Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2016-02-05

SEPARAZIONE: AGEVOLAZIONI FISCALI ESTESE A TUTTI I TRASFERIMENTI - CASS. 2111/2016 - V. MAZZOTTA

Separazione e divorzio

Agevolazioni fiscali estese a tutti i trasferimenti immobiliari attuativi degli accordi raggiunti in sede di separazione personale

Colui che trasferisce la proprietà di un immobile, in attuazione degli accordi raggiunti in sede di separazione consensuale, ha diritto all'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro.

Nel caso di specie, l"Agenzia delle Entrate, dopo aver riconosciuto in sede di registrazione dell"atto di trasferimento di quota d"immobile (terreno privo di fabbricati) effettuato in attuazione degli obblighi conseguenti agli accordi di separazione consensuale tra coniugi i benefici fiscali di cui all"art. 19 della L. n. 74/1987, notificò all"ex moglie avviso di liquidazione per il recupero dell"imposta di registro e delle ulteriori imposte ipotecaria e catastale ritenute dovute, non considerando applicabile nella fattispecie il trattamento agevolato, essendo quest"ultimo, usufruibile, secondo l"Ufficio, solo per gli atti posti in essere in attuazione degli obblighi connessi all"affidamento dei figli, al loro mantenimento ed a quello del coniuge, oltre al godimento della casa di famiglia.

La donna impugnava vittoriosamente l"avviso di liquidazione sia dinnanzi alla CTP che alla CTR, sicchè l'Agenzia faceva ricorso innanzi alla Suprema Corte.

La Cassazione, sezione Tributaria Civile, tuttavia rigetta le doglianze dell'Agenzia con la sentenza n. 2111/2016, mutando orientamento rispetto alle precedenti decisioni in materia, sulla base di due fondamentali considerazioni.

Da un lato, l"opinione dottrinale prevalente secondo cui anche gli accordi che prevedono , nel contesto di una separazione tra coniugi, atti comportanti trasferimenti patrimoniali da un coniuge all"altro o in favore dei figli, vanno ricondotti nell"ambito delle "condizioni di separazione", in considerazione del carattere di "negoziazione globale" che la coppia in crisi attribuisce al momento della "liquidazione" del rapporto coniugale, attribuendo quindi a detti accordi la qualificazione di contratti tipici, denominati "contratti della crisi coniugale", la cui causa è proprio quella di definire in modo non contenzioso e tendenzialmente definitivo la crisi.

Dall"altro, soprattutto, considerando le modifiche normative recentemente introdotte, che attribuiscono all"elemento del consenso tra i coniugi il ruolo centrale nella definizione della crisi coniugale (si pensi al cd. Divorzio breve o alla negoziazione assistita nella separazione, divorzio e modifica delle relative condizioni),

E invero, con la negoziazione assistita si è voluto ridurre l'intervento dell'organo giurisdizionale in procedimenti tradizionalmente segnati da vasta area di diritti indisponibili legati allo status coniugale e alla tutela di prole minore avendo, nel quadro d''interventi definiti di "degiurisdizionalizzazione", di fatto attribuito al consenso tra i coniugi un valore ben più pregnante rispetto al passato.

In tale mutato contesto normativo, secondo la Corte, va riconosciuto "il carattere di negoziazione globale a tutti gli accordi di separazione che, anche attraverso la previsione di trasferimenti mobiliari o immobiliari, siano volti a definire in modo tendenzialmente stabile la crisi coniugale, destinata a sfociare, di lì a breve, nella cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario o nello scioglimento del matrimonio civile, cioè in un divorzio non solo prefigurato, ma voluto dalle parti, in presenza delle necessarie condizioni di legge (per quanto qui rileva, il decorso del termine richiesto di separazione legale ininterrotta)".

Detti negozi vanno quindi intesi quali "atti relativi al procedimento di separazione o divorzio" che, come tali, possono usufruire dell'esenzione di cui all'art. 19 della L. n. 74/1987 nel testo conseguente alla pronuncia n. 154/1999 della Corte Costituzionale, salvo che l'Amministrazione contesti e provi, secondo l'onere probatorio cedente a suo carico, la finalità elusiva degli atti medesimi.



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