Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-02-24

SOSTITUZIONE DI DELIBERA CONDOMINIALE INVALIDA E CLAUSOLA COMPROMISSORIA - RM

La sostituzione della delibera condominiale invalida, con altra di identico contenuto, determina il venir meno dell'interesse all'impugnazione della prima delibera per difetti formali e implica la cessazione della materia del contendere nell'eventuale giudizio già intentato:

"ne consegue che le spese processuali vanno poste, in forza del principio della soccombenza virtuale, a carico del condominio resistente" (Trib. Benevento 19 maggio 2004, GM, 2005, 2, 293; conforme, senza alcun potere di verificare la legittimità dell'atto con il quale la delibera è stata rinnovata. Infatti, la riforma del processo civile ha perseguito come fine la tendenziale autonomia dei giudizi, e intende evitare la possibilità di un ampliamento potenzialmente continuo della materia del decidere, ponendo sbarramenti all'allegazione di nuovi fatti: Trib. Monza 8 febbraio 2001, GC, 2001, I, 1952; GM, 2001, 910 - cfr.,amplius,"La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013).

Parallelamente, la sostituzione della delibera condominiale, invalida, con altra di identico contenuto, determina il venir meno dell'interesse all'impugnazione della prima delibera

"per difetti formali (nella specie, si trattava di una delibera di conferma dell'amministratore)" (Cass., sez. II, 22 luglio 2002, n. 10683, FI, 2003, I, 540).

Per converso, con riguardo alla impugnazione di una delibera condominiale obiettivamente pregiudizievole, il relativo interesse - che deve persistere in tutti i gradi del processo fino alla pronuncia finale - non viene meno a seguito di successive delibere che

"presupponendola si limitino a stabilirne le modalità di esecuzione" (Cass., sez. II, 14 dicembre 1988, n. 6817, GCM, 1988, 12).

A margine, si rammenti che è ammissibile e vincolante la clausola compromissoria, contenuta in un regolamento condominiale, che deroghi a quanto stabilito nell'articolo 1137 del codice civile: in effetti, il comma 2 dell'art. 1137 c.c. - a termini del quale ogni condomino dissenziente può fare ricorso all'autorità giudiziaria avverso le deliberazioni assunte dall'assemblea del condominio - configurando il diritto soggettivo del condomino quale facultas agendi, a tutela di interessi direttamente protetti dall'ordinamento giuridico, non esclude la compromettibilità ad arbitri delle relative controversie, con la conseguenza che

"deve considerarsi legittima la norma del regolamento condominiale che preveda una clausola compromissoria con il correlativo obbligo di chiedere la tutela all'organo designato competente" (Cass., sez. I, 10 gennaio 1986, n. 73, GCM, 1986, FA, 1986, 1372; conforme, non rientrano in alcuno dei divieti previsti dagli art. 806 e 808 c.p.c. : Cass., sez. II, 20 giugno 1983, n. 4218, GCM, 1983, 6; conforme Trib. Milano 6 aprile 1992, ALC, 1992, 614).

L'applicazione della clausola compromissoria - contenuta in un regolamento di condominio, secondo la quale qualunque controversia fra i condomini e tra questi e l'amministratore per l'interpretazione e l'esecuzione delle norme di legge e contratto reggenti il condominio, ed in genere riferentesi comunque alla costituzione, esercizio ed eventuale scioglimento del condominio, sarebbe stata devoluta al giudizio inappellabile di un collegio arbitrale - non va estesa a questioni che, nei rapporti condominiali, possono avere trovato la loro occasione, ma che dipendono dall'interpretazione di norme generali che tutelano diritti di carattere assoluto,

"la cui fonte è estranea alla disciplina del condominio" (Trib. Milano 28 dicembre 1989, ALC, 1991, 150).

In argomento, si confronti anche la seguente pronuncia, in tema di regolamento che preveda il previo tentativo di conciliazione: vi si legge che non è improponibile, né improcedibile, né inammissibile l'azione giudiziale proposta

"avanti l'esperimento del tentativo di conciliazione presso l'associazione della proprietà edilizia previsto dal regolamento condominiale come condizione prima di adire l'autorità giudiziaria" (App. Milano 13 luglio 1990, ALC, 1991, 323).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati