Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-12-06

Sopraelevazione: l'applicabilità dell'articolo 1127 del codice civile è limitata al condominio in senso stretto - Riccardo Mazzon

Il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio condominiale, che costruisce uno o più piani in aggiunta a quelli preesistenti, è tenuto a corrispondere ai proprietari degli altri piani l'indennità prevista dal comma 4 dell'art. 1127 c.c.

L'applicabilità dell'articolo 1127 del codice civile è limitata al condominio in senso stretto; infatti, l'art. 1127 c.c. in tema di sopraelevazione sopra l'ultimo piano dell'edificio, essendo inserito nella regolamentazione del condominio, più specifica rispetto a quella della comunione in generale, ed avendo, nel comma 1, quale destinatario il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio, postula una divisione della proprietà in senso orizzontale e

"non trova pertanto applicazione nella comunione disciplinata negli art. da 1100 a 1116 c.c." (Cass., sez. II, 14 dicembre 1994, n. 10699, GCM, 1994, 12).

L'articolo 1127 del codice civile si applica anche allorché si tratti di fabbricato preesistente alla sua entrata in vigore: infatti, l'art. 554 c.c. del 1865, circa i diritti del proprietario dell'ultimo piano di un edificio, come in generale la disciplina della comunione e del condominio dettata da tale codice, è stato abrogato dall'attuale codice civile, il quale regola compiutamente l'intera materia e, pertanto, in difetto di espressa disposizione transitoria non può trovare applicazione nella controversia attinente all'individuazione dei suddetti diritti, ancorché si tratti di fabbricato preesistente, senza che l'applicazione dell'art. 1127 c.c. possa ritenersi in contrasto con il divieto di irretroattività della legge posto dall'art. 11 disp. prel. c.c.,

"costituendo la sopraelevazione esercizio di una delle facoltà contenute nel diritto di proprietà, che ben può essere limitata o soppressa dalla legge sopravvenuta" (Cass., sez. II, 4 luglio 1991, n. 7369, GCM, 1991, 7; cfr., amplius, il capitolo dodicesimo del volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013).



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