Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2015-01-21

SOCIETA PARTECIPATE: NESSUNA DEROGA PER LE SPESE DEL PERSONALE- Alceste SANTUARI

Le società pubbliche sono chiamate da tempo a rispettare i vincoli relativi alle assunzioni di personale

Le recenti modifiche introdotte nella normativa speciale hanno rafforzato il potere di controllo da parte degli enti locali proprietari/partecipanti

La Corte dei conti, nelle due deliberazioni in commento, ha ribadito che, nonostante modifiche qualitative ovvero soggettive che possano intervenire nelle società, il rispetto dei vincoli deve essere sempre garantito

Nell"ambito del contesto normativo delineato dall"art. 18, comma 2-bis, d.l. 112/2008, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, due deliberazioni della Corte dei Conti, rispettivamente della sezione regionale di controllo per

la Regione Campania (15 dicembre 2014, n. 254) e per la Regione Toscana (7 gennaio 2015, n. 1) hanno confermato il principio che non ammette deroghe in materia di costi derivanti da assunzioni di personale negli organismi partecipati.

La Sezione di controllo campana ha affrontato un quesito proveniente da un sindaco che chiedeva "se i dipendenti della società in house, interamente controllata da enti pubblici, sono soggetti al "blocco" dei contratti, come i dipendenti degli enti locali, sia per la retribuzione individuale che per la retribuzione accessoria nel rispetto dei vincoli della spesa del personale nonostante la sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro (Federambiente)".

I giudici contabili campani confermano l"obbligo partecipativo degli enti locali e dei loro organismi partecipati al contenimento dei costi del personale di questi ultimi. Richiamando le disposizioni contenute, da ultimo, nei d.l. 66/2014 e 90/2014, la Corte, pur evidenziando l"intervenuta eliminazione della immediata e diretta applicazione alla aziende speciali, istituzioni e società a partecipazione pubblica, di alcuni tipi di vincoli alle assunzioni e alle spese di personale previsti per le P.A. di riferimento, ribadisce che il pur complesso set normativo impone al rispetto dell" "inequivocabile principio della riduzione dei costi del personale degli organismi partecipati dagli enti pubblici, sia in termini di contenimento degli oneri contrattuali che di quelli derivanti da assunzioni di personale, in armonia con quanto disposto, in via generale, negli anni, in tema di riduzione globale della spesa pubblica".

Ricordando che a seguito delle ultime modifiche legislative, gli enti locali dispongono di un "apparato" di modalità esecutive attraverso cui esercitare il controllo sui propri organismi partecipati (definizione di un atto di indirizzo e successiva adozione dello stesso con propri atti interni da parte degli enti controllati), la Corte sottolinea che "tale previsione [è] ben più pregnante di quanto fino ad oggi predisposto in tema di riduzione dei costi del personale dei soggetti partecipati dagli enti pubblici, obbligando sia gli uni che gli altri (controllanti e controllati) ad una seria valutazione della propria situazione economico-finanziaria, nonché delle reali e concrete necessità che a ciascuno di essi fanno capo, facendo emergere la responsabilità di ciascuno nel caso di mancata attuazione delle misure che conformino i propri costi in maniera coerente con la qualità dei servizi prestati".

Alla luce di quanto sopra espresso, la Sezione di controllo conclude dunque che gli enti pubblici controllanti siano chiamati ad una "operazione" di contenimento dei costi relativi all"assunzione del personale negli organismi partecipati. Le P.A. sono, in questo senso, chiamate – "in conformità alle esigenze di razionalizzazione e di economicità nella gestione di risorse pubbliche" ad applicare in modo coerente, completo e motivato i principi di "sana gestione e di contenimento della spesa, mediante una previa valutazione di tutte le relative implicazioni, sia in termini di effettiva economicità, sia sotto il profilo dell"efficienza e del buon andamento dell"attività di amministrazione di che trattasi".

La Sezione di controllo per la Regione Toscana é inervenuta in merito alla richiesta di parere formulata da un comune in ordine ad una società in house che gestisce il servizio di rifiuti, per la quale si richiedeva la possibilità di derogare la principio della riduzione dei costi del personale. Nel caso di specie, il sindaco evidenziava che:

a) si è modificato il servizio, nel senso che esso costa di più in quanto si è passati dalla raccolta stradale alla più onerosa raccolta domiciliare dei rifiuti;

b) che nella compagine societaria ha fatto ingresso un nuovo comune, con conseguente assunzione del personale a tempo indeterminato impiegato nel servizio di raccolta rifiuti presso il relativo territorio.

Avuto riguardo ai quesiti posti dal comune, i giudici contabili hanno ribadito quanto segue:

  1. atteso che il servizio di raccolta di rifiuti rientra nel "novero delle attività essenziali dell"Ente poiché indirizzata a garantire l"igiene e la sanità pubblica", compete al comune individuare, "mediante idonei atti di indirizzo contemperare l"esigenza di contenimento della spesa con l"erogazione di prestazioni comunque soddisfacenti per la collettività";
  2. "l"ingresso di un nuovo socio in una società preesistente non integra, di per sé, gli estremi di una circostanza tale da giustificare l"aumento del personale in servizio alla società";

La Sezione toscana confermando l"orientamento della Sezione campana "rilancia" la responsabilità in capo agli enti controllanti, ritenuti, oggi più che in passato, alla luce delle recenti novità normative, responsabili principali dell"azione e delle performances delle società pubbliche da essi partecipate e/o controllate.



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