Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2015-01-27

SOCIETA PARTECIPATE E LAVORO FLESSIBILE – Corte Conti Puglia, 1/15- Alceste SANTUARI

Il d.l. n. 90/14 ha introdotto una nuova disciplina in materia di lavoro flessibile

Un comune ha chiesto se tale disciplina sia applicabile anche alle società in house

La Corte dei Conti, sez. Puglia ha risposto in modo negativo

Un sindaco ha chiesto se è possibile applicare anche alle società interamente partecipate dagli enti pubblici l"art. 36, d.lgs. n. 165/2001, dopo la modifica dell"art. 18, comma 2 bis, d.l. 112/2008 operata dal d.l. n. 90/2014.

I giudici contabili hanno richiamato la necessità anche per le società pubbliche di rispettare i vincoli relativi all"assunzione del personale, ricordando che spetta all"ente controllante, con proprio atto di indirizzo, impartire agli organismi partecipati i criteri e le modalità di attuazione del principio di contenimento dei costi del personale. Ciò significa che se da un lato le società partecipate non sono più obbligate – come in passato – a conformarsi agli obblighi vigenti in capo agli enti locali controllanti, nondimeno, dall"altro, esse possono discostarsi dagli indirizzi che questi ultimi hanno ad esse impartito con riferimento al contenimento dei costi del personale.

Avuto specifico riguardo al quesito posto dal Sindaco, la Corte rileva che esso attiene alla possibilità di considerare il lavoro flessibile quale condizione temporanea ed eccezionale da estendersi anche alle società in house a prescindere dal contenuto dell"atto di indirizzo impartito dall"ente locale controllante.

La Sezione di controllo ribadisce che il legislatore ha inteso affidare agli indirizzi dell"ente locale il compito di contenere le spese del personale anche degli organismi partecipati. In quest"ottica, dunque, "pur essendo venuto meno, per effetto dell"abrogazione del comma 7 dell"art. 76 del d.l. 112/2008 il principio di consolidamento delle spese di personale ai sensi del quale, ai fini del computo della percentuale del 50%, concorrevano anche le spese di personale sostenute dalle aziende speciali, dalle istituzioni e dalle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo, non può non considerarsi che l"andamento ed i risultati degli organismi partecipati possono influire sugli equilibri di bilancio degli enti controllanti[…]".

Ne discende, a giudizio della Sezione, che anche nel caso di lavoro flessibile le società partecipate debbano rispettare i vincoli contenuti negli indirizzi impartiti dagli enti controllanti. A ciò i giudici contabili hanno aggiunto una ulteriore argomentazione: anche nel settore privato il contratto di lavoro a cui è apposto un termine costituisce fattispecie eccezionale. Conseguentemente, qualora si superi il periodo di 36 mesi il rapporto di lavoro deve considerarsi trasformato in rapporto a tempo indeterminato.

Pertanto, il prolungamento di un rapporto a tempo determinato non solo sarebbe in contrasto con il principio generale di riduzione dei costi del personale ma anche con la disciplina contenuta nel d.lgs. n. 368/2001 (cosiddetta Legge Biagi).



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