Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2016-04-08

Società miste: affidamenti (illegittimi) e responsabilità erariale – Corte Conti Toscana 91/16 – Alceste SANTUARI

Sindaco, assessore, segretario e dirigente sono responsabili di danno erariale per utilizzo improprio del modello organizzativo della società mista

Con la sentenza n. 91 del 30 marzo 2016, la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Toscana, ha condannato sindaco, assessore, segretario e dirigente di un Comune per danno erariale, in quanto ritenuti responsabili di un caso di mala gestione nei rapporti tra l'ente locale e una società a capitale pubblico e privato.

Nel caso di specie, il Comune aveva conferito illegittimamente con contratto di servizio assegnato senza gara a una società mista pubblico-privata, una serie di compiti rientranti tra le attribuzioni istituzionali dell'ente locale, tra cui l'attività di liquidazione, di accertamento e riscossione dei tributi e delle entrate patrimoniali, nonché la gestione di servizi cimiteriali, delle aree di sosta e di altri servizi pubblici locali.

La società in parola, a sua volta, anziché gestire con risorse e mezzi propri i servizi conferiti dal Comune, ne aveva trasferito la gestione ad altra società (scarl, successivamente trasformata in spa, definita una "scatola vuota"), lucrando a seguito della differenza tra l'ammontare dei corrispettivi liquidati dall'ente locale e l'ammontare dei corrispettivi liquidati dalla società affidataria all"altra società, che materialmente ha provveduto all'esecuzione del contratto di servizio tra il comune e la società mista.

La Procura contabile ha rilevato che lo schema impiegato dal comune era "preordinato a conferire ad un soggetto privato le attività oggetto di convenzione, senza ricorrere ad alcuna procedura di evidenza pubblica", a cui deve aggiungersi l"assenza di qualsivoglia valutazione di congruità degli oneri accollati al Comune, circostanze che integrano l"elemento soggettivo del dolo.

I giudici contabili hanno infine stabilito:

-) l"antigiuridicità della condotta della società mista, che ha illegittimamente (ed illecitamente sotto il profilo erariale) assegnato ad altra società, l"affidamento diretto dei servizi pubblici locali, senza esperire una procedura ad evidenza pubblica;

-) dalla condotta degli attori coinvolti discende il danno erariale;

-) l"assenza di un confronto concorrenziale con altre modalità di affidamento ha determinato maggiori costi per l"ente locale;

-) la violazione delle norme sulla selezione del contraente ha causato una maggiore spendita di denaro pubblico;

Sulla scorta di quanto sopra, il giudice contabile ha dunque individuato precise responsabilità imputabili agli organi di vertice dell'ente, non solo dell'apparato politico, ma anche di quello burocratico. In particolare, preme evidenziare che, avuto riguardo alla figura del segretario comunale, la Sezione ha evidenziato che, alla luce del quadro normativo sulle funzioni del segretario comunale (l'articolo 17, comma 68, della legge 127/1997 e, in seguito, l'articolo 97 del Dlgs 267/2000), egli sia tenuto "a prestare la sua collaborazione e a fornire la sua assistenza giuridico amministrativa agli organi dell'ente locale, a prescindere da una richiesta di parere su una specifica proposta di deliberazione e in linea con una condotta diligente, disattesa nella specie, laddove si è consentito l'affidamento di un'attività in totale difformità da consolidati orientamenti giurisprudenziali".

A tacere dei profili erariali e di responsabilità, la sentenza de qua evidenzia, ancora una volta, la necessità per gli enti locali di analizzare con cura, cautela, diligenza e con metodo di efficienza le diverse formule giuridico-societarie con le quali organizzare, gestire ed erogare i servizi di interesse generale.



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