Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-05-28

SOCIETA PARTECIPATE E RESPONSABILITA DEL SINDACO – Corte Conti Liguria 34/15 – Alceste SANTUARI

Responsabilità delle società partecipate

Responsabilità non solo del CdA ma anche del Sindaco

Responsabilità derivante da omessa vigilanza e omesso controllo sulla partecipata

La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Liguria (sentenza n. 34/2015 del 25 maggio 2015) ha di nuovo acceso un faro sulla responsabilità delle società partecipate. Nel caso di specie, la società è stata riconosciuta responsabile per il danno procurato alla Regione Liguria a seguito della mancata restituzione di un contributo regionale, utilizzato dalla società in parola per fronteggiare i debiti, anziché per realizzare le opere pubbliche per le quali quel finanziamento pubblico era stato richiesto.

La sentenza è meritevole di interesse in quanto i giudici contabili non si limitano a chiedere i danni ai membri del consiglio di amministrazione della società (€ 877.432,81), ma anche in via sussidiaria, previa escussione dei patrimoni degli amministratori stessi, anche il sindaco del Comune titolare della partecipazione maggioritaria (95%) per aver omesso di esercitare la propria attività di controllo e vigilanza sull"andamento della gestione della società partecipata dal medesimo ente locale.

Preme evidenziare che anche gli enti locali con popolazione superiore a 15 mila abitanti, ai sensi dell"art. 3 del d.l. 174/2012, convertito dalla legge 213/2012, che ha implementato il sistema dei sub-controlli sulle società partecipate di cui all"art. 147-quater del Testo unico degli enti locali, a far data dal 1 gennaio 2015, sono tenuti a svolgere adeguati controlli sull"andamento gestionale delle società dagli stessi partecipati.

Il Comune ha eccepito che non il Sindaco bensì il consiglio comunale deve ritenersi responsabile, in quanto organo cui compete la valutazione per l"avvio dell"azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della società partecipata. Inoltre, ha evidenziato la difesa del primo cittadino, il potere di impulso nei confronti del consiglio comunale per accertare le inadempienze della società partecipate spetta alla Giunta comunale e non al sindaco. La Corte non ha accolto le argomentazioni presentate dalla difesa, sia in forza dell"art. 50, comma 2, TUEL sia in forza delle previsioni contenute nell"art. 18 dello Statuto del comune, in conformità al quale al Sindaco spetta:

  1. Stabilire gli argomento all"ordine del giorno del Consiglio Comunale, disporne la convocazione e presiederlo;
  2. Proporre argomenti da trattare in Giunta, disponendone la convocazione e presiedendola;
  3. Ricevere le interrogazioni, interpellanze e mozioni da sottoporre al Consiglio in quanto di competenza di quest"ultimo.

Secondo la Sezione, inoltre, considerando la partecipazione maggioritaria da parte del comune, "il Sindaco rappresentava[…] la totalità dell"Assemblea, alla quale la legge riserva, tra l"altro, l"approvazione dei bilanci. Egli, pertanto, essendo tenuto in detta veste all"approvazione dei bilanci stessi era direttamente a conoscenza di tutta l"attività e segnatamente della situazione di inadempimento in cui versava la Società".

Con queste motivazioni, conseguentemente, la Sezione regionale ha affermato la responsabilità del Sindaco per la condotta omissiva "continuata e gravemente colpevole" tenuta nella vicenda riguardante la società partecipata, reputando così che il Sindaco stesso debba rispondere, in via sussidiaria, nella misura del 50% del danno erariale accertato.

Ancora una volta, i giudici contabili confermano l"essenziale ruolo di vigilanza e di controllo che gli enti locali devono operare sulle società da questi ultimi partecipate e controllate. Ed è dunque in quest"ottica che gli enti locali sono chiamati, anche in forma aggregata, ad implementare adeguati strumenti e modalità di supervisione sulle società partecipate.



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