Articoli, saggi, Filiazione, potestà, tutela -  Tornesello Giulia - 2013-12-23

SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE: PER I FIGLI GIULIA TORNESELLO (parte seconda)

All"inizio della "ripresa della crisi" d"autunno, in un settembre quasi caldo che profumava di cento rose sfiorite ma non appassite nei parchi ancora verdi della Metropoli Milanese, segnavano il passo i nuovi provvedimenti legislativi che hanno finalmente fatto assurgere alla qualità di figli legittimi le creature nate fuori dal matrimonio legalmente riconosciute dai genitori.

[…Il Consiglio dei Ministri 12 luglio 2013, n. 14 ha approvato lo schema di decreto legislativo recante revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, ai sensi dell"articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219 volto alla parificazione di figli (ex) naturali e figli (ex) legittimi…]

(Altalex, 10 settembre 2013)

Adesso, che fa freddo davvero, ebbene gli addetti ai lavori vanno in giro per la città guardandosi intorno anonimi (salvo rarissime e felici eccezioni) e si manifestano su tutt"altri temi che quelli della nuova disciplina della filiazione nelle piccole rassicuranti città di provincia. Confidano in un rinvio? Di cosa? Della versione aggiornata contenente le modifiche apportate in sede di approvazione? Dunque del tempo vivo che senza battute d"arresto si adopera per coinvolgere, là dove è presente, donne e uomini, istituzioni e singoli, rivolgendosi a tutti, indistintamente. Questa apparente assenza è peraltro preziosa per significarne la vita nella città post-moderna; la metropoli immateriale dove si guardano attorno come se uno di loro fosse per annunciare da un momento all"altro che vedono il nuovo e quindi lo percepiscono :

[…vedere significa avere una cultura della visione, non bastano gli occhi occorre percepire…nuovi occhi per nuovi sguardi… vedere è percepire…] ( Ho un display nel nervo ottico O. Pistilli Dress CODE )

Si rinvia, dunque, il riprendere e sviluppare ancora il discorso cultural relazionale in modo accessibile anche ai non addetti alla materia ed il carattere riflessivo della percezione postmoderna della realtà si conferma non più un metodo volto a scoprire realtà oggettive, bensì come il prodotto di una conoscenza situata. Povere nuove norme sulla filiazione nate da un Parlamento in disfatta che non ha radici nel tessuto sociale. Poveri bambini dotati di diritti vuoti. Sono loro le vere vittime: non ci sono legami generazionali definiti come frutto di nuove e faticosamente cercate relazioni. I media, il web rimandano al giovane pilota coniuge genitore benestante, accusato di aver ucciso la sua segretaria e compagna temporanea rea di essere incinta di un bimbo da lui (la prova del DNA fatta a tempo di record ha confermato la paternità). La percezione sociale è di un ennesimo femminicidio, orribile neologismo. Sul nostro personale display restano le piazze piene delle manifestazioni antiviolenza. Bianche immense, sola la donna con la maschera rosso sangue, la donna dalle scarpe rosse.

Quanti operatori del diritto che stanno magari approfondendo il lato più spinoso della nuova normativa, quella che riguarda le successioni, sentono invece un grande bisogno di gridare: che se ne parli di quello che accade alla famiglia, ai bambini, basta con le suggestioni simboliche!

Studi, Convegni, foto suggestive di lattanti stretti su petti maschili nudi e rigorosamente depilati (anche la pubblicità vuole la sua parte). Il padre diventa più che mai inafferrabile perché viene maternizzato. Ma non regredisce effettivamente allo stadio primario del rapporto con il concepito perché tale stadio è e resta estraneo per lui.

Buio solo buio per il padre che SAPRÀ dalla moglie e dalla compagna temporanea che sta per diventarlo due volte.

Siamo forse pazzi che hanno dimenticato la presunzione di non colpevolezza sino alla fine? Certo che no. È solo una ipotesi accusatoria.  Ma lascia agghiacciati.

Per ipotesi: un giovane uomo in crisi familiare sa ora che anche la sua donna legittima, sua moglie, è incinta. Per la moglie pensa ad una possibile "riconciliazione". Per l"esterna ed il figlio che lei porta in grembo prepara l"omicidio premeditato.

La cittadella familiare ha le scarpe rosso sangue e il seme dell"uomo deposto nel grembo della donna amata d"impulso ha le scarpe rosso sangue. La famiglia è ferita dal legame extraconiugale ma non è aperta e figuriamoci se è pronta all"accoglienza. Il display della famiglia legittima che riflette (e difende) benessere denaro pace. PACE? Non ci devono essere ostacoli, solo opportunità sparse da cogliere, come le luci della città lungo la via del ritorno a casa. CASA?

La famiglia separata (non aperta all"accoglienza semmai solo allargata dello stordimento consumistico con il quale chi più può più gratifica i figli) passata l"ubriacatura del nuovo della civiltà formale dei rapporti, questa famiglia può usare le "scarpette rosse" che fanno correre correre i bambini fra un diritto di visita e l"altro, fra una paura e l"altra fra una assenza e l"altra, corri bambino corri.

Si perdono i bambini in un labirinto diabolico che non sanno dire. Altro che piena parificazione. Che misera orrenda piccola paura: l"egoismo genitoriale.

È lo sterco del demonio ha detto parlando del denaro mal guadagnato, Papa Francesco. Parole dure: mai udite.

Ma la sua gestualità parla dolce ai bambini che lo riconoscono sino a giocare con la berretta bianca pontificale.

Come parliamo noi genitori, noi operatori del diritto di famiglia con i bambini?

Hanno scritto in questi anni un po" folli: "…il padre depone le vesti che sono quanto la società e la metafisica hanno deposto su di lui, va verso una nudità oceanica, intima e libera come la simbiosi, la società ha deciso di spogliare Ettore perché non spaventi il bambino. Quest"ultimo non avrà più paura ma avrà ancora un padre"? (così E. Zoia)

Credo perciò che il Prof. Cendon mettendo in articoli - saggi  la mia storia scritta per i bambini STORIA DI LEPROTTA E DEL SUO CERBIATTO non lo abbia certo fatto per accontentarmi bensì perché intuiva  che sarebbe sfociato in un discorso più ampio. Infatti avevo chiesto   che fosse messo contestualmente in controluce ESISTERE BAMBINI,  parte prima e seconda, che il Prof. stesso ha messo fra i suoi scritti nel lemma Deboli, svantaggiati / minori.

Un anno è già passato quando con lo scritto del 15/04/13"SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE: DRESS CODE" - Cass. 7041/2013 - Giulia TORNESELLO ho fatto il punto sull"esistere bambini. Ne riporto solo poche righe:

[…In questa prima parte fermiamoci qui, troppo il non detto che preme, che non può essere affastellato tutto insieme. Se il diritto non riesce ad imporsi alla famiglia come la sua messa in forma (Hegel) è proprio su questo terreno (e cioè la materia famigliare terreno vulnerabile e prezioso) che il diritto si evolve umanizzandosi cioè rischiando, mettendosi in gioco, senza alcuna delega ma con molte autolimitazioni e con un fine sotteso che è "occuparsi di". Concordo dunque con quanto scritto sopra, ma molto resta ancora da dire. Servire gli altri. I bambini, la famiglia. …allora, benvenuta "resilienza", capacità di resistere ed adattarsi alle situazioni…]

Ma è stato durante l"estate in un periodo trascorso in montagna che leggendo i bei libri di Mario Rigoni Stern, libri che raccontano le stagioni gli animali e la caccia, tutta la vita che popola il bosco ho ricordato che i suoi libri erano adottati dalle scuole ed erano letti e spontaneamente commentati dai bambini che si rivolgevano talora direttamente allo scrittore. Una vita lontana sconosciuta ai bambini di città, subita per altri versi dai bambini isolati in montagna nei paesini. Il Bosco degli Urogalli, Le Stagioni, Gli Animali. Un mondo a parte con proprie leggi di natura, queste sì. A queste è impossibile trasgredire.

In limpida riflessione ho pensato alle crudeltà degli umani nelle cupe saghe fantastiche delle varie serie di vampiri di maghi che non fanno piangere i bambini. Bambini che pensano invece alla caccia in sé e per sé come viene oggi malamente intesa (Rigoni Stern) come al male supremo.

Il cane da casa, il cane amico di giochi. Niente di male sin qui. Ma nel display del bambino si fissa pure la banalità quotidiana rassicurante della maialina Peppa Pig. E i genitori plaudono. Due piccoli lettori alla presenza della mamma ognuno con la sua copia hanno letto la storia di Leprotta e si sono commossi ma hanno detto che la storia era troppo triste. E hanno ragione davvero. L"uomo è ancora fortunato, può cambiarla la propria vita. È arbitro delle sue decisioni, può lottare e non inutilmente ma secondo nuovi migliori principi.  Da qui dovremmo cominciare con loro, forse. Dalla verità. (g.t.)

NOTA A MARGINE

ESISTERE BAMBINI  parte prima e seconda nel lemma Deboli, svantaggiati / minori, http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=39568&catid=236&Itemid=481&contentid=0&mese=07&anno=2012SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE http://www.personaedanno.it/?option=com_content&view=category&layout=blog&id=122&Itemid=369&mese=04&anno=2013

STORIA DI LEPROTTA E DEL SUO CERBIATTO http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=44031&catid=188&Itemid=426&mese=11&anno=2013



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