Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-06-12

SOCIETA PARTECIPATE: DELITTI CONTRO LA P.A., LEGGE ANTICORRUZIONE E RESPONSABILITA 231 – Alceste SANTUARI

La l. 69/2015 dispone in ordine ai nuovi reati contro la P.A. introducendo altresì alcune modifiche sia alla l. 190/2012 sia al d. lgs. n. 231/2001

La legge interessa anche le società partecipate dagli enti locali

Enti locali e società partecipate sono chiamati ad alzare la soglia di attenzione

La legge n. 69/2015, recante "Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio" ha introdotto un inasprimento delle sanzioni in materia di reati societari. In particolare, la legge ha novellato gli artt. 2621 e seguenti del codice civile con riferimento:

  1. Al delitto di falso in bilancio
  2. Alla fattispecie delle false comunicazioni sociali

Si tratta di due fattispecie di reato che interessano le società di capitali e, quindi, anche quelle che risultano controllate e/o partecipate dagli enti locali. Così recita l"art. 9, della l. 69:

  1. L'articolo 2621 del codice civile è sostituito dal seguente:
    «Art. 2621 (False comunicazioni sociali) Fuori dai casi previsti dall'art. 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni.
    La stessa pena si applica anche se le falsità o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi».

Preme segnalare che a seguito della novella introdotta nel codice civile, le false comunicazioni sociali che in precedenza erano sanzionate alla stregua di contravvenzione, ora sono considerate delitto. L"effetto conseguente derivante da tale "upgrading" consiste nel fatto che sarà possibile d"ora in poi procedere d"ufficio e non più a seguito di querela, fatte salve le ipotesi di lieve entità.

Le false comunicazioni sociali possono riguardare condotte diversificate, realizzate da amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori. Essi, in vista dell"ottenimento di un vantaggio ingiusto, decidono di esporre in modo consapevole in bilancio ovvero in altre reports indirizzati ai soci o ai terzi rilevanti fatti materiali non rispondenti al vero. Potrebbero inoltre omettere fatti rilevanti la cui comunicazione sia imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, inducendo altri in errore.

Da quanto sopra descritto, ben si comprende che le società partecipate, in ragione della loro specifica "mission" e inquadramento giuridico-istituzionale, risultano destinatarie dirette delle previsioni contenute nella l. 69/2015.

Quest"ultima ha apportato anche alcune modifiche alla legge anticorruzione e al d.lgs. n. 231/2001 che brevemente si intendono richiamare di seguito.

L"articolo 8 della l. 69/2015 introduce:

con il comma 1, la lettera f)-bis all"art. 1, comma 2, l. 190/2012 assegnando alla ex CIVIT (ora Anac) anche la vigilanza e il controllo su quei contratti che potrebbero essere secretati o che potrebbero esigere particolari misure di sicurezza;

con il comma 2, l"obbligo in capo alle stazioni appaltanti di inviare le informazioni che esse devono rendere all"Anac in forza dell"art. 1, comma 32, della l. 190, con cadenza semestrale;

con il comma 3, l"art. 32-bis nella l. 190 che così recita: "Nelle controversie concernenti le materie di cui al comma 1, lettera e), dell'articolo 133 del codice di cui all'allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il giudice amministrativo trasmette alla commissione ogni informazione o notizia rilevante emersa nel corso del giudizio che, anche in esito a una sommaria valutazione, ponga in evidenza condotte o atti contrastanti con le regole della trasparenza".

Per quanto riguarda il d. lgs. n. 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa degli enti e delle società, l"art. 12 della l. 69/2015 modifica l"art. 25-ter (reati societari), comma 1 del medesimo decreto legislativo come segue:

a) l'alinea è sostituito dal seguente: «In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie:»;

b) la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'articolo 2621 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote»;

c) dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'articolo 2621-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote»;

d) la lettera b) è sostituita dalla seguente: «b) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'articolo 2622 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote»;

e) la lettera c) è abrogata.

Conseguentemente, gli Organismi di vigilanza delle società partecipate sono chiamati ad aggiornare il modello "231" adottato in ragione delle novità introdotte dalla l. 69/2015.



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