Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2014-08-12

SOCIETA PUBBLICHE: GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI? – Cass. SS.UU. 15594/14 – Alceste SANTUARI

La Suprema Corte, con sentenza 9 luglio 2014, n. 15594, è intervenuta ancora una volta sul rapporto tra società pubbliche e giurisdizione, affermando che, ricorrendo talune condizioni, la Corte dei Conti è competente in materia di società partecipate.

Nel caso di specie si tratta dell"Anas Spa e del responsabile della sezione impianti tecnologici della sede milanese della stessa società che, dopo aver subito una condanna penale per turbativa d'asta, corruzione e truffa in pregiudizio della medesima Anas, fu citato in giudizio dinanzi alla Sezione regionale della Corte dei conti per la Lombardia, che lo condannò, parzialmente in solido con altri corresponsabili, a risarcire sia i danni patrimoniali cagionati all'Anas con i suoi illegittimi comportamenti in occasione della concessione in appalto di lavori ad imprese private, sia quelli cagionati all'immagine del Ministero dell'economia e delle finanze, quale socio unico della stessa Anas. Contro la condanna erariale, il responsabile proponeva appello, che veniva rigettato dalla Sezione centrale della Corte dei conti. In particolare, i magistrati contabili respinsero "l'eccezione di difetto di giurisdizione, sollevata dalla difesa dell'appellante, affermando che l'Anas, pur nella veste formale di società azionaria assunta a partire dal 2002, ha sostanzialmente conservato i connotati di un ente di diritto pubblico, sia perchè destinata a svolgere funzioni di natura pubblica con modalità di tipo pubblicistico, sia perchè interamente partecipata e finanziata dallo Stato, soggetta alle regole della contabilità pubblica ed autorizzata ad avvalersi in giudizio della difesa erariale."

Avverso tale sentenza, il responsabile della società di cui sopra ha proposto ricorso alle Sezioni unite della Cassazione, "insistendo invece nel sostenere che l'Anas è una società di diritto privato e che, di conseguenza, la Corte dei conti è priva di giurisdizione quando si tratti di far valere la responsabilità di amministratori o dipendenti per danni cagionati al patrimonio di detta società." Il Procuratore generale presso la Corte dei conti ha resistito con controricorso.

La Suprema Corte ha richiamato i "numerosissimi" casi in cui le Sezioni unite hanno dovuto pronunciarsi sul tema della giurisdizione contabile nelle azioni di responsabilità per danni cagionati da organi o da dipendenti di società partecipate dallo Stato o da altri enti pubblici. In sintesi, la Corte ha ricordato che:

-) in ipotesi di danno arrecato al patrimonio sociale, avuto riguardo alla natura di ente privato della società ed all'autonomia giuridica e patrimoniale di essa rispetto al socio pubblico, la giurisdizione è stata attribuita al giudice ordinario, non essendo configurabile nè un rapporto di servizio tra l'agente e l'ente pubblico titolare della partecipazione, nè un danno direttamente arrecato allo Stato o ad altro ente pubblico, idonei a radicare la giurisdizione della Corte dei conti.

-) la giurisdizione della Corte dei Conti è stata viceversa affermata sia quando l'azione di responsabilità miri al risarcimento di un danno che - come nel caso del danno all'immagine - sia stato arrecato al socio pubblico direttamente, e non quindi quale mero riflesso della perdita di valore della partecipazione sociale conseguente al danno arrecato alla società, sia quando essa trovi fondamento nel comportamento di chi, quale rappresentante dell'ente partecipante o comunque titolare del potere di decidere per esso, abbia colpevolmente trascurato di esercitare i propri diritti di socio o li abbia comunque esercitati in modo tale da pregiudicare il valore della partecipazione (si veda, per tutte, Sez. un. n. 26806/2009).

-) la giurisdizione della Corte dei Conti è stata altresì affermata con riferimento a talune situazioni particolari connesse alla natura speciale dello statuto legale di talune società partecipate da enti pubblici (es. Rai Radio televisione italiana s.p.a. e Enav s.p.a.)

-) la giurisdizione della Corte dei conti è stata ravvisata anche con riguardo alle azioni di responsabilità proposte nei confronti di organi o dipendenti delle società in house, "per tali dovendosi intendere quelle dal cui quadro statutario, vigente all'epoca della condotta ritenuta dannosa, emerga che siano state costituite da uno o più enti pubblici per l'esercizio di pubblici servizi, che esplichino la propria attività prevalente in favore degli enti partecipanti e che siano assoggettate a forme di controllo della gestione analoghe a quelle esercitate dagli enti pubblici sui propri uffici (si veda, tra le altre, Sez. un. 26283/2013)."

Avuto riguardo al caso dell"Anas s.p.a., la Suprema Corte ha analizzato il collegamento giuridico-funzionale che lega l"istituzione ex lege dell"ente pubblico economico che successivamente, sempre ex lege, è stato trasformato in società per azioni. L"analisi, secondo il giudizio della Corte, evidenzia che la trasformazione da ente pubblico economico in società per azioni ha inciso "soltanto sulla fase gestionale del soggetto, permanendo sia la natura pubblica del nuovo organismo sia i poteri pubblicistici propri dell'ente proprietario delle autostrade e strade statali ad esso affidate (vedi, ad esempio, Cons Stato 24 febbraio 2011, n. 1230, e 24 maggio 2013, n. 2829)." Ciò significa, dunque, che occorre valutare se la Società "presenti caratteristiche specifiche tali da far ritenere che il suo patrimonio abbia conservato i connotati pubblicistici che sono l'indispensabile presupposto della giurisdizione contabile e che, correlativamente, coloro i quali per essa agiscono incidendo su quel patrimonio rientrino nel novero dei soggetti ai quali detta giurisdizione si estende."

La Corte di Cassazione ha ritenuto che l"atto di costituzione (normativo e non negoziale), nonché le diverse disposizioni statutarie (per tutte si ricorda quella che prevede che le modifiche dello statuto siano approvate con apposito decreto ministeriale) integri la fattispecie di "società legale": società che, perciò stesso, si pone su un piano diverso dal fenomeno negoziale previsto e disciplinato dal codice civile, ancorchè possa mutuarne, per espressa previsione di legge, una o più caratteristiche."

Alla luce degli elementi sopra descritti, in ultima analisi, le Sezioni Unite della Corte hanno ritenuto che "l'Anas non può essere assimilata ad una società azionaria di diritto privato, avendo essa conservato connotati essenziali di un ente pubblico, a fronte dei quali risulta non decisiva l'adozione del modello organizzativo corrispondente a quello di una società azionaria per gli aspetti non altrimenti disciplinati in chiave pubblicistica."

Da ciò discende che per una simile società si deve radicare la giurisdizione della Corte di conti, chiamata a valutare le responsabilità erariali degli organi e dei funzionari della Società, "non solo per i danni direttamente cagionati all'immagine del Ministero dell'economia e delle finanze, quale socio unico dell'Anas s.p.a., ma anche per quelli inferti al patrimonio dell'Anas medesima."



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