Changing Society, Onore, decoro, reputazione -  Peron Sabrina - 2014-09-18

SINTESI DELLE DECISIONI EMESSE DALLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, SEZIONE PENALE, IN MATERIA DI DIFFAMAZIONE 2011-2012 - Sabrina PERON

Dopo aver analizzato i dati e dei profili giuridici più significativi tratti dalle pronunzie del Tribunale di Milano (v. New Tabloid nn. 3/2013 sentenze civili e 4-6/2013 sentenze penali, rispettivamente reperibili on-line in http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-3-2013-bis.pdf ed in http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-4-6-2013.pdf) e della Corte d"Appello di Milano, sezione civile (v. New Tabloid n. 1/2014, on-line in http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-1-2014.pdf ), la ricerca sulle cause di diffamazione tramite mass-media presso il Foro ambrosiano, si conclude con l"analisi delle sentenze rese, nel biennio 2011/2012, dalla Corte d"Appello di Milano, sezione penale.

Tale ricerca rinvenibile anche al seguente link: http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-3-2014.pdf

Di seguito si propone una sintesi dei dai più rilevanti emersi:

Durata media del processo civile di secondo grado: dalla data di deposito della sentenza di primo grado e quella di deposito della sentenza di secondo grado, trascorrono in media circa a 3 anni e due mesi (e, più precisamente, 1.196 giorni).

Mass-media coinvolti:

  • nell"84% dei casi, i procedimenti di appello oggetto hanno coinvolto delle testate giornalistiche con le seguenti percentuali 85% quotidiani nazionali; 5% quotidiani locali; 8% settimanali; 2% periodici;
  • nel restante 16% dei casi i procedimenti di appello concernevano invece la diffusione di notizie o commenti potenzialmente lesivi attraverso altri mass-media e in particolare: internet (10%), programmi televisivi (4%), libri (1%) e comunicati stampa (1%).

Soggetti diffamati (o pretesi tali): 20% magistrati; 18% privati; 12% professionisti; 12% imprenditori / amministratori di società; 11% artisti; 9% politici / sindacalisti; 7% giornalisti; 4% persone giuridiche / enti pubblici; 4% militari; 2% religiosi; 1% sportivi

Tipologia degli articoli: nel 46% dei casi resoconti di cronaca, nel 37% dei casi dei casi commenti critici (anche attraverso pezzi "satirici"); 17% dei casi di interviste.

Esito giudizio d"appello:

  1. nel 34,78% dei casi (ovvero più di un terzo) il procedimento penale si è chiuso con una pronunzia che, investendo questioni meramente procedurali, ha dichiarato l"improcedibilità del giudizio In particolare, nell"ambito di tali pronunzie, la maggior parte (70,8%) attestano l"avvenuta prescrizione del reato o il decesso dell"imputato, mentre circa un terzo (29,2%) danno invece atto dell"avvenuta remissione della querela, presumibilmente a seguito di accordi conciliativi intervenuti tra l"imputato e la persona offesa;
  2. solo nel 65,22% dei casi la Corte ha provveduto deliberando sul merito della fattispecie. Nell"ambito di tale tipologia di pronunzie, il 57,8% delle sentenze ha rigettato l"appello confermando il I grado, mentre nel 42,20% dei casi, l'appello è stato accolto con riforma del I grado (per riforma della sentenza si intende la modifica delle statuizioni, sia nel senso di un loro inasprimento, sia nel senso di una loro riduzione o, addirittura, di una revoca integrale).

All"esito di quest"indagine si è rilevato quanto segue: in un campione disponibile di 22 sentenze, nel 90% dei casi è stata comminata la sola multa, nel 5% è stata disposta la sola reclusione e nel 5% sono state applicate entrambe. Nel dettaglio di tali pronunzie:

  • l"entità massima della reclusione comminata è stata di 1 anno e 2 mesi;
  • quanto invece all"entità della multa, sono stati registrati il valore minimo di € 400,00 e il valore massimo di € 5.000,00: la media delle multe comminate è invece calcolabile in € 1.122,73.

Con riferimento alla c.d. provvisionale, l"entità media è stata di € 15.375,00, a fronte di picco massimo di € 30.000,00.

Laddove invece le condanne sono state disposte in misura determinata, abbiamo potuto calcolare il dato relativo all"entità media delle diverse tipologie sanzionatorie:

  • media delle condanne al risarcimento dei danni pari a € 24.125,00, con picco massimo di € 60.000,00;
  • media delle condanne al pagamento della sanzione civile a favore della parte civile pari a € 8.000,00, con un picco massimo di € 10.000,00.

Infine, sul campione esaminato di 45 pronunzie nel merito, è emerso che nel 53,3% dei casi viene proposto ricorso in Cassazione. Sul campione di 21 casi in cui si è potuto riscontrare l"esito del giudizio di cassazione è emerso che la Suprema corte ha accolto il ricorso solo nel 14% dei casi, rigettandolo nel 67% dei casi: nel restante 19% dei casi la Cassazione ha assunto invece provvedimenti di tipo processuale, attestando l"avvenuta prescrizione (5%) ovvero l"intervenuta remissione di querela (14%).



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