Articoli, saggi, Generalità, varie -  Ricciuti Daniela - 2015-03-22

«SOLO UN MOMENTO» DI UN MEDICO - Daniela RICCIUTI

In poche ore ha fatto il giro del mondo l'immagine del medico californiano, appena uscito dalla sala operatoria, di notte, appoggiato su un muretto del cortile del pronto soccorso, ripiegato su se stesso sotto il peso della dolorosa sconfitta per non esser riuscito a salvare un giovane paziente.

La foto è stata scattata da un collega ed è stata pubblicata su un social network con la didascalia "Solo un momento": qualche minuto, prima di rientrare e tornare al suo lavoro.

L'episodio - riportano i giornali - è accaduto nel reparto di medicina d'urgenza di un ospedale del Sud della California.

Ma sarebbe potuto accadere ovunque.

Sarà accaduto ovunque, e spesso, probabilmente.

Di solito si sente parlare di medici che non sono all'altezza della nobile professione, che esercitano con imprudenza, negligenza, imperizia (si dice tecnicamente), con superficialità, quasi ignari dell'importanza del ruolo che sono chiamati a svolgere (inutile sottolineare che quei medici devono rispondere dei loro atti e delle loro omissioni, e che coloro che ne subiscono le ingiuste conseguenze, hanno diritto alla equa riparazione del torto subito, per quanto possibile).

Questa volta le cronache riportano un caso di umanità, anzicchè di "malasanità" (come si suol dire nel gergo giornalistico che tanto ama termini così banalizzanti).

L'immagine dell'uomo in camice bianco, accovacciato e ricurvo nella sua disperazione, assurge a simbolo di tutti i Medici che, onorando ogni giorno il professato giuramento di Ippocrate,  avvertono la responsabilità delle vite, che la vita gli affida, e della salute di sconosciuti, che da loro dipende. E che, nonostante la serietà, gli sforzi, l'impegno profusi, - sono uomini - a volte falliscono.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati