Articoli, saggi, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-05-13

Società partecipate e servizi di interesse economico generale: i pareri del Consiglio di Stato – Alceste Santuari

I giudici di Palazzo Spada riconoscono che l"intervento governativo vada nella direzione di superare il quadro normativo attuale caratterizzato da eccessiva frammentazione

Con i pareri n. 968 del 21 aprile 2016 e n. 1075 del 3 maggio 2016, formulati nell"ambito dell"esercizio delle funzioni consultive, il Consiglio di Stato, rispettivamente, si è espresso sullo schema di decreto legislativo recante Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica e sulla schema di decreto legislativo recante Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che il decreto sulle società a partecipazione pubblica è volto a fornire un impulso importante ad una riforma organica del settore delle società partecipate.

E" utile segnalare che i pareri del Consiglio di Stato si collocano in un percorso di revisione dell"ordinamento giuridico relativo alle società partecipate e dei servizi di interesse generale di rilevanza significativa per l"azione e gli interventi degli organismi partecipati degli enti locali.

Forse può essere opportuno ricordare che il disegno riformatore giunge dopo che:

-) il referendum di giugno 2011 aveva abrogato l"art. 23-bis, d.l. 112/2008, convertito in l. 133/2008 e il conseguente regolamento attuativo (dpr 168/2010);

-) l"art. 4, d.l. 138/2011, convertito in legge 14 settembre 2011, n. 148, aveva tentato di riformare (di nuovo) la materia dei servizi pubblici locali, in funzione pro concorrenziale;

-) la sentenza della Corte costituzionale n. 199 del 2012 ha dichiarato illegittimo l"art. 4 di cui sopra, atteso che esso ripristinava nell"ordinamento giuridico una norma abrogata con il referendum;

-) la sentenza n. 199/2012 ha ridato spinta agli enti locali nell"impiego della formula dell"in house providing;

-) l"art. 1, comma 561, l. 147/2013 ha abrogato l"art. 14, comma 32, d.l. 78/2010;

-) l"art. 1, comma 611, l. 190/2014 ha disciplinato i processi di razionalizzazione delle società a partecipazione pubblica.

L'art. 18, L. 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo per la riforma della Pubblica amministrazione, ha indicato che "il decreto legislativo per il riordino della disciplina in materia di partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche è adottato al fine prioritario di assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza". Si tratta di una previsione normativa che deve implementarsi nel rispetto di una serie di principi e criteri direttivi, tra cui "ai fini della razionalizzazione e riduzione delle partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, ridefinizione della disciplina, delle condizioni e dei limiti per la costituzione di società, l'assunzione e il mantenimento di partecipazioni societarie da parte di amministrazioni pubbliche entro il perimetro dei compiti istituzionali o di ambiti strategici per la tutela di interessi pubblici rilevanti, quale la gestione di servizi di interesse economico generale; applicazione dei principi della presente lettera anche alle partecipazioni pubbliche già in essere" (comma 1, lett. b).

Nel quadro normativo in progress gli enti locali mantengono la loro autonomia decisionale, che contempla l"obbligo per gli stessi di procedere ad una razionalizzazione periodica delle partecipazioni societarie con l"obbligo di rilevare le società che risultino prive di dipendenti o che abbiamo un numero di membri del consiglio di amministrazione superiore a quello dei dipendenti (cfr. art. 20, lett. b dello schema di decreto sulle società a partecipazione pubblica). La bozza mantiene in quest"ottica un criterio operativo che non esclude, anzi pare presupporre, l"esercizio di un adeguato e motivato apprezzamento da parte dell"ente locale.

In ordine ai servizi di interesse economico generale in questa sede pare opportuno segnalare che – come ribadito nel parere relativo – l"obiettivo del legislatore delegante è quello di semplificare il ruolo dei comuni e delle città metropolitane nell"individuazione dei servizi economici di interesse generale necessari per il soddisfacimento dei bisogni della collettività, in una logica pro concorrenziale ma rispettosa del perseguimento dell"interesso pubblico. Preme evidenziare che i servizi di interesse economico generale, oggetto della novella, non contemplano il servizio di distribuzione del gas naturale e dell"energia elettrica, la cui normativa non viene in alcun modo interessata dal decreto in parola. Mentre per quanto riguarda il servizio farmaceutico, il trasporto pubblico locale, il servizio idrico integrato e il servizio di gestione integrata dei rifiuti prevalgono le rispettive normative di settore, ad eccezione di quelle contenuto nel decreto sui servizi di interesse generale in materia di affidamento del servizio. Al riguardo, nel parere del Consiglio di Stato si legge: "Il testo del comma 2 dell"articolo in esame (art. 3 dello schema di decreto legislativo) merita di essere rivisitato nella parte in cui stabilisce che le disposizioni in materia di "modalità di affidamento dei servizi" si applicano anche al servizio idrico integrato; servizio di gestione integrata dei rifiuti; trasporto pubblico locale; servizio farmaceutico. Nel testo del presente decreto, infatti, non vi è alcun Titolo o articolo rubricato: "modalità di affidamento dei servizi" e, pertanto, ai fini di una migliore intelligibilità delle disposizioni che si applicano anche ai suddetti servizi, sarebbe opportuno individuare puntualmente le norme alle quali si intende riferirsi, indicando l"articolo ed eventualmente il comma, superando in questo modo un"ambiguità che si presta a future divergenti interpretazioni".

Dagli emanandi testi unici ci si può attendere una stagione di rinnovato protagonismo degli enti locali territoriali, i quali, anche attraverso forme aggregative e sinergie organizzative, potranno invero assolvere alle loro funzioni istituzionali attraverso strumenti societari che, semplificati e chiariti nella loro configurazione giuridica, potranno apportare significativi benefici nell"erogazione dei servizi a favore dei cittadini.



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