Legislazione e Giurisprudenza, Avviso di accertamento -  Belotti Andrea - 2014-01-14

SONO AD USO PROMISCUO I LOCALI PRODUTTIVI COMUNICANTI CON L'ABITAZIONE – Cass.28068/2013 – Andrea BELOTTI

A seguito di una ispezione da parte dei militari della dei militari della Guardia di Finanza, gli elementi emersi e  presi in considerazione da parte della  CTP e della CTR non potevano. a giudizio delle stesse,  essere utilizzati perché mancava la preventiva autorizzazione del Procuratore della Repubblica. La Suprema Corte di Cassazione non condivide tale impostazione e riafferma il principio che, in caso si versi in tema di accertamento dell"IVA, l"autorizzazione del procuratore è subordinata alla presenza di gravi indizi di violazioni ma non  quando si tratti di locali ad uso promiscuo. E il concetto di uso promiscuo dei locali si configura anche quando i locali adibiti  ad abitazione e alla attività produttiva sono tra loro, in qualche modo, intercomunicanti.

Afferma la Suprema Corte " ...  il giudice di appello riteneva non utilizzabili gli atti ed elementi acquisiti dalla Guardia di finanza nel corso della verifica svolta presso l'officina, senza che avesse specificato le ragioni del suo assunto, posto che occorreva stabilire invece se, nonostante l'unicità del fabbricato, l'unità adibita alla riparazione dei veicoli fosse da ritenere anche collegata all'abitazione, o piuttosto essa ne fosse invece separata, non operando il principio applicato in tale seconda ipotesi. Invero in tema di accertamento dell"IVA, l'autorizzazione del procuratore della Repubblica, prescritta dall'art. 52, primo e secondo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 ai fini dell'accesso degli impiegati dell'Amministrazione finanziaria (o della Guardia di finanza, nell'esercizio dei compiti di collaborazione con gli uffici finanziari ad essa demandati) a locali adibiti anche ad abitazione del contribuente o a locali diversi (cioè adibiti esclusivamente ad abitazione), è subordinata alla presenza di gravi indizi di violazioni soltanto in quest'ultimo caso, e non anche quando si tratti di locali ad uso promiscuo. Tale destinazione sussiste non soltanto nell"ipotesi in cui i medesimi ambienti siano contestualmente utilizzati per la vita familiare e per l'attività professionale, ma ogni qual volta l'agevole possibilità di comunicazione interna consenta il trasferimento dei documenti propri dell'attività commerciale nei locali abitativi (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 2444 del 05/02/2007, n. 10664 del 1998).



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