Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-03-13

SOCIETA PARTECIPATE: LIQUIDAZIONE E DEBITI PER LENTE LOCALE – Corte Conti Piemonte 14/2016

Un comune si pone il problema di come affrontare l'impatto in bilancio nel caso di fallimento della partecipata, e interpella la Sezione per sapere se l'ente possa legittimamente procedere alla copertura del deficit, nei termini proposti dal liquidatore.

La Corte dei Conti, sezione di controllo per il Piemonte, con la deliberazione n. 14/2016/PAR del 18 febbraio 2016, ha affrontato il caso di un comune in dissesto.

Il comune partecipava in via totalitaria ad una società costituita per realizzare operazioni di cartolarizzazione di immobili comunali ad essa conferiti dall'ente locale. A suo tempo, il comune socio aveva prestato una garanzia reale mediante pegno su quote della società medesima nei confronti degli istituti finanziatori e della società interamente partecipata. La società è stata posta in stato liquidazione e il patrimonio sociale, anche a seguito della necessaria e prudenziale svalutazione degli immobili di proprietà, non è in grado di garantire la chiusura della fase di liquidazione in pareggio, attesa la registrazione da parte del liquidatore di un considerevole deficit nel corso della relativa procedura. Per evitare il fallimento, il liquidatore ha quindi proposto all'ente locale un piano di liquidazione che suddivide il suddetto deficit in 10 anni, con l'onere per l'ente stesso, in qualità di socio unico, di farsi carico delle occorrenti risorse finanziarie.

In considerazione delle garanzie prestate alla società, il comune si pone il problema di come affrontare l'impatto in bilancio nel caso di fallimento della partecipata, e interpella la Sezione per sapere se l'ente possa legittimamente procedere alla copertura del deficit, nei termini proposti dal liquidatore. Sul punto, i giudici contabili piemontesi hanno precista quanto segue:

-) nel caso di escussione della garanzia reale prestata dall'ente, la responsabilità patrimoniale non può che essere limitata al bene prestato in garanzia;

-) da ciò consegue che in tale ipotesi l'impatto sul bilancio del Comune è riconducibile alla diminuzione patrimoniale consistente nell'espropriazione forzata della partecipazione societaria (il cui valore, peraltro, è già stato oggetto di svalutazione);

-) il potere d'intervento del socio pubblico deve rispettare l'art. 6, comma 19, D.L. n. 78 del 2010, convertito in L. 30 luglio 2010, n. 122, che fa divieto agli enti locali di effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, nonché di rilasciare garanzie a favore delle società partecipate che abbiano registrato perdite per 3 esercizi consecutivi;

-) in tale contesto, l'assunzione a carico del bilancio comunale del deficit della partecipata in liquidazione non può che rientrare nella fattispecie residuale dell'accollo da parte dell'ente del debito altrui;

-) l'accollo, secondo la definizione che di tale istituto si ricava dall'art. 1273 c.c., è il contratto tra il debitore (accollato) e un terzo (accollante) in virtù del quale quest'ultimo si assume un debito del primo verso un creditore (accollatario);

-) l'accollo dell'ente deve rispondere al perseguimento di un rilevante e preminente interesse pubblico, "la cui esistenza va motivata alla luce degli scopi istituzionali e della necessità di perseguire i canoni di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.; artt. 1 e 3, L. n. 241 del 1990), soprattutto, in termini di razionalità economica" (ex multis: Sezione di controllo Lombardia, Delib. n. 30/2015/PAR).

Alla luce di quanto sopra espresso, risulta evidente che in capo agli amministratori locali grava una responsabilità significativa, poiché essi sono chiamati ad assumere decisioni anche in ordine ad un organismo partecipato in fallimento. Sul punto, giova ricordare che l"art. 14 del Testo Unico sulle partecipate stabilisce che "le società a partecipazione pubblica sono soggette alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo".



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