Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-10-21

Società pubbliche e inconferibilità – ANAC 965/16 – Alceste Santuari

Sussiste una causa di inconferibilità dell"incarico all"amministratore unico di una società in house che abbia fino a poco tempo prima svolto il medesimo ruolo per un"analoga società nella stessa regione

Una società in house, interamente partecipata da enti locali territoriali, che gestisce il ciclo dei rifiuti nomina quale amministratore unico una persona che ha fino ad epoca recente svolto il medesimo ruolo in altra società in controllo pubblico nella stessa regione. Sul punto è stato chiesto un parare all"ANAC circa la possibile inconferibilità dell"incarico alla persona designata.

A sostegno della legittimità della nomina, sono state fornite, tra le altre, le seguenti argomentazioni:

-) nell"incarico precedente a quello oggetto della richiesta di parere la persona svolgeva le funzioni di amministratore unico e non di presidente o amministratore delegato, come prevede l"art. 7, comma 2, d. lgs. n. 39/2013;

-) non trattasi di nomina proveniente direttamente da organi politici, in quanto essa è frutto dell"espressione dell"assemblea dei soci;

-) nel precedente incarico egli aveva delegato le sue funzioni al direttore generale, delega che è prevista anche nella società in cui la persona è stata nominata amministratore unico;

-) da ciò consegue che né nella precedente né nell"attuale società la persona svolgerà poteri gestionali diretti.

A seguito di ulteriore segnalazione, l"Autorità ha acquisito che al contrario di quanto statuito nella richiesta di parere, non è vero che l"amministratore unico non ha poteri gestionali diretti, poiché solo una parte delle funzioni è stata delegata.

Ai sensi dell"art. 16 del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, l"Autorità nazionale anticorruzione vigila sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al citato decreto, in tema di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, anche con l"esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi. Nell"ambito di questa competenza, con delibera n. 965 del 14 settembre 2016, l"Autorità ha rilasciato il proprio parere come segue:

-) la fattispecie all"esame dell"Autorità rientra in quelle di cui al d.lgs. 39/2013, poiché è inconferibile la carica di amministratore unico a colui il quale abbia ricoperto il medesimo ruolo in una ente di diritto privato in controllo pubblico che insiste nel territorio della stessa regione;

-) al fine di verificare la sopracitata situazione di inconferibilità, è necessario verificare i seguenti elementi: la carica di provenienza e l"attribuzione di poteri gestionali, la carica di destinazione e l"attribuzione di poteri gestionali, nonché l"effettiva accettazione dell"incarico di destinazione.

Per quanto attiene al primo profilo, l"ANAC ha evidenziato che la carica di amministratore unico è assimilabile a quella di presidente o di amministratore delegato di cui all"art. 7, comma 2. E ciò nel caso di specie è desumibile anche dalla previsione statutaria, in forza della quale "La società è amministrata a scelta dell"Assemblea dei soci o da un consiglio di amministrazione composto da tre a cinque membri, o da un amministratore unico, che assume in sé tutti i poteri e le funzioni spettanti al consiglio di amministrazione. […] All"amministratore unico si applicano tutte le norme previste nel presente statuto per il consiglio di amministrazione". In qualità di amministratore unico, che tiene luogo dei poteri che sarebbero attribuiti al consiglio di amministrazione in caso di conduzione collegiale, "non si impone quindi la necessità di una delega allo stesso, in quanto già titolare del relativo potere."

In ordine all"attribuzione di poteri gestionali a un procuratore, conferita con procura dall"amministratore unico al direttore generale, l"Autorità ha ritenuto di ribadire che a) non trattasi della totalità dei poteri; b) ad ogni modo, una delega generalizzata di tutti i poteri gestionali ordinari e straordinari sarebbe contraria alle previsioni statutarie e violerebbe il mandato conferito allo stesso dall"assemblea, che è l"unica titolare del potere di nomina dell"organo di gestione della società. In altri termini, l"amministratore unico, delegando interamente la gestione della società, eserciterebbe poteri di tassativa competenza dell"assemblea; c) la delega per procura non produce la perdita dei poteri in capo all"amministratore, il quale, quindi, continua a "disporne".

Per quanto riguarda la società, essa è una società in house, pertanto un soggetto di diritto privato in controllo pubblico e come tale rientrante nella previsione dell"art.1, comma 2, lett. c, d. lgs. n. 39/2013. In quest"ottica, come già ribadito sopra, la carica di Amministratore Unico è equiparabile a quella di presidente o amministratore delegato, così come peraltro emerge dallo statuto sociale.

Alla luce di quanto sopra brevemente descritto, l"ANAC ha dunque accertato la situazione di inconferibilità, con la conseguente nullità dell"incarico e l"avvio del procedimento per l"irrogazione della sanzione inibitoria a carico dell"organo conferente.



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