Articoli, saggi, Animali -  Gasparre Annalisa - 2014-09-08

SI LASCIANO E LUI ABBANDONA I CANI - Trib. Taranto 6 giugno 2014 - Annalisa GASPARRE

Quando la coppia scoppia a farne le spese sono anche gli animali (oltre ai figli...........)

Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto la colpevolezza di un uomo del reato di cui all'art. 727 c.p. per aver abbandonato due cani, una meticcia bianca di sette-otto mesi e una Rottwailer di circa un mese che gli erano stati affidati dalla ex compagna.

Il procedimento seguiva ad un'opposizione dell'imputato avverso il decreto penale di condanna emesso dal GIP.

La persona offesa si era definita "animalista" impegnata nel volontariato e aveva dichiarato di avere affidato i due cani, a suo tempo raccolti dalla strada, al compagno a cui era legata da circa due anni. Poiché la donna non poteva immediatamente accogliere i cani presso la propria casa, avendo già altri cinque cani, aveva proposto al compagno, che aveva accettato, di tenerli lui.

Peccato che dopo circa un mese dalla rottura della relazione sentimentale, l'uomo si era disfatto dei cani, abbandonandoli per strada, al loro destino (di randagi).

Per fortuna, in seguito a tale notizia, appresa da un'amica, la persona offesa si era messa alla ricerca dei cani e li aveva trovati.

All'imputato è stato, pertanto, addebitata la condotta di abbandono dei due cani che sono stati trovati vivi (per pura fortuna, se così si può dire) ma sprovvisti di custodia e cura, nonchè esposti a pericolo per la loro incolumità.

Trib. Taranto Sez. I, Sent., 04-06-2014

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI TARANTO

1^ Sezione Penale

in composizione monocratica

Il Giudice Dr. G. O. T. Tiziana CURCI all'udienza del 10.02.2014 con l'intervento del Pubblico Ministero Dr. Stella Pananti (V.P.O.) l'assistenza del Cancelliere Dott. Simona ROSI

Ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo e della motivazione la seguente

SENTENZA

Nel processo penale a carico di:

C.P. nato ad O. il (...) e residente in A. (T.) alla Via L. di C. N.

LIBERO PRESENTE

IMPUTATO

Del reato di cui all'art. 727 c.p. per aver abbandonato due cani, una meticcia bianca di sette-otto mesi e una Rottwailer di circa un mese che gli erano stati affidati da S.F..

In Taranto denuncia-querela del 18.04.09

Con l'intervento del difensore di fiducia avv. Pietrantonio DE NUZZO presente

C.P. è stato citato a giudizio, in seguito ad opposizione da egli proposta avverso il decreto penale di condanna emesso dal GIP presso questo Tribunale, per la condotta allo stesso contestata nel capo di imputazione, come compiutamente riportata in epigrafe.

Nel corso dell'udienza del 23.09.2013, dopo gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, tra queste la parte civile ritualmente costituita, S.F., le stesse hanno avanzato le rispettive richieste istruttorie; il giudice ha deciso ammettendo le prove come da ordinanza a verbale.

Si è proceduto, quindi, all'escussione della teste - persona offesa S.F..

All'udienza del 09.12.2013 è stata esaminata ex art. 507 c.p.p. la teste D.Q.M. e sono state assunte le dichiarazioni spontanee rese dall'imputato.

All'odierna udienza esaurita l'assunzione delle prove, all'esito della discussione e sulle conclusioni delle parti riportate a verbale, il giudice ha dichiarato chiuso il dibattimento ed emesso, quindi, sentenza dando lettura del dispositivo in udienza.

La valutazione unitaria di tutte le prove raccolte in dibattimento consente di ritenere pienamente provata la responsabilità penale del prevenuto.

La teste S.F., ex compagna dell'imputato e presentatrice della denuncia - querela, ha molto serenamente e con estrema precisione e sintesi riportato i fatti lamentati nella denuncia e dei quali il C. si è reso responsabile.

La S. ha riferito di essere una "animalista" attivamente impegnata nel volontariato, di essere stata legata sentimentalmente, per circa due anni, al C.: a lui affidò i due cani, di cui all'imputazione, raccolti dalla strada.

Ha spiegato di non aver potuto accoglierli nella propria casa per la presenza di altri cinque cani: "non potendoli tenere a casa perché ne avevo altri cinque, chiesi a lui di tenerli e lui ha accettato tranquillamente. .. " (Cfr. verbale fonotrascritto dell'udienza del 23.09.2013 pag. 5).

La S. ha riferito, inoltre, che circa un mese dopo la rottura della loro relazione sentimentale apprese con grande dolore dalla sua amica D.Q.M., anch'ella volontaria animalista, che il C. si era disfatto dei suoi cani abbandonandoli per strada.

La S. ha, infine, aggiunto di essersi messa subito alla ricerca dei due cani e di averli poi ritrovati proprio grazie all'aiuto della D.Q.: la cagnetta meticcia "Piccina" e il rottwailer furono rispettivamente rinvenuti in una via del centro di Taranto e nella struttura "San Raphael", dove il rottwailer fu portato perché accalappiato per strada.

La teste D.Q.M., sentita a dibattimento, ha confermato sotto ogni profilo le dichiarazioni della S., manifestando altresì la sua sofferenza nel riferire circostanze così spiacevoli, ed evidenziando, anche sotto tale profilo, la sua completa attendibilità e credibilità.

In particolare la D.Q. ha riferito di aver contattato il C. e che questi gli fornì ampia confessione dell'illecito commesso: "lo chiamai con il mio telefono e dopo tanta insistenza lui mi disse che i cani non poteva più tenerli e li aveva lasciati all'università di Paolo VI e li aveva abbandonati li!" (Cfr. verbale fonotrascritto dell'udienza del 09.12.2013 pag. 7).

Il C. sentito a spontanee dichiarazioni, ha dapprima riferito: "la signora S. mi chiese la cortesia di tenerli perché lei non poteva tenerli in casa sua in attesa di sistemazione. Tutti e due i cani sono stati dati, dati per modo dire, sono stati un pochettino con me in casa mia proprio nell'attesa di una sistemazione. ."

Subito dopo ha invece negato che i cani gli fossero stati affidati dalla S.: "io non ho mai ricevuto in affidamento questi cani . . Piccina . . non era un cagnolino di trenta giorni ma era abituata a vivere in strada. . tentava la fuga in continuazione e dopo l'ennesima fuga ovviamente la cagnolina non è più rientrata . ." (Cfr. Verbale fonotrascritto dell'udienza 09.12.2013 pagg. 12 e 13).

Quest'ultima circostanza è stata smentita proprio dalla D.Q. quando pur confermando la fuga della cagnolina "Piccina" ha riferito del suo rientro in serata presso l'abitazione del C.: "la sera il cane rientrò nella villa e quindi tutte le cose andarono apposto" (Cfr. verbale fonotrascritto dell'udienza 09.12.2013 pag. 5).

Appare evidente come il C. che in prima battuta ha ammesso di aver ricevuto i cani dalla S.: "sono stati un pochettino con me in casa mia nell'attesa di una sistemazione". . precisando: "tutti e due i cani sono stati dati. . ", in un secondo momento ha invece negato tale circostanza: "io non ho mai ricevuto in affidamento questi cani".

Ne risulta, dunque, irreparabilmente minata la credibilità dell'imputato, il quale ha genericamente cercato di sminuire le proprie responsabilità.

Appaiono invece credibili, coerenti e non contraddette da alcun elemento emerso in dibattimento le dichiarazioni della S. peraltro corroborate dalla testimonianza della DI Q., apparsa teste serena e attendibile.

Ora, la condotta posta in essere dal C., consistita nell'aver abbandonato per strada i due cani con la conseguenza che gli stessi si sono poi trovati sprovvisti di custodia e cura ed esposti a pericolo per la loro incolumità, integra senz'altro il reato contestato.

Tenuto conto dei precedenti penali dell'imputato e del comportamento di costui si ritiene di poter concedere allo stesso le circostanze attenuanti di cui all'art. 62 bis c.p..

Valutati gli elementi tutti di cui all'art. 133 c.p., quindi, si stima equa la pena finale di Euro. 2.000,00 di ammenda così calcolata: pena base Euro. 3.000,00 di ammenda ridotta ad Euro. 2.000,00 di ammenda ex art. 62 bis c.p..

Può essere concessa la sospensione condizionale della pena all'imputato ricorrendone le condizioni di legge.

Alla dichiarazione di responsabilità segue la condanna al pagamento delle spese processuali.

In presenza di rituale costituzione di parte civile e a fronte di specifiche conclusioni sul punto, l'imputato deve essere condannato al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separato giudizio.

Le spese di costituzione e rappresentanza pure sono dovute nella misura liquidata in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale di Taranto

in composizione monocratica,

Visti gli artt. 533 e 535 c.p.p, dichiara C.P. colpevole del reato ascrittogli e concesse al medesimo le attenuanti generiche lo condanna alla pena di Euro. 2000,00 di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali. Pena sospesa.

Condanna, altresì, il predetto imputato al risarcimento del danno in favore della costituita P.C. da liquidarsi in separata sede oltre al pagamento delle spese di costituzione in giudizio ed onorari che liquida in Euro. 1500,00 oltre IVA e CAP come per legge.

Termine di giorni 90 per il deposito della motivazione.

Così deciso in Taranto, il 10 febbraio 2014.

Depositata in Cancelleria il 4 giugno 2014.



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