Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2016-01-16

SOCIETA PARTECIPATE: SI ALLA REVISIONE DEL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE, MA.. – Corte Conti E-R 4/16- Alceste Santuari

I piani operativi di razionalizzazione delle società possono essere aggiornati

Agli enti è rimessa la valutazione circa il mantenimento o meno della partecipazione

L"indispensabilità della partecipazione deve essere adeguatamente motivata

Con la deliberazione del 12 gennaio 2016, n. 4, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti dell"Emilia-Romagna ha risposto ad un quesito posto dal presidente della Provincia di Piacenza circa la possibilità di modificare il piano di razionalizzazione delle società partecipate già approvato. In particolare, il Presidente della Provincia ha chiesto se sia possibile modificare il già approvato piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni, in assenza di specifiche indicazioni da parte del legislatore, nel contesto delle nuove attribuzioni di funzioni e deleghe previsto dal legislatore in favore delle province. Nel caso di specie, si tratta della dismissione della partecipazione della Provincia in Piacenza Expo spa, che ha come finalità l"organizzazione e la gestione di eventi fieristici e, più in generale, l"attività di promozione nel settore economico-produttivo e in quello del turismo.

Si noti che il legislatore regionale, con legge 30 luglio 2015, n. 13 (recante la "Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, province, comuni e loro unioni"), ha definito il nuovo ruolo dei livelli istituzionali, attribuendo alle province compiti e funzioni definiti per settori organici di materia. In particolare, alle province sono state assegnate anche funzioni in materia di turismo.

Alla luce di questo mutato contesto istituzionale, il Presidente istante giudica la partecipazione alla Piacenza Expo spa, "indispensabile al perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Pertanto, chiede se sia possibile legittimamente modificare il piano in argomento limitatamente alla partecipazione azionaria sopramenzionata."

Dopo aver ricostruito il quadro normativo relativo alle partecipazioni societarie degli enti locali territoriali e aver richiamato, quale elemento di confronto rispetto alla fattispecie trattata, la deliberazione della Sezione regionale di controllo per il Veneto, n. 205/2015/PAR, i giudici contabili emiliano-romagnoli, alla luce di quanto sopra espresso, hanno ribadito che "in assenza di specifiche indicazioni da parte del legislatore statale," si può ritenere "che il piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie possa essere aggiornato a fronte di normative sopravvenute che modifichino le competenze dell"ente; ciò allo scopo di meglio contestualizzarlo."

Una volta chiarita la possibilità di intervenire a modificare le opzioni originariamente effettuate da parte degli enti locali, la Sezione ribadisce che, comunque, "è rimesso all"ente l"accertamento della concreta sussistenza dei presupposti che legittimerebbero il mantenimento della partecipazione societaria in argomento". Ne consegue che l"ente locale deve poter dimostrare, giustificare e sostenere in modo adeguato (e convincente) "l"indispensabilità" della partecipazione societaria al perseguimento delle finalità istituzionali dell"ente (argomento ampiamente dibattuto in un interessante e partecipato Convegno organizzato dal Dipartimento di Economia e Management dell"Università di Ferrara il 15 gennaio 2016, durante il quale accademici, rappresentanti dell'ANAC, giudici della Corte dei Conti, esperti e dirigenti si sono confrontati sulle questioni legate ai piani di razionalizzazione e alle misure anticorruzione ). In altri termini, non basta che sia intervenuta una norma a modificare la competenza dell"ente locale perché quest"ultimo naturaliter possa considerare legittima la partecipazione societaria.

Ancora una volta, la Corte dei Conti si preoccupa di richiamare gli aspetti qualitativi e non quantitativi delle partecipazioni societarie degli enti locali. Un orientamento questo che sembra risultare confermato nelle bozze dei decreti legislativi attuativi della "riforma Madia", all"attenzione per l"approvazione in un prossimo Consiglio dei Ministri, nei quali, non soltanto viene confermata la piena legittimità degli enti locali a costituire/mantenere/partecipare ad organismi strumentali (societari e non), ma viene anche ribadita la necessità che le scelte siano qualitativamente ponderate e adeguatamente motivate.



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