Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2015-03-26

SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI E SOCIETA MISTE – Tar Lazio 4010/15 – Alceste SANTUARI

Le società miste possono essere affidatarie dirette di servizi pubblici al ricorrere di determinate condizioni

Le società miste selezionate con gara a doppio oggetto legittimamente possono essere considerate alla stregua delle società in house, benché a tempo

Il Tar Lazio ha considerata legittima l"azione di un comune che non ha affidato il servizio ad una società mista

Il Tar Lazio, sez. II bis, con sentenza 11 marzo 2015, n. 4010 ha ribadito che:

  1. il giudice amministrativo è competente in quanto la causa ha come oggetto d"impugnativa "ordinanze sindacali contingibili ed urgenti ed atti di scelta, in radice, da parte dell"Amministrazione comunale, di indire una procedura di gara alternativa all"affidamento diretto […] e che sono dunque contestati atti autoritativi e discrezionali degli organi comunali cui è collegato l'esercizio di un potere pubblico a fronte del quale non può che rilevarsi la presenza di situazioni soggettive di interesse legittimo";
  2. dopo il referendum abrogativo del 12-13.6.2011 e la sentenza della Corte Costituzionale n. 199/2012, la disciplina di riferimento sui servizi pubblici locali è dettata dall"art. 34, co. 20-25, del DL n. 179/2012, che si limita a prevedere l"applicazione della disciplina comunitaria;
  3. che sulla base di tale disciplina è ammissibile l"affidamento di un servizio pubblico locale a rilevanza economica ad una società mista quando l"ordinamento europeo lo ammette;
  4. dato che non è stato ancora individuato, nella Regione Lazio, alcun ambito o bacino territoriale ottimale in materia di rifiuti e manca il relativo gestore unico, permane quindi in capo al Comune la potestà di gestione dei servizi di igiene ambientale;
  5. la giurisprudenza, sia nazionale che comunitaria, ha ritenuto che può essere consentito l'affidamento ad una società mista che sia costituita appositamente per l'erogazione di uno o più servizi determinati, da rendere almeno in via prevalente a favore dell'autorità pubblica che procede alla costituzione, attraverso una gara che miri non soltanto alla scelta del socio privato, ma anche - tramite la definizione dello specifico servizio da svolgere in partenariato con l'amministrazione e delle modalità di collaborazione con essa - allo stesso affidamento dell'attività da svolgere e che limiti, nel tempo, il rapporto di partenariato, prevedendo allo scadere una nuova gara.

I giudici amministrativi laziali hanno dunque riconosciuto che "l'affidamento di un servizio ad una società mista è ritenuto ammissibile a condizione che si sia svolta una unica gara per la scelta del socio e l'individuazione del determinato servizio da svolgere (delimitato in sede di gara sia temporalmente che con riferimento all'oggetto). Deve cioè essersi trattato di una gara a "doppio oggetto", in cui le prestazioni relative ai servizi da svolgere siano state concretamente, precisamente, temporalmente ed oggettivamente specificate (v. Consiglio di Stato, V, 30/09/2010, n. 7214; V, 23 /10/2007, n. 5587; VI, 23/09/2008, n. 4603; V, 13/02/2009, n. 824; v. anche Co.Cost. n. 199/2014 e TAR Lazio, RM n. 8442/2011)."

Di contro, sottolineano i giudici amministrativi non è possibile procedere con l"affidamento diretto ad una "una società mista "generalista" o la cui "missione" sia generica, indeterminata o costituita per l"attribuzione di compiti o servizi non ancora precisamente identificati nelle loro caratteristiche e durata al momento della scelta del socio privato, ancorchè selezionato con pubblica gara." Si tratta di principi che sono stati ribaditi sia dalla giurisprudenza italiana (Cons. Stato, VI, 16 marzo 2009 n. 1555) sia dalla giurisprudenza comunitaria (Corte Giustizia, sez. III, 15 ottobre 2009, C-196/08).



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