Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-09-11

SOCIETA PARTECIPATE: PIANI DI RIENTRO, RAZIONALIZZAZIONI, COMMISSARIAMENTI. UNA BREVE SINTESI DELLA NORMATIVA – Alceste SANTUARI

Nel corso degli ultimi anni, il legislatore ha approvato una serie di misure volte a "sfoltire" la platea delle società in mano pubblica

In particolare, tra le norme, si ricordano quelle finalizzate a "chiudere" le società

Di seguito, si riporta una breve sintesi delle principali disposizioni normative in materia

L"art. 3, comma 27, l. 244/2007 (legge finanziaria 2008), al fine di delimitare il campo di azione delle società partecipate nell"ambito del confine dei compiti istituzionali degli enti locali, aveva disposto che "al fine di tutelare la concorrenza e il mercato", le P.A. "non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società". La disposizione testé citata aveva dunque l"obiettivo di costringere gli enti locali ad "occuparsi" di interventi e settori riconducibili in modo chiaro alle responsabilità istituzionali degli stessi.

In seguito, anche a seguito di una scarsa "compliance" con la previsione approvata nel 2007, l"art. 1, comma 569 della l. 147/2013 (legge di stabilità 2014) aveva fissato al 31 dicembre 2014 il nuovo termine per procedere alla dismissione delle partecipazioni non consentite. All"uopo, la norma aveva stabilito che in caso di inottemperanza le società si dovevano considerare "cessate" ex lege, con successiva liquidazione in denaro del valore delle quote al socio cessato, a cura della società interessata, entro i successivi dodici mesi.

A parziale integrazione della disposizione sopra richiamata si rammenta che il d.l. n. 16/2014, convertito in legge 2 maggio 2014, n. 68, ha modificato l"art. 1 della l. 147/2013 con il comma 568-bis, in base al quale gli enti locali che abbiano deliberato, entro il 5 marzo 2015, lo scioglimento ovvero l"alienazione con gara pubblica delle relative società partecipate dirette o indirette, possono godere di speciali agevolazioni fiscali. I dodici mesi originari per poter fruire delle agevolazioni fiscali sono stati prorogati a 24 con il comma 616 dell"art. 1, l. 190/2014). Il periodo si calcola dall"entrata in vigore del comma 568-bis dell"art. 1 della l. 147/2013: siccome il comma 568-bis è stato introdotto con la legge di conversione del d.l. 16/2014 e cioè con la l. 2 maggio 2014, n. 68, che è entrata in vigore il 6 maggio 2014, è da ritenere che, per poter usufruire del beneficio in questione, lo scioglimento della società debba essere deliberato al più tardi entro il 6 maggio 2016. L"esenzione si estende a imposte sui redditi e IRAP. Non si estende all'IVA, eventualmente dovuta. Le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.

A ciò si aggiunga che il comma 563 dell"art. 1 della l. 147/2013 dispone altresì che ricorrendo le condizioni sopra descritte il personale delle società interessate dalle operazioni di scioglimento/alienazione viene ammesso di diritto alle procedure di mobilità del personale tra le partecipate.

Nel 2014, si ricorderà che l"allora commissario straordinario alla revisione della spesa pubblica, Cottarelli, aveva predisposto un piano di razionalizzazione della partecipazioni locali.

In parte, la legge di stabilità 2015 (l. 190/2014) ha recepito qualche indirizzo contenuto in quel piano di razionalizzazione, stabilendo all"art. 1, commi 611 e seguenti un processo di razionalizzazione (ancora in progress) delle partecipazioni societarie, dirette e indirette, degli enti locali.

Nel contesto normativo sopra sinteticamente descritto, si collocano ora gli artt. 18 e 19 della riforma della P.A. (l. n. 124/2015: in argomento si vedano i miei contributi pubblicati su questo sito). Preme evidenziare che le disposizioni contenute nella legge delega non ribadiscono soltanto criteri direttivi già noti, ma introducono una importante novità in materia di società partecipate. Si tratta, infatti, dei piani di rientro per le società con bilanci in disavanzo con eventuale commissariamento (art. 18, comma 1, lett. i).

Questo quanto indicato nella legge delega: ora si attendono i decreti legislativi del Governo per verificare come i criteri direttivi potranno essere attuati dagli enti locali.

Nel frattempo, da ultimo, si ricorda che gli enti locali, entro il 31 marzo 2016, dovranno comunicare alla Sezione regionale per il controllo della Corte dei Conti la loro volontà in ordine al mantenimento o meno delle partecipazioni nelle società di cui alla ricognizione contenuta nei piani di razionalizzazione che sono stati approvati entro il 31 marzo 2015.



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