Articoli, saggi, Animali -  Gasparre Annalisa - 2014-11-16

SESSO CON ANIMALI: QUANDO LA PET-THERAPY E' MALE INTESA - Annalisa GASPARRE

Possiamo astenerci dal commentare l'ennesimo caso di violenza sugli animali? Certo che no.

La notizia arriva dagli Stati Uniti: uno studente avrebbe praticato atti sessuali con una pecora, evidentemente contro la volontà dell'animale, adducendo di dover far fronte allo stress causato dagli esami universitari.

Secondo le notizie di stampa lo strupro sarebbe avvenuto all'interno di un fienile nel campus universitario. Lo studente è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su un animale.

Ci fa orrore, per varie ragioni. E continuerà a farci orrore, per fortuna, a significare che ai tanti orrori di cui è piena la cronaca (e che si riflettono nelle nostre vite quotidiane a causa della facilità con cui le notizie vengono diffuse) non siamo ancora assuefatti.

Tuttavia, purtroppo, non ci sorprende.

Il fenomeno è antico e diffuso, anche se nascosto.

Ne abbiamo parlato su questa Rivista più volte: "SESSO CON UN CANE: NEI GUAI DUE STUDENTESSE", 30.6.2014; "LA FRONTIERA PORNO DEI REATI CONTRO GLI ANIMALI", 16.12.2013; "FLORIDA: CONDANNA PER AVER STUPRATO IL CUCCIOLO", 24.9.2013.

La prima volta che ne ho sentito parlare era leggendo uno di quei romanzi ambientati nella Sardegna contadina del secolo scorso. L'ultima volta è stata quando chiacchierando con due marescialli della Guardia di Finanza con cui lavoravo, raccontavo del fenomeno scolpito nel saggio "La frontiera porno dei reati contro gli animali", e il più giovane, pur schifato, replicava dicendo che dalle sue parti (Lazio), quando era ragazzo, era pratica "normale" per introdurre i giovani al sesso.

Normale.



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