Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Michela del Vecchio - 2016-04-01

SERVITU DI PASSAGGIO: IRRILEVANZA DEI DATI CATASTALI – Cass. Civ., Sez. II, n. 5208/16 – Michela DEL VECCHIO

Nell'individuazione di una servitù di passaggio occorre l'esatta indicazione dei confini avendo i dati catastali una funzione meramente tributaria e sussidiaria

Il proprietario di un immobile in favore del quale era stata costituita, dopo un frazionamento particellare, servitù di passaggio conveniva in giudizio il proprietario del fondo servente per sentir rimuovere una recinzione da questi apposta e limitativa dell'esercizio della servitù. Il Tribunale, in primo grado, respingeva la domanda in quanto la servitù risultava costituita su una proprietà derivata da un frazionamento non allegato all'atto di acquisto da parte del proprietario del fondo servente: questi, dunque, secondo il Tribunale, in difetto di prova della divisione particellare e dell'indicazione della servitù medesima nel frazionamento (mancante in quanto non allegato all'atto di divisione e compravendita) non poteva ritenersi titolare della servitù "passiva". In appello la decisione veniva riformata riconoscendo i Giudici del gravame l'esistenza delle servitù sulla base del solo atto di trasferimento della proprietà e non ritenendo il frazionamento particellare determinante per la costituzione del diritto di servitù.

La Suprema Corte, chiamata a valutare la validità e l'efficacia della clausola contrattuale costitutiva dell'indicata servitù in considerazione della mancata allegazione del frazionamento e dunque sotto il profilo della mancanza dell'oggetto contrattuale, evidenziava che laddove gli elementi del contratto fossero stati sufficienti ad individuare i fondi (dominante e servente) e la stessa ampiezza e lunghezza della servitù, andava ritenuta irrilevante l'indicazione catastale pur esatta delle particelle derivate dal frazionamento e della relativa costituita servitù.

L'indicazione dei dati catastali, infatti, secondo la Suprema Corte, non assume carattere necessario per l'individuazione di un immobile oggetto di compravendita e, meno che mai, per la identificazione di una servitù stante la valenza tributaria e sussidiaria dei dati catastali.

Resta al contrario rilevante l'indagine sulla volontà delle parti e la valutazione del loro comportamento complessivo anche successivo alla conclusione del contratto. Pertanto, ove attraverso una tale indagine risulti chiara l'individuazione dei confini della servitù e l'indicazione di precisi punti oggettivi di riferimento adottati dalle parti, può procedersi alla collocazione geografica degli immobili (dominante e servente) e della stessa servitù anche in difetto di altri tipi di riferimenti in particolar modo catastali



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