Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Tarantino Gianluca - 2016-01-04

SOCIETA' E AZIONE DI RESPONSABILITA': DA QUANDO DECORRE LA PRESCRIZIONE - Cass. 25178/2015 - Gianluca TARANTINO

Azione di responsabilità contro amminisratori e sindaci

Accertamento insufficienza patrimoniale

Termini prescrizione

In tema di decorrenza del termine di prescrizione per l'esercizio dell'azione di responsabilità verso amministratori e sindaci ai sensi dell'art. 2394 cod. civ., l'azione di responsabilità relativa può essere proposta dai creditori sociali (e per essa dal curatore del fallimento) dal momento in cui l'insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei crediti risulti da qualsiasi fatto che possa essere conosciuto, anche senza verifica diretta della contabilità della società, non richiedendosi a tal fine che essa risulti da un bilancio approvato dall'assemblea dei soci.

Questo è il principio espresso dalla sentenza in commento (Cass. 14.12.2015, n. 25178), che affronta l'interessante tematica della decorrenza della prescrizione relativamente all'azione di responsabilità verso sindaci ed amministratori di società.

Secondo il S.C., l'insufficienza patrimoniale di una società può ben essere anteriore alla data di apertura della procedura concorsuale ma in tal caso l'onere di provare che essa si è manifestata ed è divenuta conoscibile prima della dichiarazione di fallimento grava sull'amministratore o sul sindaco che eccepisca la prescrizione.

Escludendo, quindi, la necessità che la insufficienza patrimoniale - addebitata, nel caso di specie, ai sindaci per non aver accertato la irregolarità di alcune operazione poste in essere dagli amministratori - sia espressa e manifestata nella redazione di un bilancio, il S.C. individua il dies a quo dal quale individuare la sussistenza di una insufficienza patrimoniale nella delibera delibera straordinaria di riduzione del capitale sociale esuberante 17 dicembre 1991, per le modalità con le quali è stata eseguita.

Nelle motiviazioni della sentenza, infatti, si legge che "Sembrando allora paradossale che occorra attendere in assoluto l'approvazione del bilancio (che potrebbe anche in tesi mancare) e dunque solo con essa una valutazione societaria che dia rilievo alla vicenda della riduzione del capitale sociale rispetto alla concomitante debolezza della situazione economica e finanziaria, da cui desumere la non giustificabilità della delibera, nel frattempo già presa e resa conoscibile ai terzi - e tanto più nella fattispecie, ove ne venne data attuazione anche prima dei 90 giorni di cui all'art. 2445 cod. civ. -, ne deriva che è per vero idoneo già quell'atto deliberativo, ed il conseguente omesso controllo dei sindaci ex art. 2407 c.c., comma 2, a far apprezzare in modo riprovevole, esercitando il diritto di azione ai sensi dell'art. 2395 cod. civ., una condotta non reattiva rispetto all'operazione degli amministratori. Nella vicenda, il confronto di date, pertanto ed in accoglimento del motivo, impone di rilevare l'erroneità della regola applicata e, giudicando il merito della domanda sul punto, la sua infondatezza, per intervenuta prescrizione dell'azione esercitata dal curatore (nel 1997, dopo che la citata delibera era stata assunta ed attuata nel 1991)"



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