Articoli, saggi, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2015-03-16

SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA ESTINTA: I SOCI NON SONO SUCCESSORI - Riccardo MAZZON

all'estinzione della società sopravvive un'unica obbligazione

è quella di pagamento dei debiti, dalla società contratti, rimasti insoddisfatti all'estinzione di quest'ultima

i soci della società estinta, però, non possono esserne considerati successori a titolo universale, né successori a titolo particolare

Nell'unica obbligazione (quella di pagamento dei debiti, dalla società contratti, rimasti insoddisfatti all'estinzione di quest'ultima: cfr. paragrafo 2., capitolo ventesimo del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON) che sopravvive, nei confronti dei soci della s.r.l. estinta, all'estinzione della società, i soci medesimi non possono esserne considerati successori a titolo universale, né successori a titolo particolare,

"i soci della s.r.l. estinta non possono esserne considerati successori a titolo universale né successori a titolo particolare nell'unica obbligazione (quella di pagamento dei debiti da questa contratti rimasti insoddisfatti) che sopravvive all'estinzione in quanto, a norma del secondo comma dell'art. 2495 c.c. rispondono di tali debiti solo se, e nei limiti in cui, hanno riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione, ovvero per aver indebitamente percepito ciò che in realtà andava corrisposto in tutto o in parte, ai creditori" (App. Napoli, sez. I, 28.5.2008, GM, 2009, 10, 2480),

sicché non pare corretto affermare che il processo, eventualmente interrotto per la cancellazione della società, possa riassumersi nei confronti dei soci:

"la presenza di passività insoddisfatte o la pendenza di processi in cui la società sia in posizione sostanzialmente passiva al momento della cancellazione della società di capitali dal registro delle imprese non costituiscono circostanze nelle quali la cancellazione è avvenuta in mancanza delle condizioni previste dalla legge e, pertanto, la cancellazione ha in questi casi efficacia definitivamente estintiva. Nel caso dei processi pendenti al momento della cancellazione, il processo si interrompe e può essere riassunto contro i soci anche mediante notificazione in forma collettiva e impersonale" (Trib. Como 24.4.2007, GCo, 2008, 6, 1247).

Si confronti, tuttavia, l'opinione espressa dalla presente pronuncia, secondo cui, se nel corso del processo la società si estingue, il contenzioso può proseguire nei confronti del socio,

"ma a condizione e nei limiti in cui egli abbia percepito somme dalla liquidazione. La prova della percezione incombe sull'amministrazione. Il liquidatore di una società estinta per cancellazione dal registro delle imprese può ben essere destinatario di una autonoma azione risarcitoria, ma non della pretesa attinente al debito sociale, onde è inammissibile l'impugnazione proposta nei confronti del medesimo con riguardo alla sentenza relativa a quel debito, atteso che la posizione del liquidatore non è quella di successore processuale dell'ente estinto. L'estinzione della società a seguito di cancellazione determina, nei processi in corso nei confronti dell'ente, l'applicazione delle regole generali dettate dagli art. 299 ss. c.p.c., poiché essa costituisce vicenda equiparabile alla morte della parte persona fisica. Ne consegue che, per difetto assoluto della «giusta parte» processuale, è inammissibile l'impugnazione proposta nei confronti di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese nelle more del processo" (Cass. civ., sez. trib., 16/05/2012, n. 7679, DeG, 2012).

Naturalmente, gli effetti sono diversi in presenza di società di persone (e non di capitali); infatti, in caso di cancellazione di una società commerciale di persone, è ben vero che si presume il venir meno della capacità e soggettività limitata della società stessa, analogamente a quanto accade con riferimento alle società capitali, ma ne consegue che, nell'ipotesi in cui perdurino rapporti o azioni in cui la società di persone è parte,

"la legittimazione a proseguire le azioni stesse, una volta intervenuta la cancellazione dal Registro delle Imprese, si trasferisce in capo al socio illimitatamente responsabile" (Cass. civ., sez. III, 23/07/2012, n. 12796, DeG, 2012).



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