Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-02-19

SOCIETA IN HOUSE: VIGILANZA DEL COMUNE E CONTROLLO ANALOGO – Corte Conti Lombardia 15/15 – Alceste SANTUARI

Gli enti locali devono esercitare il controllo sull"andamento delle società in house, in specie in presenza di perdite di gestione

Differenza tra società strumentali e società di produzione di servizi di interesse generale

Gli enti locali sono responsabili del controllo sugli equilibri di bilancio

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, con la delibera del 22 gennaio 2015, n. 15 ha affermato che il controllo dell'andamento societario di una società in house è demandato alla competenza dell'ente local (Giunta o consiglio comunale) e che tale controllo deve essere esercitato in particolare in presenza di perdite d"esercizio.

A fronte di una società che si era indebitata anche a causa della crisi economica, i giudici contabili lombardi hanno evidenziato quanto segue:

- la società in house è caratterizzata dalla presenza totalitaria di capitale pubblico versato dall'ente o dagli enti pubblici di riferimento, nonché dalla necessaria direzione della preponderante parte dell'attività societaria in favore dell'amministrazione che partecipa alla compagine societaria;

- l'attività sociale deve essere condotta a favore dell'amministrazione di riferimento, in modo analogo alle modalità di erogazione di un servizio pubblico o di un servizio strumentale poste in essere da un ufficio o da un organo dell'ente locale;

- sulla società in house la P.A. esercita i poteri di direzione, vigilanza, controllo e indirizzo della gestione, del tutto simili ai poteri tipici di diritto amministrativo esercitati sui propri uffici e organi.

I giudici contabili lombardi si sono soffermati sulla nozione di "controllo analogo" e sulla necessità che quest"ultimo sia effettivamente esercitato dagli enti locali partecipanti/controllanti. Una carenza di controllo analogo è stata ravvisata nel fatto che la società abbia presentato una gestione caratteristica negativa nei settori nevralgici di attività. Al riguardo, la Corte dei Conti ha inteso evidenziare che gli enti soci hanno tardivamente costituito il comitato tecnico consultivo (necessario per assicurare il controllo coordinato della società) previsto dal regolamento societario che a sua volta era richiamato dallo Statuto della società sugli indirizzi strategici e sul controllo analogo. A ciò si aggiunga – ha fatto notare la Corte – che una volta istituito il Comitato si è riunito una sola volta nel 2011 e la situazione della società in house è stata solo indirettamente monitorata dall'Ufficio Partecipate che fa capo al Servizio Controllo di gestione, istituito presso il Settore Affari Generali e Istituzionali dell"ente locale, che provvede trimestralmente a richiedere alla società la situazione economico-patrimoniale per sottoporla alla Giunta Comunale.

Ecco allora che, proprio in ragione della particolare natura e configurazione "operativa" delle società in house, il controllo analogo sulle medesime deve presupporre una prodromica valutazione in termini di efficacia ed economicità, quali corollari del buon andamento dell'azione amministrativa ex art. 97 Cost. ovvero il rispetto del principio della "legalità finanziaria". Conseguentemente, deve considerarsi contraria al principio di buon andamento e legalità finanziaria la strutturale perdita registrata, a fortiori in settori tipicamente economici e non sociali. I giudici contabili hanno dunque affermato che "anche in presenza di una direttiva di gestione generica da parte dell'ente proprietario, gli obblighi discendenti dal principio di legalità finanziaria dovrebbero orientare gli organi sociali nel senso di decisioni amministrative che valorizzino l'equilibrio economico, al lordo degli oneri di servizio verso l'ente proprietario e dei corrispettivi previsti."

Soprattutto in presenza di situazioni patrimoniali e gestionali in perdita, i giudici contabili invitano gli enti di riferimento ad assumere idonee iniziative al fine di ripristinare e mantenere gli equilibri di bilancio della società, ovvero a dismettere la relativa attività. Infine, la Corte dei Conti ha disposto che le Amministrazioni interessate comunichino entro tre mesi dalla ricezione della delibera in oggetto gli adempimenti conseguenti e le proprie determinazioni in ordine alle criticità emerse circa la sana gestione della società, e ne trasmettano i documenti.

Ancora una volta, le società in house, forma giuridico-organizzativa a disposizione non in via eccezionale ma ordinaria per la gestione dei servizi di pubblico interesse, deve comunque contemplare una serie di "garanzie", tra le quali spicca il controllo analogo, che gli enti locali devono impegnarsi a far rispettare.



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