Legislazione e Giurisprudenza, Urbanistica, edilizia -  Bucci Elisa - 2013-11-21

SILENZIO ASSENSO, TUTELA AMBIENTALE E SUCCESSIONE DI LEGGI – Cons. Stato 5188/2013 – Elisa BUCCI

Un uomo presentava domanda di permesso di costruire un centro agricolo aziendale e chiedeva altresì nullaosta all"Ente Parco di cui il terreno faceva parte.

L"Ente Parco non si pronunciava ed il privato riteneva maturato il silenzio-assenso sulla base della norma speciale dell'art. 13 della L. 394/91, non essendo a suo avviso applicabile al caso di specie la precedente norma generale dell'art. 20 della L. 241/90.

Altresì, il Comune preso atto del silenzio assenso, rilasciava il permesso di costruire.

Qualche tempo dopo, l"Ente Parco comunicava i motivi ostativi al rilascio del nullaosta ed il Comune sospendeva i lavori.

Il privato azionava la propria pretesa innanzi al TAR, che respingeva il ricorso. In seguito proponeva appello.

Come il Tar, anche il Giudice di secondo grado chiarisce che in materia di competenza concorrente tra Stato e Regione, vige l'osservanza dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato. Il conflitto tra due disposizioni che disciplinano il medesimo istituto procedimentale del silenzio assenso, deve essere risolto alla luce della successione nel tempo tra due norme generali e pertanto secondo il principio per cui la legge posteriore abroga la legge anteriore con essa incompatibile (art. 15 cod. civ.).

Non si può far ricorso al principio di specialità che postula l'equivalenza tra le norme stesse, ma deve necessariamente applicarsi il criterio cronologico.

Secondo l'art. 20 della legge n. 241/1990, come successivamente modificato, il silenzio assenso non trova applicazione in materia di tutela ambientale: quindi, il diniego di nullaosta, pur sopravvenuto oltre il termine fissato dalla legge precedente, risulta pienamente legittimo in quanto emesso in forza di un potere fondato sulla nuova legge ed il cui esercizio non presuppone l'annullamento in autotutela di un precedente silenzioassenso, viceversa inesistente.

Il Consiglio di Stato, pertanto, respinge il ricorso.



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