Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-08-17

SOCIETA IN HOUSE E RISPETTO VINCOLI ASSUNZIONI – C. Conti Lazio n. 143/13 – Alceste SANTUARI

La Regione Lazio partecipa ad una società in house (100%), che svolge servizio di trasporto pubblico locale e che ha conseguito nell"anno 2011 un fatturato per prestazione di servizi a favore di P.A. non superiore al 90% dell"intero fatturato. In ragione di questa configurazione, la Regione ha formulato quesito alla Corte dei Conti del Lazio per conoscere se alla società in parola siano applicabili:

  1. l"art. 4, commi 9 e 10, d.l. n. 95/2012;
  2. l"art. 18, d.l. n. 112/2008, nonché l"art. 3-bis, comma 6, d.l. n. 138/2011
  3. gli artt. 35 e 36, d. lgs. n. 165/2011 e sempre con riferimento alle assunzioni a tempo determinato, le disposizioni di cui al comma 5 dell"art. 36, d. lgs. n. 165/2001, che prevarrebbe sulla disciplina privatistica (d.l. n. 368/2001) in forza della configurazione "in house" della società, nonché, in ragione dei commi 1, 2 e 2-bis, art. 18, d.l. n. 112/2008, i commi 400 e 401, art. l. n 228/2012;
  4. per le assunzioni a tempo determinato, in via diretta (ex art. 4, comma 10, d.l. n. 95/2012) o mediata (art. 9, comma 28, d.l. n. 78/2010), il limite del 50% della spesa sostenuta nel 2009 nonché gli ulteriori principi di cui all"art. 36, d. lgs. n. 165/2001;

La Sezione, con deliberazione n. 143 del 26 giugno 2013 ha risposto ai quesiti posti dalla Regione Lazio come segue:

  1. anche con riferimento alla definizione che la Regione Lazio ha dato a seguito della specifica attività di ricognizione sulle proprie società partecipate alla stessa società, la medesima non può essere considerata alla stregua di una "società strumentale" ma quale società che svolge un servizio di interesse generale e come tale rientrante nella deroga prevista dal comma 3 dell"art. 4, d.l. n. 95/2012. Esclusa l"applicabilità alla società dell"art. 4, comma 1, d.l. n. 95/2012, deve conseguentemente escludersi l"applicazione anche del comma 9 e del comma 10;
  1. le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica, quale è il caso di specie, sono tenute a dare adeguata pubblicità alla selezione del personale; a prevedere modalità di svolgimento che garantiscano l"imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ecc. La Corte dei Conti, sull"argomento, ricorda inoltre che l"art. 18, comma 2 bis, dispone che le società partecipate, così come sopra individuate, sono tenute all"applicazione delle disposizioni vigenti per le amministrazioni controllanti "in materia di contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennittaria per consulenze". Infine, i giudici contabili hanno ribadito che le disposizioni contenute nell"art. 18, l. n. 133/2008, come integrato dalla l. n. 102/2009, sono state ritenute dalla Corte costituzionale (sentenza n. 68/2011) "norme interposte" rispetto all"art. 97 Cost, vincolanti per l"esercizio della potestà legislativa delle regioni, che, in materia "di armonizzazione di bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica" hanno competenza normativa concorrente ai sensi dell"art. 117 Cost. Per quanto riguarda, poi, l"applicabilità dell"art. 3-bis, comma 6 del d.l. n. 138/2011, che riguarda il ricorso per le società pubbliche al Codice dei contratti pubblici per l"acquisizione sul mercato di beni e servizi, i giudici contabili confermano l"estensione delle norme ivi contenute alle società a partecipazione totalitaria pubblica, costituite per la gestione di un servizio pubblico di interesse generale a rilevanza economica, così come quella di specie;
  1. la Corte dei conti ha ricordato che alle società pubbliche aventi le caratteristiche sopra richiamate, si applicano: a) le procedure selettive per selezionare la professionalità richiesta garantendo l"accesso all"esterno (art. 35, comma 1, lett. a); art. 36); b) l"obbligo di applicare la normativa relativa alle assunzioni obbligatorie dei soggetti di cui alla l. n. 68/99 (art. 35, comma 1, lett. b); c) la programmazione triennale del fabbisogno di personale e di limite complessivo del 50% delle risorse finanziarie disponibili in materia di assunzioni o di contenimento della spesa di personale (art. 35, comma 3 bis, come introdotto dall"art. 1, comma 401, l. 228/2012); d) l"utilizzo del contratto a termine solo per esigenze "temporanee" ed "eccezionali" (art. 36, comma 2); e) il divieto di "conversione del contratto a termine illegittimo" (art. 36, comma 5).

Avuto riguardo, invece, all"art. 1, comma 400, l. n. 228/2012, la Sezione di controllo non lo ritiene applicabile, in quanto il concetto di "proroga" non può "ontologicamente rientrare in quello di "divieti o limitazioni alle assunzioni di personale" di cui all"articolo 18, comma 2 bis, l. 133/2008 e all"articolo 3 bis, comma 6, l. 148/2011." La Corte dei Conti ricorda che la progressiva assimilazione tra pubblico e privato, sancita con la l. 122/2008, ha introdotto l"assoggettabilità al patto di stabilità delle società in house, ai sensi dell"art. 18, comma 2-bis, d.l. n. 112/2008;

  1. La non applicabilità dell"art. 4, d.l. 95/2012 alla società in parola, in quanto società integralmente pubblica costituita per la gestione di un servizio pubblico di interesse generale a rilevanza economica, esclude l"applicabilità del comma 10 del medesimo art. 4, che fa espresso rinvio alle "società di cui al comma 1", cioè alle società strumentali, come specificato nel dpcm 6 aprile 2013 ed anche, nello specifico, nel parere n. 13354 del 19 marzo 2013 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione pubblica, che ha evidenziato come tra le due norme (art. 4, comma 10, d.l. 95/2012 ed art. 9, comma 28, d.l. n. 78/2010) non sussista rinvio dinamico, operando, al contrario, ciascuna in ambiti soggettivi ed oggettivi non coincidenti. Infine, la Corte dei conti ribadisce che per espressa previsione normativa, contenuta al comma 29, deve ritenersi applicabile alle società non quotate, controllate direttamente o indirettamente dalle P.A., tra cui rientra la società della Regione Lazio oggetto del quesito, il comma 28, art. 9, d.l. n. 78/2010, che fissa per il personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, "[…] il limite di spesa del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell"anno 2009[…]".



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