Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-04-23

SOCIETA PARTECIPATE: GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI O DEL G.O.? – Cass. S.U. 5848/15 – Alceste SANTUARI

Le società partecipate possono chiedere i danni cagionati al patrimonio delle stesse agli amministratori

Quale la giurisdizione cui fare riferimento?

La Cassazione ribadisce il principio che se non trattasi di società in house la giurisdizione spetti al g.o.

La Corte di Cassazione, SS.UU., con ordinanza 24 marzo 2015, n. 5848, ha nuovamente affrontato (per precedenti sentenze si vedano i contributi pubblicati su questo sito) la questione relativa alla giurisdizione competente in materia di società partecipate e in house.

Il caso di specie vede una società, all"epoca dei fatti configurata quale società partecipata e successivamente, attraverso apposite modifiche statutarie divenuta società in house, rivolgersi agli amministratori e ai sindaci del tempo per vedersi riconosciuti i danni causati al patrimonio della società medesima dalla loro condotta (mala gestio e omesso controllo sull'operato dei medesimi amministratori).

Alcuni tra i convenuti, costituitisi in giudizio, hanno eccepito il difetto di giurisdizione del tribunale assumendo che la società, in quanto totalitariamente partecipata dal Comune, destinata allo svolgimento di servizi pubblici essenziali e sottoposta al penetrante controllo dell'ente pubblico partecipante, avrebbe i connotati di una società in house, onde l'azione di responsabilità nei confronti dei suoi organi sarebbe esperibile solo dinanzi alla Corte dei conti ad opera del Procuratore della Repubblica presso detta corte.

Pertanto, la società attrice ha proposto alle sezioni unite di questa corte istanza per regolamento di giurisdizione a norma dell'articolo 41 c.p.c..

Preme evidenziare che il Procuratore generale ha chiesto che il ricorso per regolamento sia dichiarato inammissibile atteso che "tra l'azione erariale proponibile dinanzi alla Corte dei conti e l'azione sociale di responsabilità esperibile nei confronti degli organi di società a norma del codice civile non sussista un rapporto di esclusività, bensì di alternatività, onde l'eventuale interferenza reciproca tra le due azioni potrebbe riflettersi sulla loro proponibilità ma non darebbe luogo ad una questione di giurisdizione".

Le SS.UU. hanno evidenziato quanto segue:

  1. "la giurisprudenza di questa sezioni unite é ferma nel sostenere che giurisdizione penale e civile, da un lato, e giurisdizione contabile, dall'altro, sono reciprocamente indipendenti nei loro profili istituzionali, anche quando investono un medesimo fatto materiale";
  2. conseguentemente, l'eventuale interferenza che può determinarsi tra i relativi giudizi pone esclusivamente un problema di proponibilità dell'azione (nonché di eventuale osservanza del principio del ne bis in idem), senza dar luogo a questione di giurisdizione (sul punto, si veda SS.UU. n. 26659 del 2014);
  3. tuttavia, poiché la difesa di alcuni dei convenuti in giudizio dinanzi al tribunale ha eccepito il difetto di giurisdizione di quel giudice, assumendo di essere in presenza di una situazione che comporterebbe la giurisdizione esclusiva del giudice contabile, fondato o meno che sia tale assunto, le SS.UU. devono dare una risposta alla questione posta.

Alla luce di queste premesse, i giudici hanno quindi ritenuto necessario verificare se l'azione sociale di responsabilità proposta nei confronti di amministratori e sindaci di una società per azioni partecipata da un ente pubblico territoriale, che per quel medesimo ente svolge servizi pubblici essenziali, competa o meno al giudice ordinario.

La Cassazione ha considerato che "competa al giudice ordinario la giurisdizione in ordine ad azioni di tal fatta, ancorché la società danneggiata sia partecipata dallo Stato o da altri enti pubblici, bastando a tal riguardo osservare che tali società non si sottraggono alla disciplina dettata dal codice civile, se non espressamente derogata, come agevolmente può arguirsi dall'articolo 2449 c.c. e come anche in tempi più recenti e' confermato dall'espressa indicazione contenuta nel Decreto Legge n. 95 del 2012, articolo 4, comma 13 (convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135) secondo cui "per quanto non diversamente stabilito e salvo deroghe espresse, si applica comunque (alle società a partecipazione pubblica) la disciplina del codice civile in materia di società di capitali".

Le Sezioni Unite hanno dunque riconosciuto che l""ovvia giurisdizione" del giudice ordinario "in ordine alle azioni sociali di responsabilità esperibili a norma degli articoli 2392 e 2393 c.c., ma anche l'esclusione della giurisdizione della Corte di conti riguardo alle azioni per danno erariale intentate dal Procuratore della Repubblica presso detta corte nei confronti degli organi sociali cui venga addebitato di aver arrecato danno al patrimonio della società, stante l'impossibilita' di configurare l'esistenza sia di un rapporto di servizio direttamente intercorrente tra i medesimi organi della società e la pubblica amministrazione sia di un danno erariale riferibile in via diretta al patrimonio dell'amministrazione medesima (si veda Sez. un. n. 26806 del 2009 e le numerose altre pronunce conformi che vi hanno fatto seguito)".

Per contro, la Cassazione ha evidenziato che sussista la giurisdizione del giudice contabile nel caso delle società in house providing, "per tali intendendosi quelle le cui azioni non possono per statuto appartenere neppure in parte a soci privati, il cui oggetto sociale prevede un'attività da prestare prevalentemente in favore dell'ente pubblico partecipante e che, sempre in base ad apposite previsioni statutarie, sono assoggettate ad una minuziosa forma di controllo da parte del socio pubblico così da implicare una subordinazione dei suoi organi amministrativi alla volontà di quello al punto da renderle assimilabili ad una sua articolazione interna (si veda, per tutte, Sez. un. n. 26283 del 2013)".

E comunque la Corte non ritiene "sufficiente che, in una determinata situazione, sia ravvisabile la giurisdizione della Corte dei conti per escludere che sussista anche la giurisdizione del tribunale civile".

Pertanto, l"azione di responsabilità promossa nei confronti di amministratori di società partecipate dagli enti locali ma non configurabili come "in house providing", i cui tratti "inconfondibili" devono poter essere reperiti nello statuto sociale, deve essere legittimamente riferita alla giurisdizione del giudice ordinario.

La sentenza in commento, se possibile, evidenzia la necessità di pervenire a livello normativo ad una più chiara distinzione – come recentemente è stato efficacemente segnalato dal "manifesto per una riforma di sistema delle società a partecipazione pubblica" redatto dai proff. Perfetti, Maltoni, Goisis e Antonioli, tra società partecipate e società in house, anche per evitare dannose equiparazioni tra istituti giuridico-organizzativi.



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