Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-09-12

SOCIETA PARTECIPATE (IN DEFICIT) E DOVERE DI CONTROLLO DEGLI ENTI LOCALI – Corte Conti Lazio 142/15 – Alceste SANTUARI

Rapporti tra società partecipate ed enti locali: società holding e controllate

Società in liquidazione

L"ente locale deve svolgere un controllo reale sulle società partecipate

La Corte dei conti, Sezione di controllo per il Lazio, con la delibera 142/2015/PRSP affronta, tra le criticità emerse nella gestione di un comune, anche quella riguardante il rapporto tra il comune medesimo e le società partecipate. Nel caso di specie, si tratta di una configurazione organizzativa strutturata in base al modello della società holding con socio unico, dalla quale dipendono tre società operative che gestiscono il servizio idrico, la mobilità, l"igiene ambientale, i servizi cimiteriali, la manutenzione del verde pubblico, le farmacie comunali e i servizi di assistenza scolastica ai bambini disabili. Accanto alla holding che gestisce i servizi opera anche una società immobiliare, anch"essa partecipata in forma totalitaria dal comune – che gestisce le infrastrutture dei servizi a rete.

Tutte le società partecipate sono in liquidazione a causa delle ingenti perdite fatte registrare nel corso della gestione delle attività sia sotto il profilo gestionale sia sotto quello patrimoniale e che si sono protratte per un lungo periodo di tempo, mettendo a rischio la stessa continuità operativa dei servizi pubblici locali erogati.

Le voci più significative delle perdite accumulate riguardano il costo del personale (sovradimensionato in termini numerici e di stipendi) e il mantenimento delle tariffe a livelli molto bassi. A fronte di questa situazione, nel piano di razionalizzazione approvato dall"ente locale ex art. 1, commi 611 e seguenti, l. 190/2014, l"amministrazione comunale ha previsto una serie di operazioni straordinarie, tra cui la presentazione di domande di concordato e/o nuovi piani ex art. 182-bis della l. fallimentare per il gruppo societario avanti al Tribunale, con l"ipotesi di costituire una nuova società, in esito ad un piano industriale in equilibrio per ciascun servizio erogato.

In questo contesto, la Sezione di controllo censura alcune condotte inadeguate poste in essere da parte degli amministratori dell"ente locale controllante, che di seguito si intende richiamare:

  1. Nei bilanci approvati negli anni passati non si trova traccia di accantonamenti o riserve che sarebbero stati utili ad affrontare lo stato debitorio delle società partecipate;
  2. Una simile condotta avrebbe potuto essere utile anche ai fini dell"eventuale applicazione dell"art. 194, comma 1, lett. c) del Tuel, che prevede che possa essere riconosciuta come debito fuori bilancio la "ricapitalizzazione di società di capitali costituite per l"esercizio di servizi pubblici locali" da parte dei soci;
  3. Ai sensi del d.l. 174/2012, conv, in l. n. 21/2012, che ha modificato innovandolo il sistema dei sub-controlli sulle società partecipate di cui all"art. 147-quater TUEL, l"ente locale avrebbe dovuto svolgere un maggiore e più efficace controllo sugli organismi strumentali.

Al riguardo, la Sezione ha evidenziato che "l"esigenza di un miglior controllo dell"andamento economico-patrimoniale delle società partecipate è stata avvertita fortemente dal legislatore negli ultimi anni, anche alla luce del ripetersi in molti comuni di fenomeni simili a quello presente".

In altri termini, agli enti locali spetta vigilare in modo costante e attraverso modalità che l"ordinamento oggi mette a disposizione sull"azione delle società dagli stessi partecipati/controllati, in un"ottica di miglioramento del servizio all"utenza.



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