Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-11-23

SOCIETA PARTECIPATE E ILLECITI DEI DIPENDENTI: COMPETENZA DEL G.O. – Cass. SS.UU. 23306/15 – Alceste SANTUARI

Illeciti dei dipendenti nelle società controllate

Qualificazione giuridica delle società controllate

Giurisdizione del giudice ordinario e non di quello contabile

Con l"ordinanza 13 novembre 2015, n. 23306, la Suprema Corte, a Sezioni Unite, ha deciso che la controversia relativa al risarcimento dei danni subiti da una società a partecipazione pubblica (Alitalia spa) per effetto di condotte illecite dei dipendenti rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello contabile.

La Corte di Cassazione ha così formulato la propria posizione:

nell'ipotesi di danni arrecati al patrimonio sociale delle società a partecipazione pubblica, avuto riguardo alla natura di ente privato della società ed all'autonomia giuridica e patrimoniale di essa rispetto al socio pubblico, la giurisdizione è attribuita al giudice ordinario, non essendo configurabile, nè un rapporto di servizio tra l'agente e l'ente pubblico titolare della partecipazione, nè un danno direttamente arrecato allo Stato o ad altro ente pubblico, idonei a radicare la giurisdizione della Corte dei Conti;

quest"ultima, invece, deve essere affermata, sia quando l'azione di responsabilità miri al risarcimento di un danno che - come nel caso del danno all'immagine - sia stato arrecato al socio pubblico direttamente, e non quindi quale mero riflesso della perdita di valore della partecipazione sociale conseguente al danno arrecato alla società, sia quando essa trovi fondamento nel comportamento di chi, quale rappresentante dell'ente partecipante o comunque titolare del potere di decidere per esso, abbia colpevolmente trascurato di esercitare i propri diritti di socio o li abbia comunque esercitati in modo tale da pregiudicare il valore della partecipazione (si veda, per tutte, S.U. 19.12.2009 n. 26806);

in alcuni casi (Rai e Enav) la natura speciale dello statuto legale delle società radica la giurisdizione della Corte dei Conti;

lo stesso dicasi anche per quanto riguarda le azioni di responsabilità proposte nei confronti di organi o dipendenti delle società in house. Come tali, i giudici considerano quelle "dal cui quadro statutario,[…] emerga che siano state costituite da uno o più enti pubblici per l'esercizio di pubblici servizi, che esplichino la propria attività prevalente in favore degli enti partecipanti e che siano assoggettate a forme di controllo della gestione analoghe a quelle esercitate dagli enti pubblici sui propri uffici (tra le altre S.U. 2013 n. 26283)."

Preme evidenziare che in ordine alla configurazione giuridica della società in house, la Suprema Corte richiama il fatto che tale tipo di società "quanto meno ai fini del riparto della giurisdizione, non è effettivamente in rapporto di alterità con la pubblica amministrazione partecipante, bensì è una sua longa manus, come uno dei servizi propri dell'amministrazione stessa." Ecco allora – secondo l"orientamento dalla Corte di Cassazione – che "il danno arrecato al patrimonio sociale si configura, in questo caso, come danno direttamente riferibile all'ente pubblico, i cui organi può dirsi facciano capo alla stessa amministrazione."

Per contro, nel caso di specie (Alitalia Spa), la Corte ha rilevato che:

ad esito della progressiva apertura del mercato dei trasporti aerei, il ruolo di Alitalia si è uniformato a quello di un'impresa che svolge la sua attività in regime concorrenziale di libero mercato nazionale ed internazionale, avendo ormai perso la fisionomia di "compagnia di bandiera";

in questa ottica, i finanziamenti erogati nel tempo dal socio pubblico rientrino nel normale procedimento privatistico quali forme di partecipazione al capitale sociale nel quale sono confluiti, anche ai fini degli aumenti dello stesso;

conseguentemente, dal momento della liberalizzazione del settore, Alitalia si trova a svolgere il normale ruolo di un operatore di mercato;

il carattere della struttura organizzativa della società e dei propri organi rappresentativi deve considerarsi spiccatamente e concretamente civilistico.

In ultima analisi, quindi, a giudizio della Corte di Cassazione "la società svolge un'attività economica e commerciale in regime di mercato libero e la sua veste giuridica non rappresenta un mero schermo di copertura di una struttura amministrativa pubblica."

E" per questo motivo che deve conseguire l'applicazione dei principi enunciati dalla Corte di cassazione in materia di riparto di giurisdizione: sull'azione di risarcimento del danno subito da una società a partecipazione pubblica per effetto di condotte illecite dei dipendenti può conoscere il solo giudice ordinario, "in quanto l'autonomia patrimoniale di essa esclude ogni rapporto di servizio tra agente ed ente pubblico danneggiato e impedisce di configurare come erariali le perdite che restano esclusivamente della società, che è regolata nel caso come ogni altro soggetto sovrapersonale di diritto privato" (fra le varie S.U. 22.1.2015 n. 1159; S.U. ord. 7.1.2014 n. 71; S.U. 25.3. 2013 n. 7374; S.U. 22.12.2011 n. 23829).

L"ordinanza in commento ha il pregio di richiamare la distinzione – tra l"altro – tra società in house e società a partecipazione pubblica in generale, ribadendo la funzione "servente" e il carattere strumentale delle prime rispetto alle seconde, atteso la loro totale "immedesimazione organica" nelle finalità istituzionali dell"ente locale socio, parti delle quali esse sono proprio chiamate ad adempiere.



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