emesso dal Tribunale di Verona in data 14/01/2012 che aveva condannato Salvatore Libia in relazione al reato di evasione, e, riconosciuto il fatto commesso in continuazione con ulteriori episodi già oggetto di valutazione con sentenza passata in giudicato, ha rideterminato la pena in aumento in mesi due e giorni venti di reclusione.

2. La difesa di Libia deduce violazione di legge penale e vizio di motivazione, in relazione all'accertamento di responsabilità, cui si è giunti senza valutare l'offensività del reato, che si ritiene insussistente stante il limitato arco temporale nel quale si è sviluppato l'allontanamento dal luogo ove l'interessato doveva permanere agli arresti domiciliari.

Considerato in diritto

l. Il ricorso è inammissibile per genericità e manifesta infondatezza.

2. Sotto il profilo della violazione di legge si evoca la mancata applicazione del criterio dell'inoffensività dell'azione penale, sulla base di elementi di fatto, quale la presenza dell'interessato in un bar vicino all'abitazione rilevata da parte degli stessi addetti al controllo presso il domicilio, del tutto ininfluente ai fini richiamati, posto che, come ripetutamente affermato    dalla giurisprudenza di legittimità (per tutte da ultimo Sez. 6, Sentenza n. 11679 del 21/03/2012 , imp. Fedele Rv. 252192), integra il reato qualsiasi allontanamento dal luogo indicato, quindi anche la presenza in parti condominiali dello stabile, in cui sia consentito l'accesso a terzi (Sez. 6, Sentenza n. 3212 del 18/12/2007 -2008, imp. Perrone. Rv. 238413) la cui relazione diretta con l'abitazione è sicuramente maggiore di quella ravvisata nella specie.

La vicinanza del locale pubblico all'alloggio, e la facilità con          la quale si assume scoperta la presenza di Libia nei pressi dell'abitazione, sono idonee ad escludere l'offensività della violazione. Ne costituisce una conferma il precedente evocato dalla difesa a sostegno della propria prospettazione, poiché in quel caso si è esclusa la violazione per il caso di presenza della persona sottoposta a misura, durante l'orario in cui era autorizzato ad uscire, in un bar posto sul percorso che lo stesso era tenuto a seguire, mentre la fattispecie concreta si riferisce ad una assenza dall'abitazione al di fuori dell'orario di autorizzazione, e denota un abbandono del luogo degli arresti domiciliari in alcun modo collegabile a tali permessi.

3. Le deduzioni riguardanti il vizio della motivazione si incentrano invece nella riproposizione della propria tesi difensiva, omettendo ogni correlazione con il provvedimento impugnato, di cui non si contestano vuoti argomentativi o contraddizioni o illogicità, circostanza che evidenzia che il rilievo è volto ad una inammissibile sollecitazione ad una nuova valutazione di merito, estranea a questa fase del giudizio.

4. L'accertamento di inammissibilità del ricorso impone la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma indicata in dispositivo, in favore della Cassa delle ammende, in applicazione dell'art. 616 cod. proc. pen..

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle ammende.



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