Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2014-12-15

SOCIETA PARTECIPATE: OBBLIGO PER GLI ENTI LOCALI DI CONTABILIZZARE LE PERDITE – Alceste SANTUARI

Pubblica amministrazione

Gli enti locali controllanti sono sempre più responsabili delle loro società partecipate

A partire da gennaio 2015, gli enti locali dovranno contabilizzare i crediti e le perdite delle società

In una fase storico-normativa in cui (per l"ennesima volta) in una legge (ddl Stabilità 2015) si pone mano alla disciplina degli organismi partecipati, forse risulta opportuno ricordare che l"art. 1, commi 550-552, della legge di Stabilità 2014 (l. n. 147/2013) ha stabilito che gli enti locali, a partire dal 2015, devono provvedere a precipui accantonamenti di bilancio a fronte delle perdite delle società partecipate.

Nell"ottica del consolidamento del bilancio tra ente locale proprietario e/o controllante e la società partecipata/controllata, la disposizione di cui all"art. 1 sopra citato stabilisce un"applicazione di tale obbligo in forma parziale e graduale nel tempo. Si tratta di un"applicazione parziale in quanto per i servizi pubblici locali a rete il riferimento da utilizzare è la differenza tra valore e costi della produzione, differenza che dovrebbe determinare un valore meno negativo. E" poi un"applicazione graduale nel tempo, atteso che la norma dispone che l"obbligo per gli enti locali si differenzia a seconda che le società siano performanti (risultati positivi) ovvero non performanti (risultati negativi). Nel caso di risultati positivi, ossia quello relativo alle società/aziende pubbliche che passano da un utile ad una perdita ovvero che hanno una perdita superiore a quella media riferita al triennio 2011-2013, si applica il seguente meccanismo: nel preventivo per il 2015 l"ente locale accantonerà il 25% della perdita di esercizio della società riferita al 2014, nel 2016 il 50% e nel 2017 il 75%. Così facendo, si arriverà a regime a partire dal 2018.

Cosa accade invece per quelle società che registrano una perdita media nel triennio 2011-2013 superiore a quella del bilancio di esercizio 2014? In questo caso, l"accantonamento deve corrispondere ad "una somma pari alla differenza tra il risultato conseguito nell"esercizio precedente e il risultato medio 2011-2013 migliorato, rispettivamente, del 25% per il 2015 e del 75% per il 2016".

Tutto ciò deve avvenire già in sede di preventivo che presuppone che l"ente locale conosca e sia in possesso delle informazioni rilevanti riguardanti la società partecipata. Non è immaginabile, al riguardo, una situazione di non conoscenza da parte dell"ente locale delle vicende societarie, in specie se si pone a mente che nei comuni sopra i 15.000 abitanti esiste l"obbligo di attivare i controlli sulle partecipate previsti dall"art. 147-quater del d.l. 174/2012. Negli altri casi, si dovrà procedere ad una valutazione non appena all"ente locale siano messi a disposizione i bilanci della società partecipata.

Come sottolineato in apertura del presente contributo, si tratta di una disposizione che integra un vero e proprio controllo sui costi e i risultati (ivi comprese le perdite eventualmente conseguenti) da parte degli enti locali sulle società partecipate. Si conferma, dunque, il legame stringente e funzionale tra società partecipate/controllate ed ente locale territoriale. Il secondo è chiamato a monitorare l"attività e gli interventi delle prime, assumendosi "in proprio" anche i risultati negativi, che dovranno pertanto trovare una specifica collocazione nel bilancio dell"ente controllante.

Gli enti locali e le società partecipate sono, conseguentemente, "destinati" a cooperare e condividere i loro percorsi, in specie in funzione dell"erogazione del servizio all"utenza, vero e proprio obbligo istituzionale degli enti locali realizzato, laddove si è optato per questa formula, attraverso l"impiego di società "ad hoc".



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