Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-09-17

SOCIETA PARTECIPATE E LINEE DI INDIRIZZO DELLENTE SOCIO: RESPONSABILITA ERARIALE – Corte Conti Sicilia 778/15 – Alceste SANTUARI

Le società partecipate sono assoggettate agli atti di indirizzo dell"ente pubblico socio

Si tratta di un assoggettamento che influenza le decisioni della società

In caso di mancato rispetto scatta la responsabilità erariale del consiglio di amministrazione

La Corte dei Conti siciliana, sezione giurisdizionale, con la sentenza n. 778 del 1 settembre 2015 si è pronunciata sul tema tanto delicato quanto strategico, segnatamente, quello relativo ai rapporti che devono intercorrere tra l"ente pubblico socio e la società partecipata.

Nel caso di specie, il consiglio di amministrazione aveva deciso di procedere all"assunzione di personale, in sostituzione di alcuni dipendenti deceduti, pur consapevole del divieto di assunzioni stabilito da un atto dalla Regione Sicilia, socio controllante, finalizzato al contenimento della spesa pubblica. Preme evidenziare che il consiglio di amministrazione aveva provveduto in tal senso anche dopo che il comitato di controllo analogo previsto dallo statuto della società aveva negato nella sostanza di procedere alle assunzioni. Il comitato aveva indicato al consiglio di amministrazione di rimettere la decisione all"assemblea, nella quale la Regione, in qualità di socio unico, avrebbe potuto nell"eventualità prevedere specifiche deleghe ricorrendo presupposti particolari.

Prima che l"assemblea si pronunciasse sulla suddetta proposta di assunzione, uno dei componenti del consiglio di amministrazione ha invece deciso di procedere all"assunzione anche in presenza di altri atti della Regione che confermavano il divieto di reclutamento di nuovo personale da assegnare alle attività della società. Si segnala altresì che, rispetto alla decisione maturata dal membro del consiglio di amministrazione, il presidente del consiglio medesimo non è intervenuto, non esercitando così i doveri a lui assegnati dagli obblighi di vigilanza.

La Sezione ha ribadito che l"assunzione di nuovo personale integra un pregiudizio al superiore vincolo di finanza pubblica. Al riguardo, la società, in quanto modello in house dell"ente pubblico, non può godere della medesima autonomia gestionale che, in via ordinaria, è prevista per tutte le altre società commerciali. La Corte dei conti ha, dunque, stabilito che la spesa sostenute per remunerare i lavoratori assunti in violazione di quell"espresso divieto assoluto deve ritenersi inutile. Conseguentemente, i giudici contabili hanno ritenuto che tale comportamento costituisce danno erariale, con esclusione della possibilità di valutare eventuali vantaggi comunque conseguiti dalla società di appartenenza.

Sembra utile segnalare che la sentenza sottolinea l"importanza degli atti di indirizzo che gli enti locali soci devono impartire, in forza della previsione contenuta nell"art. 18, comma 2-bis, l. n. 133/2008, alle partecipate. Si tratta di atti che, tra l"altro, specificano i limiti all"assunzione del personale che le società partecipate devono rispettare, considerando le linee di indirizzo quali divieti assoluti da rispettare.

Ancora una volta, la sentenza in argomento conferma la valenza strategica delle decisioni degli enti locali che, qualora intendessero stabilire delle eccezioni alla regola, devono motivare adeguatamente le loro scelte, che le società partecipate sono chiamate ad implementare.



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