Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2014-03-03

SOCIETA PARTECIPATE E VINCOLI ASSUNZIONALI – Corte Conti Lombardia 28/14 – Alceste SANTUARI

Nell"adunanza del 16 gennaio 2014, la Corte dei conti, sez. regionale di controllo per la Lombardia, con deliberazione n. 28 è intervenuta, rispondendo ad un quesito del Sindaco di Milano, sul tema dei vincoli assunzionali e retributivi nelle società partecipate.

Come ha ricordato la Corte dei conti, occorre evidenziare che prima dell"entrata in vigore della legge di stabilità per l"anno 2014, l'art. 3 bis, comma 6, del D.L. n. 138/2011, prevedeva che le società in house si adeguassero alle "disposizioni che stabiliscono a carico degli enti locali (...) contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitarie". In quel contesto, gli stessi giudici contabili lombardi (cfr. parere n. 147 del 23 aprile 2012) avevano elaborato in via interpretativa la metodologia da seguire per estendere alle società partecipate le "disposizioni che stabiliscono a carico degli enti locali...contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitarie".

Nel quadro normativo vigente prima dell"entrata in vigore della legge di stabilità per l"anno 2014, la Sezione concludeva, dunque, affermando che "in relazione alle norme di contenimento della spesa poste dal d.l. n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010, certamente potrebbero operare:

- l"art. 9 comma 1, espressione di un generale obbligo di contenimento della dinamica retributiva;

- l"art. 9 comma 2 bis, che impone un obbligo di contenimento dei complessivi oneri per il trattamento retributivo accessorio dei dipendenti.

La Sezione regionale ha inoltre ribadito che, avuto riguardo alle disposizioni relative al contenimento dei costi, ratio complessiva delle norme approvate nel 2012, "le direzioni delle società in house (e, per esse, l"ente locale) dovranno adottare, al fine di adeguarsi a questa norma, apposito atto interno che, usando i margini di discrezionalità che il CCNL di riferimento eventualmente consente, permetta di conseguire analoghi risparmi, disciplinando criteri e modalità per ridurre gli stipendi dei dipendenti che si collocano nelle indicate fasce di reddito".

Già nel quadro previgente alla legge di stabilità 2014, quindi, l"ente locale poteva essere individuato alla stregua del soggetto responsabile degli adempimenti sopra descritti. All"ente locale, infatti, era attribuito l"onere di mantenere il rapporto fra spesa del personale e spesa corrente (al cui interno va compresa quella del personale delle società partecipate) al di sotto del tetto del 50% (cfr. art. 76, comma 7, d.l. n. 112/2008).

Il ruolo degli enti locali nei confronti delle società partecipate, e nella specie avuto riguardo ai vincoli assunzionali e retributivi, è stato – come è noto – confermato e rafforzato dalla legge di Stabilità 2014. La legge n. 147 del 2013 disciplina il tema del "contenimento delle politiche retributive" attraverso un ulteriore rinvio dinamico. Infatti, l"ultimo periodo del comma 6 stabilisce che le società affidatarie in house "adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché i vincoli assunzionali e di contenimento delle politiche retributive stabiliti dall'ente locale controllante ai sensi dell'articolo 18, comma 2-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008". In tema, occorre dunque richiamare l'articolo 18, comma 2-bis, del D.L. n. 112/2008 (anche questo integralmente riformato dalla legge di stabilità per l"anno 2014): "Le disposizioni che stabiliscono, a carico delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2,   del   decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale si applicano, in relazione al regime previsto per l'amministrazione controllante, anche alle aziende speciali, alle istituzioni e alle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che siano titolari di affidamenti diretti di servizi senza gara, ovvero che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale ne' commerciale, ovvero che svolgano attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica inserite nel conto economico   consolidato   della   pubblica   amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Si applicano, altresì, le disposizioni che stabiliscono, a carico delle rispettive pubbliche amministrazioni locali, obblighi di contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitaria e per consulenze, attraverso misure di estensione al personale dei soggetti medesimi della vigente normativa in materia di vincoli alla retribuzione individuale e alla retribuzione accessoria. A tal fine, su atto di indirizzo dell'ente controllante, nella contrattazione di secondo livello è stabilita la concreta applicazione dei citati vincoli alla retribuzione individuale e alla retribuzione accessoria, fermo restando il contratto nazionale di lavoro vigente alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 76, comma 7, del presente decreto, le società che gestiscono servizi pubblici locali a rilevanza economica sono escluse dall'applicazione diretta dei vincoli previsti dal presente articolo. Per queste società, l'ente locale controllante, nell'esercizio delle prerogative e dei poteri di controllo, stabilisce modalità e applicazione dei citati vincoli assunzionali e di contenimento delle politiche retributive, che verranno adottate con propri provvedimenti. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 76, comma 7, del presente decreto, gli enti locali di riferimento possono escludere, con propria   motivata deliberazione, dal regime limitativo le assunzioni di personale per le singole aziende speciali e istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, scolastici e per   l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e le farmacie, fermo restando l'obbligo di garantire il raggiungimento degli obiettivi di risparmio e di contenimento della spesa di personale".

Con altra deliberazione, la medesima Sezione (cfr. Lombardia/22/2014/PAR del 17 gennaio 2014), aveva già statuito che "alla luce del secondo periodo della norma testè richiamata, i principi giurisprudenziali elaborati e di cui si è sin qui detto sono ancora pienamente applicabili alla fattispecie della spesa per il personale delle società pubbliche." Tuttavia, laddove il contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura indennitaria e retributiva interessa una società che gestisce servizi pubblici locali a rilevanza economica, ci si deve riferire al quarto periodo dell"art. 18, comma 2 bis, D.L. n. 112/08. Da ciò consegue che ai dipendenti delle società che gestiscono i servizi pubblici locali a rilevanza economica non si applicano più direttamente i vincoli de quibus. La spesa per il personale dei dipendenti della società concorre al rispetto dei vincoli di finanza pubblica imposti all"ente locale. E" dunque l"ente locale responsabile e tenuto, nell"ambito dei poteri di direzione e controllo, ad assicurare il rispetto del vincolo di spesa per il personale complessivamente fissato dall'art. 76, comma 7, del D.L. n. 112/08, nonché ad assicurare che consolidando la spesa per il personale della società partecipata a quella dell"ente locale vengano raggiunti i risultati di contenimento della dinamica retributiva individuale e complessiva del personale.

E" opportuno segnalare che questo specifico dovere dell"ente locale di contenere e monitorare la dinamica retributiva dei dipendenti della società si inquadra nei controlli che l"ente locale deve esercitare sulle società partecipate così come previsti dall"art.147-quater TUEL (introdotto dal D.L. n. 174/12, conv. nella l. n. 213/12). Infatti, alla stregua della norma da ultimo richiamata, l'ente locale definisce, secondo la propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società partecipate e detti controlli sono esercitati "dalle strutture proprie dell'ente locale, che ne sono responsabili".

Il combinato disposto dell"art. 147-quater TUEL e delle disposizioni introdotte dalla legge di Stabilità 2014 definiscono un quadro normativo ed istituzionale di riferimento in cui le deroghe che fino all"anno scorso potevano ancora prevedersi in ordine a talune attività svolte dalle società partecipate sono state "superate" e sostituite da una generalizzato obbligo di controllo e supervisione da parte degli enti locali, ai quali le società in house e partecipate in generale devono riferire le proprie scelte assunzionali e retributive.



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