Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2016-01-04

SOCIETA PUBBLICHE E PIANI DI RAZIONALIZZAZIONE: PERDITE E MICRO-PARTECIPAZIONI – Corte Conti Piemonte 170/15 – Alceste SANTUARI

La l. 190/2014 stabilisce che gli enti locali approvino un piano di razionalizzazione in ordine alle società partecipate

Il piano viene esaminato dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti

Il piano non può contenere un"indicazione generica di avvio di un"attività di revisione della spesa

La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per il Piemonte, con deliberazione n. 170 del 2 dicembre 2015, ha esaminato e respinto il piano di razionalizzazione di un comune. I giudici contabili hanno rilevato che:

-) non è assolutamente sufficiente che il piano preveda laconicamente l"avvio di un"attività di spending review (che, infatti, simile attività dovrebbe essere propria di qualunque avveduta gestione, specie laddove si utilizzino risorse derivanti dalla fiscalità e non capitali di rischio);

-) occorre un"analisi comparativa delle differenti opzioni percorribili attraverso l"applicazione di metodologie e criteri economico-finanziari volti alla minimizzazione dei costi di funzionamento, così da garantire, per lo meno, i medesimi risultati in termini di benefici sociali;

-) occorre la descrizione di scenari alternativi che permettano di individuare la migliore scelta adottabile, descrivendo, per ciascuna azione saranno delineate le modalità operative per l"attuazione, i tempi e i risparmi da conseguire;

-) in ordine ai costi dell"organo di amministrazione, ferma la necessaria indicazione analitica, il piano deve dare conto del rispetto delle normative in materia di organo di amministrazione, da ultimo i commi 4 e 5 dell"articolo 4 decreto n. 95/2012;

-) in tutti i casi in cui l"Ente pubblico decide di procedere alla soppressione di una società ovvero al recesso dalla stessa, alla dismissione della partecipazione o alla fusione di distinti soggetti è necessario che il piano fornisca concreti elementi circa la tempistica – ed i presumibili effetti – delle azioni poste in essere o da intraprendere. "Tale considerazione è imposta dal predicato di effettività che deve caratterizzare il piano e dalla circostanza che i risultati attesi dovranno poi essere confrontati con i risultati conseguiti come da relazione al 31 marzo del 2016.";

-) le informazioni sopra descritte devono trovare composizione non solo nel piano di razionalizzazione ma anche, e soprattutto, nella relazione tecnica che lo deve corredare ai sensi del comma 612. A riguardo della distinzione tra piano e relazione tecnica, la Sezione ha ribadito che "[m]entre il piano dovrebbe contenere una sintetica descrizione del contesto di riferimento, degli obiettivi perseguiti, dei risultati attesi, delle scelte di cessione, dismissione o liquidazione con indicazione delle motivazioni e delle tempistiche, delle azioni di contenimento dei costi, la relazione tecnica deve fornire tutte le informazioni analitiche a sostegno del piano stesso. Deve rappresentarne, in altri termini, la chiave di lettura tecnica." La relazione, pertanto, deve indicare, l"attività svolta, la quota di partecipazione, gli altri soci, i principali dati economici in un significativo arco temporale, la natura della società, il numero di amministratori e il numero di dipendenti, le modalità di esercizio del controllo, le modalità di affidamento dei servizi, l"analisi dei principali fattori di costo, il sistema di amministrazione e il relativo costo, l"analisi comparativa delle diverse opzioni prese in considerazione, al fine di comprendere il percorso motivazionale esposto nel piano di razionalizzazione. Sostengono i giudici contabili che "diversamente opinando, infatti, una scelta di mantenimento o di dismissione, un"azione di contenimento dei costi, non potranno mai ritenersi una scelta ponderata, che tale può essere solo se fondata su analisi analitiche e comparative."

Da ciò discende, come nel caso di specie, che "la mancanza di tale relazione rende" il piano di razionalizzazione "parzialmente lacunoso. Esso, infatti, per ciascuna delle 4 partecipazioni dirette detenute contiene alcune sommarie informazioni (quota di partecipazione, oggetto sociale, funzioni svolte, n. amministratori e dipendenti, risultato di esercizio, patrimonio netto, indebitamento e scelta di mantenimento) senza però un"analisi delle stesse. Non è sufficiente, per le ragioni anzi esposte, un mero elenco di dati numerici se poi non viene fornita una lettura degli stessi che giustifichi le opzioni possibili e indirizzi verso la più conveniente."

Tra le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti rispetto al piano di razionalizzazione elaborato dal comune, preme evidenziare quella relativa al fatto che i giudici contabili hanno inteso ricordare che "oltre ad essere contra legem, appare del tutto contrario al canone di efficienza il mantenimento di una struttura societaria per la gestione del medesimo servizio assicurato già da altra società partecipata dall"ente." Nel caso di specie, le società interessate da attività analoghe riguardano il ciclo di gestione delle acque: le fasi del medesimo ciclo di gestione delle acque dovrebbero essere svolte dal gestore scelto dall"autorità d"ambito. Anche in ragione del fatto che una delle due società abbia previsto, con il nuovo piano industriale, l"assorbimento delle attività svolte dall"altra conferma l"irregolarità dell"attuale situazione e fa giudicare la scelta come "illegittima e ingiustificata."

Da ultimo, come ricordato in apertura di questo contributo, la Sezione ha voluto rimarcare che "un altro aspetto di criticità del piano di razionalizzazione" deriva dal fatto che nelle direttive relative a tale società si fa riferimento ad "azioni di contenimento dei costi di gestione". A giudizio della Sezione regionale, "tale sintetica osservazione si pone in contrasto con l"essenza del piano di razionalizzazione e del criterio di contenimento dei costi sopra descritta: in mancanza di indicazioni analitiche, l"affermazione contenuta nel piano si pone alla stregua di mero proposito "elettorale", privo di qualunque contenuto concreto e certamente non in linea con la concezione del piano (e della relativa relazione) come strumento strettamente operativo."

Alla luce di quanto sopra richiamato, la Sezione ha ritenuto di esprimersi negativamente sul piano di razionalizzazione elaborato dall"ente locale, affermando che "il piano di razionalizzazione adottato dal comune[…] non contiene le informazioni fondamentali necessarie a renderlo uno strumento analisi e di effettiva razionalizzazione, così impedendo all"organo consiliare una ponderata scelta e alla Sezione un"adeguata verifica."



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