Controluce, Obbligazioni, contratti -  D'Ambrosio Mary - 2014-05-22

SOLIDARIETA' FAMILIARE O MUTUO? - Mary d'AMBROSIO

Colui che agisce in giudizio per la restituzione di somme di denaro date a mutuo deve dimostrare, oltre all"avvenuta dazione delle somme, il titolo in virtù del quale se ne invoca la restituzione. In altre parole l"onere della prova gravante sull"istante, ex art. 2697 c.c., può considerarsi adempiuto solo quando risulti dimostrata sia la effettiva consegna del denaro sia le ragioni della stessa.

Lo ribadisce la Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 9864 del 7 maggio 2014.

Il fatto. Il sig. Sb. si oppone a due decreti ingiuntivi con i quali gli viene ingiunto il pagamento di una certa somma a titolo di prestiti non restituiti. Precisa il sig. Sb. che le somme de quo gli erano state versate dalla sig.ra S., sua ex convivente, spinta dal desiderio di aiutarlo in un momento di difficoltà. Il Tribunale condanna il sig. Sb. a versare alla convenuta in opposizione la somma di € ***.

La Corte d"Appello adita, in riforma della sentenza di primo grado, accoglie le istanze del sig. Sb.

Osserva la Corte territoriale che le richieste di restituzione erano state avanzate solo a seguito della separazione avvenuta tra il Sb. e la convenuta, che dalla convivenza moreuxorio fra le parti era nato anche un figlio, e che, pertanto, le attribuzioni patrimoniali avevano "sicuramente una componente che faceva leva sull"affetto e la solidarietà familiare, al fine di far funzionare meglio il menage".  Inoltre la convenuta, a giudizio della Corte, non era stata in grado di determinare con esattezza l"entità della somma versata né aveva fornito indizi chiari, precisi e concordanti in ordine alle ragioni della dazione di denaro.

La sig.ra S. ricorre contro la sentenza della Corte d"Appello.

La Corte di Cassazione, pronunciandosi con la sentenza in commento, ribadisce un principio già espresso in passato, per cui l"attore che chiede la restituzione di somme di denaro date a mutuo è, ai sensi dell"art. 2697 c.c., comma 1, tenuto a provare gli elementi costitutivi della domanda, e quindi, da un lato la consegna delle somme, atto di per sé neutro e adattabile a una serie di cause, dall"altro il titolo giuridico, implicante l"obbligo della restituzione, in base al quale è stata effettuata la dazione; l"esistenza di un contratto di mutuo, infatti, non può essere desunta dalla mera consegna degli assegni bancari o somme di denaro (che, ben potendo avvenire per svariate ragioni, non vale di per sé a fondare una richiesta di restituzione) essendo l"attore tenuto a dimostrare per intero il fatto costitutivo della sua pretesa.

In altre parole, la circostanza che il convenuto riconosca di aver ricevuto una somma di denaro dall"attore, ma neghi che sia avvenuto a titolo di mutuo, contestando quindi il titolo posto a base della pretesa restitutoria, non costituisce una eccezione in senso sostanziale, sì da invertire l"onere della prova, giacché negare l'esistenza di un contratto di mutuo non significa eccepirne l'inefficacia o la modificazione o l'estinzione, ma significa negare il titolo posto a base della domanda. Ne consegue, pertanto, che rimane posto a carico dell"attore l"onere di dimostrare che la consegna del denaro, benché il convenuto ne ammetta la ricezione, deducendo però ragioni differenti da quelle di mutuo, è avvenuta in base ad un titolo che ne imponga la restituzione.



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