Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Santuari Alceste - 2015-03-01

SOCIETA PUBBLICHE E PERSONALE DIRIGENTE: COMPETENTE IL G.O. – Tar Lazio 3136/15 – Alceste SANTUARI

La società partecipata che assume si comporta come una società di diritto privato

La società partecipata dunque non è assimilabile ad una P.A.

Pertanto, non sussiste in materia di controversia relativa all"assunzione di personale le giurisdizione del giudice amministrativo

Il Tar Lazio, sez. I ter, con sentenza 23 febbraio 2015, n. 3136 ha ribadito che in caso di controversie di lavoro in una società a partecipazione pubblica competente a giudicare sia il giudice ordinario e non il giudice amministrativo.

Con delibera del Consiglio di amministrazione, una società partecipata ha adottato il Piano industriale 2013-2015, con la previsione anche di un articolato schema di macrostruttura, nel cui ambito ha previsto il reclutamento di tre risorse dirigenziali, destinate a rivestire i ruoli di responsabile, rispettivamente, delle aree Ingegneria, Legale e Gare e Contratti.

Successivamente, il Consiglio di amministrazione ha manifestato l"intenzione di procedere al reclutamento delle tre risorse dirigenziali sopra indicate, anche in considerazione del recente venir meno di un pari numero di dirigenti.

Nell"esercizio del controllo analogo preventivo, la Direzione regionale Trasporti del Dipartimento Istituzionale e Territorio della Regione ha espresso il proprio nulla osta alla scelta del Consiglio di amministrazione, conferendo delega all"Amministratore delegato per la selezione di una società specializzata con l"incarico di individuare i candidati idonei a ricoprire le posizioni dirigenziali.

Con un"altra delibera, il Consiglio, "a fronte delle mutate strategie aziendali[…]" ha revocato "la macrostruttura della Società, rideterminandone l"assetto," e "conseguentemente, ad ogni effetto [ha], revocato le deliberazioni relative alle selezioni per posizioni dirigenziali in precedenza assunte." Ciò conseguiva alla mancata approvazione del Piano industriale 2013-2015, da parte dell"Assemblea.

Contro la decisione del Consiglio ha proposto ricorso il vincitore della selezione per l"incarico dirigenziale.

I giudici amministrativi hanno posto la questione del difetto di giurisdizione del giudice adito, evidenziando che in forza dell"7, comma 1, c.p.a. "Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le controversie, nelle quali si faccia questione di interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, di diritti soggettivi, concernenti l"esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all"esercizio di tale potere, posti in essere da pubbliche amministrazioni".

Ha ribadito il Tar che secondo quanto disposto dall"art. 7 citato, "la giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo sussiste di fronte ad un atto che sia adottato: a) da una Pubblica Amministrazione; b) nell"esercizio di un potere amministrativo." Inoltre, la Sezione del Tar ha richiamato la previsione di cui all"art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, secondo la quale sono pubbliche amministrazioni "tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l"Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300".

Ne consegue che la società di cui trattasi "non rientra nel richiamato elenco delle pubbliche amministrazioni", in quanto:

1. essa è, "infatti, una società per azioni di diritto privato, non rilevando in contrario la circostanza di essere partecipata con capitali pubblici e di essere soggetta a varie forme di controllo ed indirizzi pubblici;

2. proprio per tale sua natura, non esercita potere amministrativo.

E alla società – hanno aggiunto i giudici amministrativi laziali – non può essere estesa la giurisdizione amministrativa atteso che la medesima società (cfr. art. 7, comma 2, c.p.a.) non è "equiparabile alle pubbliche amministrazioni, stante la sua natura di S.p.A.."

Il rapporto di lavoro che si instaura tra la società e i propri dipendenti non può essere dunque fatto rientrare nella materia del rapporto di lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche.

In proposito l"art. 63, comma 4, del citato d.lgs. n. 165/2001 attribuisce al giudice amministrativo la giurisdizione per "le controversie in materia di procedure concorsuali per l"assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni". "Anche in questo caso" – hanno segnalato i giudici amministrativi "verrebbe a mancare il requisito soggettivo della qualificazione come pubblica amministrazione del soggetto i cui atti vengono censurati, senza contare che qui si contesta la mancata assunzione del ricorrente come dirigente e, perciò, in sostanza il mancato conferimento di incarico dirigenziale e che proprio rispetto a tali atti la giurisdizione del giudice amministrativo recede comunque di fronte a quella del giudice ordinario."



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