Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2016-04-11

Società partecipate e appalti alle ONLUS: legittima la re-internalizzazione del servizio – Tar Lazio 3585/16 – Alceste SANTUARI

Non appare illogica o irragionevole la decisione di una società partecipata di internalizzare per un periodo determinato un servizio che era stato in precedenza esternalizzato ad un consorzio di cooperative sociali

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), con sentenza del 22 marzo 2016, n. 3585, si è pronunciato sulla richiesta di annullamento avanzata da un consorzio di cooperazione sociale nei confronti della decisione di una società partecipata di annullare l"affidamento del servizio a favore dello stesso consorzio.

Nel caso di specie il consorzio aveva gestito in appalto il servizio di raccolta di indumenti usati nel territorio comunale di Roma Capitale, sin dal 2008, successivamente prorogato fino all"espletamento della nuova gara. Il medesimo consorzio risultava aggiudicatario del medesimo servizio ad esito di nuova procedura di evidenza pubblica. Il Consorzio, attesa la propria natura di cooperativa sociale, impiega persone economicamente e socialmente svantaggiate, che dunque integra la finalità del consorzio.

Preme evidenziare che, con riferimento all"aggiudicazione del 2008, l"AGCOM aveva contestato al Consorzio ricorrente l"assunzione di una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, comma 2, 21, comma 1 e 2, 22, commi 1 e 2 del Codice del Consumo, irrogando in capo al Consorzio una sanzione pari ad euro 10.000. L"AGCOM sanzionava altresì altra esecutrice dell"appalto 2008, il Consorzio e la stessa società partecipata (stazione appaltante).

A fondamento della revoca dell"aggiudicazione, la società partecipata allegava ragioni di opportunità e pubblico interesse, essendo valutate le circostanze emerse nel procedimento di AGCOM come ostative alla sottoscrizione dei contratti in ragione dell"art. 38 comma 1, lett. f), ritenendosi integrati i requisiti tanto della "grave negligenza e malafede nell"esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara, che del grave errore nell"esercizio dell"attività professionale, tale da comportare comunque l"inaffidabilità del consorzio e l"irreparabile compromissione del rapporto fiduciario.

Il Tar ha evidenziato che la società partecipata "si è determinata alla revoca della gara sulla base della ritenuta opportunità di "internalizzare" il servizio, ovvero di provvedere all"esecuzione delle relative prestazioni mediante mezzi propri; ciò anche in considerazione dell"avvenuto cambio di assetto del "management" aziendale, che ha inteso sottoporre a revisione le decisioni già in essere; nonché del rilievo e della gravità di quanto emerso a seguito delle attività di accesso svolte dall"Autorità in relazione alla vicenda denominata "Mafia Capitale" e delle contestazioni ANAC circa la regolarità del servizio che si sono indicate in parte narrativa."

A giudizio del Collegio, la prospettiva della parte ricorrente si fonda su premesse non condivisibili. In particolare, avuto riguardo alla forma di gestione del servizio, i giudici amministrativi laziali sottolineano che l"esternalizzazione, "in quanto costituente un"eccezione all"esecuzione "in house" - ovvero con personale e mezzi dell"Amministrazione erogante" – deve essere adeguatamente motivata, "dovendosene dimostrare la coerenza con i principi di economicità ed effettività dell"azione amministrativa." Il Tar, al riguardo, riconosce che, in ragione della sanzione irrogata dall"AGCOM e dell"indagine inerente "Mafia Capitale", la stazione appaltante ha ritenuto inopportuno "ricorrere ancora al mercato e ciò a prescindere da profili personali o soggettivi di responsabilità degli operatori economici coinvolti". Parimenti - aggiungono i giudici amministrativi – le "insufficienze" nella gestione del servizio pregresso vengono in rilievo non tanto come presupposti di responsabilità dell"esecutrice, quanto come altrettanti elementi di criticità dell"organizzazione del servizio stesso in sé considerate che necessita di essere diversamente strutturato.

Da quanto sopra espresso consegue che "la scelta di internalizzare il servizio per un periodo di tempo determinato non appare illogica o irragionevole, in quanto consente sia di evitare il rischio di un nuovo ricorso al mercato, nel tempo che sarà necessario per riequilibrarne il funzionamento naturale, sia di poter riorganizzarne il funzionamento mediante quel più penetrante potere di disciplina che potrà essere esercitato dall"Amministrazione sui propri dipendenti e propri mezzi e risorse e che potrà essere, in questo senso, meglio approfondito in seguito nella naturale sede di pianificazione dell"Amministrazione."

Se possibile, ancora una volta, la sentenza de qua valorizza le opzione giuridico-organizzative degli organismi partecipati, sottolineando che la scelta di ricorrere all"offerta del mercato (opportunità) deve risultare adeguatamente motivata. Nel caso di specie, considerando la partecipazione di una organizzazione non lucrativa di utilità sociale, risulta vieppiù necessario definire in modo chiaro e preciso i termini per l""avvalimento" delle strutture mutualistiche e non profit, proprio per valorizzarne appieno finalità e specificità organizzative.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati