Varie, Generalità, varie -  Faccioli Marco - 2015-10-03

SEXTING - QUANDO L'EROTISMO SCIVOLA SULLA RETE (di Marco Faccioli)

IL SEXTING (QUANDO L'EROTISMO SCIVOLA SULLA RETE) - di Marco Faccioli

Iniziamo la descrizione di questo fenomeno con un'illuminante perla di saggezza:

Nella vita esistono alcune cose che chiunque abbia più di 16 anni dovrebbe essere in grado di fare: cucinare un pasto accettabile, orientarsi in una nuova città senza l'aiuto di Google Maps, godersi una sbronza e, possibilmente, portare a termine con successo una sessione di sexting. Chi ritiene di riuscire ad accalappiare il prescelto senza trasformare il proprio cellulare in un oggetto di lussuria è un povero illuso: nel ventunesimo secolo il sexting è praticamente una necessità, e avere la capacità di comunicare quanto sei eccitato via WhatsApp è essenziale. (Monica Hasley - 2013)

DATI E STATISTICHE DEL FENOMENO – Negli Stati Uniti, il Paese in cui il fenomeno ha avuto origine, il sexting è una pratica molto diffusa: secondo un sondaggio, infatti, lo pratica il 20% dei ragazzi tra i 15 e i 18 anni.

PERCHE' I MINORI FANNO SEXTING? Il Cremit (Centro di Ricerca sull"Educazione ai Media all"Informazione e alla Tecnologia) dell"Università Cattolica di Milano ha coinvolto nel 2014 in tutto 1800 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni per studiare il fenomeno del sexting. Ha somministrato questionari in 20 scuole superiori tra licei, istituti tecnici e professionali della provincia di Monza, evidenziando che il 20% posta messaggi a contenuto sessuale per divertimento, il 12,6% per "fare colpo", l"11,6% per "essere popolare" ed l"8,7% per "prendere in giro qualcuno".

Che cosa significa fare "sexting"?

Il termine "sexting", crasi delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare SMS) è un neologismo utilizzato per indicare l'invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite smartphone, ma anche altri mezzi informatici (non è tanto quindi il mezzo, quando piuttosto il contenuto di quanto trasmesso a caratterizzare l'attività comunicativa oggetto del presente capitolo).

Divenuto negli ultimi anni una vera e propria moda fra i giovani e giovanissimi (ma non solo), il fenomeno ha assunto le caratteristiche di cosiddetta viralità (come si è soliti dire in rete per tutto ciò che si diffonde con notevole rapidità) anche grazie al fatto di unire in un unico connubio quelli che sono due leitmotiv assoluti delle nuove generazioni tecnologizzate: il piacere per il sesso (anche se sarebbe meglio dire, come si spiegherà a breve, per le "situazioni erotiche" in genere), e l'impetuosa attività messaggistica, calcolabile, per singolo utente, in centinaia, se non addirittura migliaia, di invii al giorno.

É d'obbligo, come sempre quando si tratta di argomenti riguardanti i minori, in particolar modo se pruriginosi (non che il sexting sia attività tipica dei minorenni, anzi, ma risulta necessario attenersi all'argomento di questo breve articolo), una breve e didascalica premessa, che faccia chiarezza su alcuni aspetti fondamentali della questione, spesso e volentieri fraintesi.

Mi capita sovente, soprattutto da parte dei più giovani, alle prese con un'utilizzo abbastanza disinvolto dei loro smartphone, di ricevere domande del tipo: ma posso fare questo? E quest'altro? E cosa mi capita se faccio quest'altro ancora...? etc. etc. La sensazione è quella che i giovanissimi, da un lato, abbiano un impulso irrefrenabile di utilizzare le nuove tecnologie, anche (non mi spingo a dire soprattutto) per gli specifici scopi qui analizzati e, dall'altro, siano alla ricerca del modo e dei consigli per poterlo fare in estrema sicurezza. L'estrema facilità con cui una foto e/o un video possono essere realizzati e condivisi con un numero indefinito di persone, e tutto con un tascabile strumento di comunicazione, pone indubbi problemi non solo di diritto alla riservatezza ed all'immagine, ma anche di gestione dei dati da parte di colui che ne è realizzatore.

Si è quindi pensato di affrontare la problematica sottoforma di pratici e semplici esempi, veloci ed intuitivi, e ciò al fine di sgombrare subito il campo da possibili dubbi ed incomprensioni. I protagonisti del successivo specchietto esplicativo saranno CARLO, FRANCESCA, MATTEO, PIPPO ...e altri, tutti ragazzini compagni di scuola (anche se non necessariamente debbono esserlo), tutti minorenni e tecnologizzati, muniti quindi di smartphone dotato di un servizio di messaggistica interattivo (ad esempio Messenger di Facebook oppure WhatsApp, con cui poter scambiare parole, foto, filmati, etc.

In BLU verranno scritti i comportamenti e le attività assolutamente permesse, in ROSSO quelle vietate, dove per "vietate" si intendono quelle che, a vario titolo, possono interessare la normativa civile o penale.

  • Carlo, utilizzando il proprio smart phone, esegue scatti a se stesso, fotorafandosi nudo, anche con particolari ai propri genitali;
  • Carlo, utilizzando il proprio smartphone, esegue scatti dello stesso tipo a Francesca, totalmente consenziente e nel pieno delle sue facoltà (quindi non in preda all'alcool o a sostanze stupefacenti di varia natura e tipo), quindi perfettamente d'accordo;
  • Carlo, su richiesta di Francesca, invia a quest'ultima, sul di lei smartphone, a mezzo di SMS, le foto che la riguardano;
  • Carlo, sempre su richiesta di Francesca, le invia anche le foto relative ai propri autoscatti, che lo ritraggono nudo intento in attività sessuale esplicita;
  • Carlo, ritenendo oramai acquisita una qual certa familiarità con Francesca, le scatta fotografie a sua insaputa, cogliendola in vari momenti della giornata assolutamenta "normali" (fotografa Francesca mentre è in classe che legge o scrive, mentre sale sull'autobus, mentre bene un caffè al bar);
  • Carlo, d'accordo Francesca, tiene le di lei foto erotiche sul proprio smart phone, nell'applicazione immagini, e Francesca fa altrettanto con quelle di lui, sul di lei telefono;
  • Carlo, d'accordo Francesca, invia le foto di lei che tiene abitualmente sul proprio smart phone, a mezzo SMS, a Matteo, che è d'accordo nel riceverle;
  • Matteo, d'accordo Francesca, tiene le di lei foto sul proprio telefonino dopo averle visionate;
  • Carlo, per fare uno scherzo a Pia, che non gradisce, le invia le di lui foto, e anche quelle fatte a Francesca, quest'ultima consenziente allo scherzo;
  • Matteo, senza chiedere il preventivo consenso a Francesca, invia le di lei foto (le stesse che Carlo gli aveva inviato con il consenso di Francesca), a Pippo, un proprio amico che gliene ha fatto espressa richiesta, raccomandandosi di cancellarle non appena visionate;
  • Pippo riceve e guarda le foto di Francesca e, venendo meno alla parola data, non le cancella subito dopo, decidendo di tenerle;
  • Pippo, sapendo di far cosa gradita all'amico Mattia, invia a quest'ultimo le foto di Francesca;
  • Mattia gradisce il pensiero, e invia le foto a Ginevra, curiosa di vedere le foto di Francesca;
  • Mattia contatta Francesca, chiedendole denaro o altre utilità (ad esempio favori sessuali) con la promessa di non divulgare le di lei foto erotiche;
  • Ginevra, volendo condividere le foto di Francesca, le invia a Carlotta, che non vede l'ora di vederle, e a Romina, che invece le ha espressamente detto di non inviarle un SMS con simile contenuto;
  • Carlo posta sul proprio profilo Facebook le foto di Francesca, senza avvisare quest'iltima dell'iniziativa;
  • Mattia fa la stessa cosa, postando sul proprio profilo le foto di Francesca inviategli da Pippo;
  • Federica, Giancarlo, Filippo e Sara, utenti di Facebook amici di Mattia e di Carlo, condividono sul proprio profilo

Gli esempi potrebbero continuare quasi all'infinito, essendo praticamente incalcolabili gli intrecci e le combinazioni possibili nella dimensione virtuale di internet.

Quel che premeva evidenziare è come sono ben difficilmente valutabili le future sorti di una fotografia o di un filmato nel momento in cui vengono realizzati, essendo questi ultimi utilizzabili per numerosissimi scopi, non tutti opportuni, ma anche non tutti leciti.



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immagine A3M

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