Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-11-04

Società in house e gestione delle perdite – Corte Conti Campania 333/16 – Alceste Santuari

Il ripiano delle perdite di una società in house da parte dell"ente locale (unico) socio deve essere sempre motivato, anche qualora esso serva a ricostituire il capitale minimo della società controllata

Un sindaco chiede alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti se è possibile destinare parte dell"avanzo di amministrazione libero a spese di investimento ed al ripiano delle perdite della società a totale capitale pubblico che provvede alla gestione di servizi pubblici locali essenziali del comune.

Con deliberazione n. 333 del 26 ottobre 2016, la Corte dei Conti, sez. reg. di controllo per la Campania ha segnalato quanto segue:

-) la disciplina dell"istituto in parola trova la sua disciplina più compiuta nell"art. 187 del TUEL, comma 1;

-) l"avanzo libero costituisce una risorsa a carattere residuale, di natura straordinaria con caratteristiche di non ripetitività, almeno nel suo ammontare

-) il comma 2 dell"art. 187 prevede che la quota libera dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio precedente, accertato ai sensi dell'art. 186 e quantificato ai sensi del comma 1, può essere utilizzato con provvedimento di variazione di bilancio, per le finalità di seguito indicate in ordine di priorità:

a) per la copertura dei debiti fuori bilancio;

b) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui all'art. 193 ove non possa provvedersi con mezzi ordinari;

c) per il finanziamento di spese di investimento;

d) per il finanziamento delle spese correnti a carattere non permanente;

e) per l'estinzione anticipata dei prestiti.

-) l"ipotesi prospettata dal comune deve essere attentamente vagliata, atteso il carattere di prevalenza che rivestono eventuali esigenze di copertura di debiti fuori bilancio o di riequilibrio della gestione

-) la questione prospettata deve essere scrutinata alla luce della normativa circa il ripiano delle perdite da parte dell"ente locale dettata dall"art. 14 comma 5 del T.U. in materia di società a partecipazione pubblica (D. lgs. 175/2016) che prevede specifici limiti al riguardo;

-) la ricapitalizzazione mediante utilizzo dell"avanzo di gestione dell"ente non deve servire a mascherare un ripiano di perdite croniche, senza che l"ente possa "difendersi" ai sensi degli artt. 2446 e 2482-ter del Codice civile, richiamati dall"art. 14, d. lgs. n. 175/2016;

-) nel caso di protrarsi di perdite d"esercizio, l"ente locale socio deve motivare adeguatamente la scelta di non procedere alla liquidazione della società partecipata e invece procedere alla ricapitalizzazione.

La Sezione sottolinea (ancora una volta) che il ripiano delle perdite non può rappresentare un automatismo ex lege. Tale scelta deve conseguire ad una ponderata e adeguata azione di programmazione, supportata da opportune valutazioni tecnico-amministrative riguardo alla partecipazione detenuta nella società, affinché sia garantita un"adeguata remunerazione del capitale investito.

In ultima analisi, la Sezione regionale di controllo evidenzia il ruolo di socio dell"ente locale, più che quello di soggetto che affida il servizio pubblico locale alla propria partecipata/controllata. All"ente locale, conseguentemente, è richiesta la stessa perizia, diligenza e attenzione che sono richieste a qualsiasi altro socio di società. E questo è uno di quei profili evidenti nella disciplina delle società partecipate/controllate in cui convivono aspetti di diritto privato e di diritto pubblico e, come in questo caso, i primi finiscono per prevalere sui secondi. Di qui la cogenza delle disposizioni contenute nel recente T.U. sulle società partecipate: il legislatore ha inteso richiamare gli enti locali soci di società a partecipazione pubblica a svolgere valutazioni oculate, ragionate, ponderate e funzionali al perseguimento delle loro finalità istituzionali, in specie attraverso la gestione della partecipazione societaria.



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